In politica mai dire mai. Ma adesso è no deciso

Un nuova partita per il Pd. L’apologo della formica e della cicala.

 

di Vincenzo Pino

Fallita la guerra lampo Salvini-Di Maio che pure ha avuto qualche successo come la cannibalizzazione della gran parte delle cariche parlamentari, si contano ora le perdite.

Mai dire Mattarella

Aver pensato di liquidare la pratica Berlusconi con l’elezione della Casellati per tacitarlo è risultato un boomerang perché, per paradosso della storia, è proprio lei a svelare che i presupposti su cui si era basato quell’accordo siano venuti meno.

E qui, dopo aver razziato tutto il razziabile i grillini pensano di aprire il secondo forno (un poco per ricatto un poco per propaganda) di cui però hanno esaurito farina, acqua e combustibile.

Vogliamo ricordare agli “strateghi” che in effetti una certa divisione nel Pd si era manifestata tra chi pensava che occorresse preventivamente ostacolare l’ascesa grillo-leghista e chi pensava al contrario che bisognasse correre il rischio di vederla fallire standosene un po’ alla larga.

Ma ora, caro Toninelli, che il disegno è fallito, ci saranno articolazioni tra i democratici (per fortuna dico io) ed anche tra gli alleati (vedi la Bonino). Ma non è che dalle parti del Pd si stia spasimando all’unisono per fare un governo con i Cinque Stelle.




Ricordiamo invece che esiste un terzo incomodo, e si chiama Mattarella. Che può proporre diverse soluzioni alla crisi visto che lui deve tener conto degli equilibri del 4 Marzo e non è certo prono ai vostri desiderata. Ma poi, in ogni caso, per allearsi (cosa al momento non scontata) occorrerebbe verificare se ne esistono i presupposti programmatici, che non si possono affidare certo ai consulenti esterni.

Occorre verificare la scelta del leader, che non può essere quello che vorrebbe un Pd inesistente (cioè non renziano). Occorrerebbe verificare la composizione del governo, non certo quello della notifica farlocca a Mattarella. Occcorre l’assicurazione di una politica che non contraddica lo sforzo di risanamento e di crescita realizzato dai governi Pd.




Siamo solo all’inizio. E non basta per i Cinque Stelle aver modificato segretamente i venti punti di programma, specie sulla politica estera (altro che sacro blog!): se volete un’alleanza col Pd dovreste innanzitutto riconoscere che non la si può fare per distruggere quello che in questi cinque anni è stato realizzato e contro cui avete fatto una campagna elettorale devastante.

Infine, e a differenza dei Cinque Stelle il Pd, non ha bruciato né la farina né l’acqua. E ha abbastanza legna per superare l’inverno. In questo momento cari grillini fareste bene a ricordare l’apologo della formica e della cicala… o grillo che dir si voglia. Il Pd è stato educato così per tempi di penuria. Continuate a cantare garruli, ma arriverà l’inverno. O forse per voi è arrivato anticipatamente.

In politica mai dire mai. Ma per ora è no fermo.