La difesa della Raggi

Ride come sempre la Raggi, la scuola di recitazione grillina lo impone

di Vincenzo Pino

Doveva metterci la faccia ieri sera sullo scandalo dello stadio romano a Porta a Porta, visto che il più accorto Di Maio ha saltato l’appuntamento per non fare associare il suo apparire allo scandalo in corso… altro dettame della scuola di comunicazione di Casalino.

Nazionale italiana o AS Roma? Difesa imbarazzante…

Se l’è cavata con le banalità più assurde fin quasi ad accusare di sessuofobia la stampa che associa le accuse nei suoi confronti all’essere donna… Difesa d’ufficio.

Che strano destino per chi ha goduto delle volgarità vere nei confronti della Boschi su cui sono state costruite rappresentazioni giornalistiche e teatrali da lupanare, ma tant’è. Ogni tanto viene da pensare che Dio c’è.

Esaurita la parte su cui Virginia ha mostrato tutto il suo mestiere e la sua preparazione nel rintuzzare le accuse sullo stadio come se lei a Roma fosse di passaggio e non abbia provveduto a nominare Lanzalone, il dominus della operazione a Presidente dell’Acea, appariva felice e sorridente. Difesa a tre… look.

Quando Vespa le ha chiesto il parere sulla mozione approvata dal consiglio capitolino per  intitolare una strada a Giorgio Almirante.




Colta di sorpresa, Virgin, ha risposto con la solita nonchalance, “Non lo sapevo ed il consiglio comunale è sovrano” come dire io non c’entro e non è colpa mia. Ora era Ponzio Pilato che interpretava, la parte di riserva che lo staff di comunicazione consiglia quando non si sa che pesci prendere. Difesa della razza?

Deve essere successo qualcosa subito dopo se nel corso della notte, a dispetto delle dichiarazioni sulla  sovranità e sul rispetto per le assemblee elettive la stessa ha annunciato che presenterà il prossimo consiglio comunale una contro mozione che chiede di bloccare quella delibera. Difesa in contropiede…

Difesa della?

Sarà stata la risposta della città, sarà stato lo sdegno della comunità israelitica, particolarmente forte a Roma,  a farle cambiare immediatamente opinione ed a smentire sé stessa nel giro di qualche ora.

Ma a queste giravolte i grillini ci avevano abituato, quello che ci sorprende stavolta è la rapida conversione filofascista degli stessi. Solo una dei consiglieri comunali del movimento ha votato contro mentre tutti gli altri sono stati a favore, aggiungendo i loro voti alla destra ed in particolare a Fratelli d’Italia che aveva presentato la mozione.

Insomma il M5S sembra ormai una zattera in mezzo ai marosi, sballottata dai soffi salviniani e della destra meloniana. Costretto a fare giravolte su giravolte per riparare alle intemerate che fanno. Difesa a catenaccio.

Chi pensava che i grillini fossero il rinnovamento della politica sono serviti, chi pensava che fossero la nuova sinistra che aveva reagito alla svolta a destra renziana si sbatte la testa al muro e gliene dice di tutti i colori, alla Scanzi.




Ma ormai il danno è stato fatto, i grillini si sono consegnati a Salvini e da quello che si vede e che segnalano i sondaggi sembrano starci bene. Chi dice che sono una riedizione del fascismo non è troppo lontano dalla verità, a mio avviso, se hanno voluto onorare il caporedattore del “manifesto della razza” per celebrarne il sessantesimo anniversario.

Salviniani e razzisti nel profondo e per la gran parte questo appaiono oggi i grillini con buona pace di chi li voleva alleati.