I migranti: l’arma di distrazione di massa

Il pericolo immigrazione è chiaramente sopravvalutato in Italia e in altri Paesi europei. Dai dati disponibili la percezione dell’immigrazione è completamente distorta e immaginaria: gigantesca rispetto ad una realtà molto più limitata, soprattutto nei paesi con governi anti-immigrati

di Vincenzo Pino

In Italia sono circa 4 milioni e 500mila i migranti residenti pari al 7% della popolazione alla fine del 2016. Una media inferiore a quella dell’Europa a 28 (comprensiva ancora del Regno Unito), che è pari al 7,2%.

Grafico Ue su presenza migratoria nei paesi membri e percezione della stessa. In scuro la percentuale di migranti, nella parte chiara, la percezione per ogni paese.

Germania, Francia, Spagna hanno cifre di gran lunga superiori (attorno al 9%) mentre i paesi scandinavi superano il 10%.

Tra il 2014 ed il 2017, la Germania ha accolto circa un milione di migranti provenienti dalla Siria, mentre le cifre italiane per lo stesso periodo oscillano attorno alle 100mila unità.

Quindi non c’è stata nessuna sostituzione etnica, vista l’esiguità del fenomeno.

Eppure nell’immaginario italiano la percentuale di immigrati nel paese viene collocata quasi al 25%. Insomma, come se un abitante su quattro fosse immigrato. Una percentuale assolutamente immaginaria che è svariate volte più grande della realtà. Per la precisione, l’immigrazione percepita è oltre il 350% di quella reale.




Questa sopravvalutazione italiana è tra le più alte in Europa. La media nei paesi europei è del 16% a fronte della realtà posizionata al 7,2%. e  la percezione dell’immigrazione è paradossalmente più bassa in alcuni paesi dove la presenza reale è maggiore rispetto all’Italia.

In pratica, nei paesi dove la presenza dei migranti è maggiore (Lettonia, Svezia, Croazia ed Estonia), le percentuali tra presenza effettiva e quella percepita tendono a coincidere. In Estonia, in particolare, l’immigrazione percepita è leggermente più bassa di quella reale che, tra l’altro, è tra le più alte d’Europa. In Bulgaria, Ungheria e Romania, di contro, l’immigrazione percepita è svariate volte più alta di quella reale.




Nell’Ungheria di Orban, dove il messaggio politico contro l’immigrazione si è fatto strada attraverso fake di ogni genere, l’immigrazione è del 2%, mentre quella percepita è dell’8,8%. In pratica, gli ungheresi stimano l’immigrazione a qualcosa come il 440% di quella reale. Sarà forse per la propaganda di un governo eletto sulla base dell’odio verso gli immigrati?

Questo vuol dire che si specula elettoralmente su questi fenomeni, e se a farlo sono i governanti, i risultati ne risultano distorti ed amplificati creando una forte incomprensione delle popolazioni sulla realtà dei fenomeni.

Non a caso quelli che percepiscono una presenza maggiore degli immigrati sono, assieme all’Italia, i paesi del cosiddetto patto di Visegrad dove però una forte immagrazione non c’è affatto.

Riflettiamo su questi dati. Non c’è nessuna emergenza migratoria. Inoltre, gli sbarchi nel 2018 in Italia sono diminuiti dell’80%.

C’è certo la  necessità di un riequilibrio nelle collocazioni dei richiedenti asilo tra i paesi europei a fronte della solitudine in cui sono stati lasciati i paesi rivieraschi quale primo approdo (Italia, Grecia e Spagna) e la necessità di regolarizzare il flusso a favore solo dei richiedenti asilo, già dal confine Sud della Libia come si era cominciato a fare col ministro Minniti nei governi precedenti.




Ma speculare sulle navi con gli immigrati a bordo e fare apparire che siamo in continua emergenza è un’azione di distrazione di massa che cerca di distogliere il vuoto sostenziale del governo gialloverde a dominanza Salvini.

Ed il risultano è quello di regalarci un paese di disinformati in cui solo il 15% degli Italiani sa che dal 2017 al 2018, gli sbarchi sono diminuiti in maniera più che significativa. Non si governa un paese così. Lo si distrugge. Perché lo si distrae dai problemi reali che sono ben altri.