Il dispiacere dell’onestà. Ricapitolando la vicenda delle firme false

di Giovanni Rosciglione

Nel 2012 si svolgono le elezioni amministrative a Palermo, che consacreranno la quinta primavera orlandiana. In quell’occasione il Movimento Cinque Stelle presenta una sua lista, dove il Capolista era Riccardo Nuti detto Grillo (escamotage democristiano per aumentare i voti del capolista allora ignoto).

Lista falsa…

La lista tuttavia non ha fortuna probabilmente perché Leoluca Orlando era, oltre che di grande scuola politica, l’inventore di una politica euristica basata su un populismo gattopardesco che assorbiva anche le istanze dei contenuti ribellisti dei grillini.

Ma quella lista, all’interno del Movimento, era anche una classifica (articolo qui) dalla quale nei mesi e negli anni successivi estrarre i candidati territoriali alle elezioni a venire: regionali, nazionali, europee.

Nuti pur non essendo stato eletto al Comune prese circa 3.000 voti e fu messo in condizione di diventare Deputato nelle successive elezioni nazionali del 2013. Come dicevo, si era deciso di estrarre da quella lista i senatori, quelli europei, e quelli regionali.

Ma, a quanto pare, non si rispettò la graduatoria. Deputato con Nuti nella provincia di Caltanissetta fu scelta Azzurra Cencelleri (sorella dell’aspirante Governatore e portavoce regionale Giancarlo, nisseno) che era risultata tra le ultime con una decina di voti.




Ma non tutte le promesse e gli accordi interni non furono mantenuti. Tanto è vero che la denuncia che quella lista (articolo qui) era stata presentata con firme false fu avanzata dai grillini scartati e in cerca di rivalsa o da attivisti parenti dei delusi.

Comincia l’indagine nel 2014, e vengono rinviati a giudizio decine di politici grillini, attivisti, professionisti e pubblici ufficiali. Due terzi delle firme furono disconosciute dagli elettori interrogati. Nuti fu sospeso dalla piattaforma Rousseau (articolo qui).

Si capisce subito che – in terra di Sicilia – questo processo diventava sempre più esplosivo e la sua gestione sempre più complicata (articolo qui). Siamo già nel 2018 e, con gaudio della famosa Accozzaglia, Cinque Stelle diventa il primo partito italiano, grazie soprattutto alla massa di consensi che guadagna al Sud e specie in Sicilia dove supera anche il 60%.




Il Professore Della Cananea prepara il Contratto con la Lega di Salvini. Ministro della Giustizia viene nominato l’avvocato Alfonso Bonafede di Mazara del Vallo (TP).

Uno dei cavalli dell’esangue esercito grillino è la riforma della Giustizia e il blocco della prescrizione. In questi giorni si discute. E il Ministro degli onesti, per rabbonire Matteo Salvini, dichiara che l’entrata in vigore del blocco della prescrizione sarà nel 2020.

Nessuno ha ancora detto nulla sul fatto che il processo sulle firme false si esaurirà per prescrizione molto, ma molto prima.

 

 

In copertina, particolare di una statua della fontana di Piazza Pretoria a Palermo, con la sede del Comune sullo sfondo.