Serve Marx?

di Franco Lo Piparo

Il 5 maggio ricorrevano i duecento anni della nascita di Karl Marx. A Palermo l’Istituto Gramsci ha festeggiato alla grande. Riporto la cronaca che ne ha fatto l’organizzatore della festa, Piero Violante.

Ringiovanito…

«All’Istituto Gramsci di Palermo si è festeggiato Marx in occasione del suo 200esimo genetliaco. Sul ballatoio della biblioteca era stata schierata una piccola formazione della Sicilian Improvisers Orchestra […].»

«Mentre in basso su uno schermo un power point mostrava immagini e lessico di Marx, e in obliquo al centro della sala troneggiava una grande scala pulpito con l’immagine di Marx. Conclusa l’Internazionale Piero Violante ha invitato Gabriello Montemagno e Consuelo Lupo che si affacciavano da due ballatoi laterali della biblioteca ad iniziare le letture: poesie giovanili di Marx, la lettera al padre del ’37, la celebre filastrocca dell’Ideologia Tedesca».




«Dopo questo primo blocco concluso da un intervento orchestrale (un’improvvisazione su Eisler) sono iniziate le letture del pubblico in alternanza con Montemagno e Lupo. Una quindicina in tutto di interventi molto stringati (non più di 5 minuti) che spaziavano dai Manoscritti, al 18 Brumaio, al Manifesto, al Capitale (Primo e Terzo volume), ad alcune lettere della moglie di Marx, di Engels a Marx e di Marx ad Engels ma anche a un’intraprendente corteggiatore della figlia di Marx che Marx invita a comportarsi correttamente. Di sicuro effetto la lettutra di uno spettatore che si è inerpicato sulla scala-pulpito. Tra gli intervenuti: Figurelli, Mafai, Nicosia, Moretto, Morreale, Costantino, Rigamonti, Mannino ed altri. Finite le letture, l’Orchestra, che con molta finezza è intervenuta improvvisando su materiale eisleriano, è scesa dal ballatoio per porsi alla testa del corteo intonando l’Internazionale. In testa al corteo il ritratto di Marx issato come immagine votiva da Violante e Gabriello Montemagno. Il corteo ha costeggiato l’Istituto, ha percorso il viale centrale dei Cantieri».

Happy Birthday, Karl!

Sono stato anch’io invitato alla festa. Ho disertato l’invito per due motivi.

Il più giovane dei partecipanti era sui settant’anni. A me i vecchi come me che si riuniscono per ricordare la loro giovinezza mettono tanta tristezza. Questa malinconica tristezza questa volta me la sono voluta evitare.

Il secondo motivo è meno personalistico e riguarda l’opera del filosofo. Alla mia veneranda età sono arrivato a questa conclusione. Chi è interessato a conoscere il senso della storia dell’umanità da qui ai prossimi 2000 (duemila) anni fa bene a studiare e meditare a fondo Marx.

Vi troverà indicazioni e suggerimenti utili. A chi è interessato a provare a capire cosa si può fare per migliorare l’umanità nei prossimi 50 anni la lettura di Marx non serve a nulla, direi che è una perdita di tempo. Si imbatte in analisi sganciate da quello che accade ai nostri giorni accompagnate da generiche asserzioni filosofiche e pseudoeconomiche. La ragione si può dire in maniera più brutale: da qui ai prossimi cinquant’anni non si intravedono alternative al cosiddetto neocapitalismo.




Il neocapitalismo (multinazionali comprese) può e deve essere regolato ma non pare realisticamente sostituibile. I paesi che si autonominano comunisti ne sono la prova empirica. Almeno per i prossimi 50 anni. Fra duemila anni non so.

Fra duemila anni io avrò 2072 anni. Vi confesso che non mi interessa molto sapere cosa ne sarà di me e dei miei cari fra duemila anni. Non rileggerò quindi Marx. Quando sono assalito dalla curiosità di sapere del mio destino fra duemila anni preferisco leggere il Nuovo Testamento, Apocalisse compresa. Sono testi che hanno anche il vantaggio di essere scritti in maniera chiara.