Di Maio e la grammatica costituzionale

La conoscenza di un poco di grammatica costituzionale e di regole elementari della democrazia rappresentativa non farebbe male

di Franco Lo Piparo

Nella lettera al Corriere della Sera (29 aprile) Luigi Di Maio scrive che il governo che vorrà formare col Pd (ieri con la Lega, domani chissà) «sarà il governo dei cittadini, non dei partiti». È una affermazione politicamente molto più impegnativa di quello che segue. Trovo strano che i commentatori, almeno quelli che conosco, non se ne siano accorti. Ragioniamoci sopra.

Parlamento Italiano per le celebrazioni Stato Unitario (2017)

Quindi, secondo Di Maio, esiste una opposizione radicale tra i partiti da una parte e i cittadini dall’altra.

Prima osservazione. Per coerenza il primo atto del futuro «governo dei cittadini» dovrebbe essere l’abolizione dell’art. 49 della Costituzione che riporto qui per intero:

«Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale».

Non credo che questo accadrà. La coerenza logica non è il punto di forza del partito Cinque Stelle. Sì, partito centralistico che ama chiamarsi Movimento. Già questo problema terminologico (Movimento e non Partito) se l’era posto Mussolini. Gli esiti sono noti.



Con questo articolo il prof. Franco Lo Piparo inizia a collaborare con Maredolce.com

Seconda osservazione. Chi ha come stella polare gli interessi dei cittadini e non le proposte che i cittadini hanno variamente rappresentato «associandosi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale» (art. 49) perché mai dovrebbe consultare i partiti per formare il «governo dei cittadini»? Che senso ha fare nascere il «governo dei cittadini» dall’accordo con partiti per definizione «anti-cittadini»?

Sono ben consapevole che non sono le analisi linguistiche e concettuali a fare cambiare opinione agli elettori. Non nutro queste bizzarre illusioni.

Mi limito a comunicare queste analisi per condividerne e discuterne i risultati con altri commentatori, o con costituzionalisti, esperti del settore, giornalisti, semplici cittadini.

 

In copertina, la firma della Costituzione Italiana. Foto tratta da Wikipedia. https://it.wikipedia.org/wiki/File:Terracini_Costituzione.jpeg