Nuovo governo: per un confronto su proposte concrete

Su Fornero, lavoro, migranti e Unione Europea, è possibile un confronto per l’opposizione di centrosinistra

di Vincenzo Pino

Potremmo esordire con la gaffe sullo spesometro, da abolire per Di Maio, ma già abolito nell’ordinamento italiano, per insistere sulla incapacità dell’attuale coalizione a governare. Potremmo continuare con la follia tentata sul contratto di programma relativa al mancato pagamento dei 250 miliardi delle emissioni della Bce che sono costate una ottantina di punti base dello spread.

Sala del consiglio dei ministri

Potremmo infine chiosare sulla impuntatura su Savona che coniugata al punto precedente aveva determinato una risalita dello spread a più’ di 300 punti sui Bund. China invertita grazie alla ferma decisione di Mattarella in merito e dalle successive smentite relative alla uscita dell’Italia dall’Euro da parte di Lega e grillini.

Definito così il quadro di riferimento ed il perimetro entro cui si svolgerà, prevedibilmente, l’azione di governo, nei prossimi mesi almeno, non possiamo non sottolineare alcuni punti su cui occorrerà affinare la capacità dell’opposizione per evitare di regalare intere fasce sociali all’attrattività delle proposte di governo.




Cominciamo con la Legge Fornero. Già alleggerita dal predente governo dal peso degli esodati, dalla facilitazione per i lavori usuranti, per i lavoratori quarantunisti precoci, e per la cosidetta “opzione donna” (provvedimento da rifinanziare) restano dei nodi che sono rimasti inevasi e che sono stati oggetto di una dialettica anche all’interno della maggioranza di governo nella passata legislatura.

Intendo riferirmi alla cosidetta quota 100, asticella ritenuta utile da Damiano fino ad un anno fa, e bloccata dal Presidente Inps Boeri per il costo esorbitante dell’operazione stimata in 20 miliardi di Euro l’anno. Oggi la stessa proposta viene rilanciata da Di Maio, assieme a quella di permettere il pensionamento con 41 anni di contributo, con un costo a suo dire di 5 miliardi l’anno.

Palazzo Finanze

A questa proposta il Pd non potrà porre una pregiudiziale. Al contrario, può entrare nel merito per consentire una operazione-verità su tutta la materia. Certo, non potrà contentarsi della copertura offerta dal taglio delle pensioni d’oro, visto che non solo il prelievo sarebbe insufficiente a coprire i costi della riforma della legge Fornero, ma che se fossero combinati con la flat tax aumenterebbero di consistenza. Altro che taglio.

Di contro, per fortuna, non siamo più nella fase in cui si sono dovute tagliare le prestazioni per il pericolo default Italia e credo che questo sarà un terreno di verifica dell’opposizione  Pd. Un confronto che coniughi elementi di compatibilità di bilancio a bisogni di solidarietà che rientrino appunto in quel quadro di compatibilità.

Un secondo elemento sarà il confronto sul jobs act. E’ vero che questo provvedimento ha creato un milione e 200 mila posti di lavori in più, ma la connotazione di questi tende ad assumere ormai per la gran parte le caratteristiche del lavoro a tempo determinato. Si tratterà anche qui di verificare quale può essere la molla che permetta un riequilibrio verso forme di lavoro più stabili.




Nel triennio 2014-2016 queste sono state trovate attraverso la decontribuzione alle nuove assunzioni stabili, non è che sia il caso di ripristinarle, senza mettere in discussione l’impianto del jobs act? Un terzo elemento che mi sembra sarà oggetto di confronto sarà quello dei costi dell’emergenza, accoglienza ed assistenza ai migranti che Salvini ha evidenziato come un costo pesante per le casse italiane.

E’ possibile che sull’Italia venga scaricato un costo che si prevede per il prossimo Def di cinque miliardi all’anno? E che la Ue non abbia predisposto e realizzato né i meccanismi di ridistribuzione previsti dai recenti accordi, né forme di solidarietà dei paesi ospitanti, Italia e Grecia, che devono attingere alle proprie risorse interne per pagare questo costo, aumentando il deficit interno, che se non viene computato ai fini dei parametri europei, paghiamo, pur sempre, noi?




E finalmente di fronte a questa evidenza anche il  commissario Ue Moscovici ed Angela Merkel sembrano convenire, come testimonia il Corriere della Sera di oggi. Sarebbe stato meglio prima con provvedimenti e stanziamenti adeguati, visto che anche la redistribuzione dei migranti stabilita in sede Ue vede la ricollocazione di 13mila unità rispetto alle 40mila previste per l’Italia.

Queste sono alcune questioni sul tappeto in cui l’opposizione dovrà dimostrare tutta la sua duttilità senza rigettare al mittente le proposte. Certo, sulle altre proposte del governo Lega-M5S, quelle relative al ritorno indietro sui diritti civili, il trattamento umanitario delle carceri, il dopo di noi, i diritti alla’autodeterminazione femminile, sarà lotta dura.

Ma su alcune cose si può anche discutere.

 

 

Prima foto nel testo: Sala del Consiglio dei Ministri. Tratta da Wikipedia. Di Governo Italiano – Presidenza del Consiglio dei Ministri (Note legali) – Governo Italiano – Presidenza del Consiglio dei Ministri, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=52910195