Lettera aperta a Gigino DI Maio

di Marco Pomar

Caro Gigino Di Maio,
perdona il tono confidenziale, ma la tua giovane età e la continua presenza in questi ultimi mesi nei media, mi fanno sentire in diritto di usarlo. Magari sbaglio, ma non credo sia questo il punto.

Notizie da Roma

Il punto è che le ultime notizie, e quando si scrive si corre il rischio di venire superati dai fatti, hanno rimesso in gioco le possibilità di un tuo governo insieme a Salvini.  Con Berlusconi consenziente suo malgrado, perdona l’ossimoro.

Anche le tue dichiarazioni si sono ammorbidite, e il veto sul cavaliere è diventato un vetino, un vetuccio, superabile in nome delle poltrone su cui sedersi.  Niente veto e niente voto, potremmo dire.

Io non so come finirà, esimio Gigino, so soltanto che questa pantomima continua forse non fa perdere voti al vostro movimento, almeno a sentire i sondaggi, ma soltanto perché l’Italia è un paese lento a comprendere i bluff, vedi il ventennio berlusconiano.  Il quale Berlusconi, almeno, era chiaro nelle sue posizioni politiche, strumentali al suo tornaconto, ma coerenti: i comunisti cattivi che avevano distrutto l’Italia, sdoganamento dei fascisti, alleanza coi razzisti.




Tu hai avuto la faccia di insultare per anni il Pd, attribuendogli tutti i mali italiani, salvo poi accusarlo di scarso senso di responsabilità quando non è stato disponibile a regalarti i suoi voti in parlamento per far nascere il tuo governo.  Dimenticando lo streaming, tanto il popolo ha memoria corta.

Hai dialogato con Salvini, ponendogli, almeno sino ad oggi, il veto sul cavaliere, come se quello fosse il male assoluto e la Lega un movimento sano, democratico ed estraneo alle leggi vergogna di questi anni. Va bene che sei giovane, Gigino, ma c’è internet, lo sai, ci si può sempre informare.

IL futuro è Berlusconi

Oppure, e in questo caso sarebbe carino dichiararlo anche agli elettori ex di sinistra che vi hanno creduto, avete legittimamente spostato l’asse politico dei 5 stelle a destra, pronti ad un’alleanza con gli xenofobi d’Italia, gli amici della Le Pen. Io non mi sorprenderei per nulla, ma magari, per onestà senza acca, si potrebbe farla finita con la politica dei due forni, buona fino a quando non ti sgamano. La politica neutrale non esiste, tutti i provvedimenti sono scelte, e le ideologie contano, eccome se contano.

Inoltre, caro Gigino, mi permetto un consiglio non richiesto: diffida di Salvini, che politicamente è in grado, entro qualche mese, di farti fare la figura di quei manichini nelle vetrine dei negozi di abbigliamento maschile, con la stessa incidenza nelle scelte governative. E in parte è già successo: me li vedo il leader leghista e il cavaliere discutere tra loro, i forzisti comprendere che il voto adesso per loro sarebbe un’ulteriore emorragia, e la pantomima di una benevola astensione per fare nascere un governo di basso profilo politico.  Populisti di tutto il mondo, uniamoci!




Che poi almeno avresti potuto farlo subito questo accordo scellerato, facendo risparmiare al paese un paio di mesi, ma forse questa è l’unica colpa che non hai.

I volponi avranno il potere anche grazie a voi, e voi vedrete lustro fino a quando gli italiani avranno la capacità di accorgersi del vuoto assoluto che rappresentate. Cioè per altri vent’anni circa.

Buona fortuna, Gigino.

E gli auguri a noi, che ce lo siamo meritato.