Le venti promesse mancate del governo Legastella

di Vincenzo Pino

Quelli che Alfano si deve dimettere subito perché chi guida la sicurezza non può essere inquisito. Infatti ora ce ne hanno uno plurinquisito ma anche condannato che si sospetta ricicli soldi all’estero per sfuggire ai sequestri della magistratura. Ed allora il governo?

Alcune promesse sono state urlate…

Ecco i venti annunci propagandistici, promesse mancate del governo Legastella. Sono venti motivi per un’opposizione più unita che assicuri, innanzitutto, la democrazia in Italia. Anche perché, alcune di queste promesse elettorali, come quelle sui vaccini e l’Ilva, erano talmente negative da essere bocciate dalla realtà del Paese e dall’opposizione.

Uno. Taglio delle accise sulla benzina. Chi le ha viste? Due. Rimpatrio immediato emigranti? Tempo previsto 80 anni. Tre. Flat tax? Solo per gli utili di impresa come era prima.




Quattro. Abolizione della Legge Fornero? Quota cento a 64 anni con ricalcolo contributivo come l’attuale Ape volontaria, togliendo l’Ape social per i lavori usuranti, bella conquista. Cinque. Abolizione del “Jobs Act”? Riconferma dell’istituto per le nuove assunzioni come da decreto dignità. Sei. Reintroduzione art. 18 per le nuove assunzioni? Col piffero.

Sette. Abolizione delle moderne forme di schiavitù come i voucher? Reintrodotti ad libitum nel turismo ed in agricoltura. Otto. Taglio degli stipendi ai parlamentari? Non se ne parla più. Nove. Risparmi di 30 miliardi da spending review? Chi li ha visti?

All’estero. Posizioni imbarazzanti…

Dieci. Giardini e parchi ecologici al posto dell’Ilva a Taranto? Chiedetelo a chi ci aveva creduto. Undici. Reddito di cittadinanza? Al massimo un Rei esteso come da proposta Pd. Dodici. No vax e libertà vaccinale magari da contagio modello Taverna? Autocertificazione solo in Veneto a stretto controllo di veridicità.

Tredici. Abolizione dei vitalizi per gli ex parlamentari? Solo ricalcolo per gli ex deputati ci voleva una legge ma non l’hanno voluta fare nascondendosi dietro la foglia di Fico. Quattordici. Il crollo del ponte di Genova? Una favoletta secondo il blog 5* che assumeva come oro colato gli argomenti di autostrade nel 2013 per evitare la costruzione della gronda ed il terzo valico.

Quindici. Nazionalizzazione immediata rete autostradale? Col piffero. Sedici. Autonomia della Rai dai partiti? Non ci fate ridere con l’intreccio Foa, Lega e figlio. Diciasette. Commissione d’Inchiesta del Ministero dei Trasporti contro Autostrade? Fatta dagli inquisiti dalla magistratura? Diciotto. Ripresa ecnomica. Invece, c’è l’innalzamento dello spread a 270 punti e maggiori costi per interessi di 4 miliardi per quest’anno e 6 per i prossimi. Invito di Draghi a parlare di meno per non creare disastri.

Diciannove. Risolvere il problema della distribuzione dei migranti in Europa. Invece, l’Italia si è alleata con Orban. Proprio quello lì,  quello contro la distribuzione dei migranti e contro la revisione del trattato di Dublino. Per ingraziarci Putin e mandare a fondo la Ue e noi prima di tutti?




Mi pare che ci siano abbastanza argomenti per condurre una battaglia di merito che rilanci l’opposizione, come mi pare stia avvenendo nel paese ed in Parlamento.

Ma manca l’argomento che è una ciliegina sull’amara torta di questo governo… Venti. Ecco l’ultima delle sparate degli annunciatori seriali. Quello della riduzione del numero dei parlamentari. Ma, scusate, non era quello che prevedeva la Riforma Costituzionale, che avete bocciato in nome della difesa dei valori fondanti del nostro ordinamento?

La verità è un’altra ed è quella che il governo Legastella non può realizzare quanto ha promesso in campagna elettorale e cioè la diminuzione degli stipendi dei parlamentari. Ed allora altro fumo negli occhi con un altro annuncio irrealizzabile.

Credevate, voi al governo, che con questa sequela di messaggi alimentati da troll e falsi profili sareste riusciti ad annientare l’opposizione? Errore: l’oppisizone è viva, vegeta e vigilante. Ad asciugare Grasso e Berlusconi nel post elezioni ci siete riusciti, col Pd di Martina e specie di Renzi, no.