I 70 anni di Mimmo Cuticchio, l’opera dei pupi in festa

di Gabriele Bonafede

Quando dici opera dei pupi, dici Mimmo Cuticchio. Soprattutto a Palermo e soprattutto nell’evoluzione dello spettacolo su una prospettiva culturale, teatrale, sperimentale. E molto ancora. Mimmo è una figura gigantesca, anche fisicamente. Quando entra in scena per interpretare il Genio della Lampada, nel suo spettacolo Aladino di tutti i colori, diventa imponente al cospetto dei suoi pupi, delle sue piccole-grandi marionette.

Cuticchio e Aladino foto di Giusi Andolina

Imponente la sua carriera, partendo, giovanissimo, dall’esperienza familiare: “Da quando mi sono staccato dal “carro” di mio padre per aprire il mio teatro – ricorda – con il “mestiere” che piano piano mi sono costruito, ho anche raccolto pupi realizzati da vari opranti, pupari o semplici amatori che testimoniano la differenza stilistica tra un costruttore e l’altro. Greco, Canino, Modica, Bagnasco, Consiglio, Pirrotta, Di Girolamo, Amante, Celano sono i maestri che hanno reso importante una grande tradizione che, fino a pochi anni fa, non era considerata Teatro. Ma guardare avanti non vuol dire dimenticare il passato: oggi voglio ricordare gli opranti, i pupari, i cuntisti e i costruttori che non ci sono più. A cui devo il mio mestiere”.

“Per uno che è nato sul tavolaccio di un teatrino, che dormiva con Ippogrifi e maghe, che perse un treno e si ritrovò a Parigi per inseguire il suo sogno; per uno che ancora oggi ritorna in quella viuzza antica che racchiude tutto, teatrino, laboratorio e casa… Mimmo Cuticchio compie settant’anni e li porta con l’allegra baldanza di chi ha ancora parecchio da fare” , così lo racconta, deliziosamente, Simonetta Trovato, sua addetto stampa. “Definizioni, tante e nessuna: è un “puparo”, tecnicamente, perché si costruisce i suoi pupi; ed è oprante, ha una compagnia; “cuntista”, di saghe cavalleresche e sogni teatrali. Ma soprattutto è colui che ha rimescolato l’antico e vi ha trovato un sapore contemporaneo, riuscendo a non dimenticare il primo ma innovare il secondo”, prescisa ancora Simonetta in uno dei suoi tanti comunicati che è sempre un piacere leggere.




Palermo è arte di se stessa, ma anche in proiezione continentale, e ben oltre. Grazie anche a Mimmo Cuticchio: oggi i suoi spettacoli sono richiesti in tutto il mondo. Siamo a pochi giorni dal titolo di commendatore giunto dal presidente Mattarella, dopo una mostra straordinaria di oltre 250 pupi che hanno colorato e sorpreso il Quirinale.

Cuticchio pensa già al suo prossimo progetto: raggiungere Roncisvalle, a piedi, con i pupi, gli allievi, i “saggi”, il corteo di radici culturali che da Palermo andranno nei luoghi dell’Orlando Furioso, dell’Orlando Innamorato, di Angelica e Bradamante. Un “pellegrinaggio”, d’altronde Roncisvalle è lo stesso luogo da dove parte il sentiero per Santiago di Compostela, che farà dal 25 al 29 luglio. Ci sarà, per noi palermitani, un “prologo” dall’8 al 10 giugno al monastero di santa Caterina, per la nuova Macchina dei Sogni, la manifestazione culturale da lui ideata e ormai prossima alla 35ma edizione. C’è anche un sottotitolo, “Straziante meravigliosa bellezza del creato”, citazione dal film “Che cosa sono le nuvole” di Pier Paolo Pasolini. Poeta è, Cuticchio, nell’accezione più bella: quella della comunicazione orale, del cunto.




È d’uopo: un teatrante festeggia in teatro, soprattutto in teatro. Per i suoi settant’anni Mimmo Cuticchio propone un  cartellone ad hoc – dal 30 marzo, giorno del compleanno, al 22 aprile – che attraverso spettacoli, incontri, presentazioni e un concerto racconterà una vita d’arte e di creazione. Ci sarà anche una mostra “che è un omaggio sincero non soltanto a chi l’ha preceduto, ma a quelle mani che gli hanno insegnato a forgiare i metalli, sbalzare uno scudo, intagliare una testa, manovrare un pupo.” 

Mimmo Cuticchio. Foto di Gabriele Bonafede

Il titolo della mostra è “70 pupi di opranti e pupari” e si inaugura venerdì 30 marzo alle 18 al laboratorio dei Figli d’Arte Cuticchio, nel cuore di Palermo Antico, ovvero a via Bara all’Olivella: quella magica stradina dalla quale si vede, a quinta teatrale, lo scorcio più bello del Teatro Massimo, laggiù in fondo. A simboleggiare il grandioso esteriore della Grande Opera e il grandioso interiore, nel ventre della Piccola-Grande Opera dei Pupi.

La mostra continuerà dal 3 al 22 aprile, visitabile a ingresso libero dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Cosa ci troveremo? L’arte dei pupi, la materia, l’atmosfera, il teatro, il palco, la scena: la Palermo dei pupi, la Palermo delle marionette e del retaggio culturale che è ormai patrimonio dell’umanità grazie a Cuticchio e all’Unesco.

La mostra “è fatta di settanta teste, settanta corpi, settanta pupi più uno. E quell’uno è il domani, l’anno a venire, lo studio continuo di Mimmo Cuticchio che non si è mai fermato.”

Così che si vedrà “La mano del padre a confronto di quella del figlio”. Sarà lo stesso Mimmo Cuticchio a proporre uno dei suoi primissimi lavori, “Orlando conquista le armi”, il 31 marzo e l’1 aprile alle 18,30 al Teatro dei Pupi S. Rosalia; il 18 aprile – alle 18,30 al laboratorio di via Bara – si presenta il suo video  “L’opera dei pupi di Palermo”. Una vera “singolar tenzone” con il figlio Giacomo che invece proporrà altri tre titoli dell’Opra: il 7 e 8 aprile “L’amore mascherato”; il 14 e 15 aprile, “Ruggiero libera Ricciardetto dal rogo”, per chiudere il 21 e 22 aprile con “Primo amore di Ruggiero e Bradamante”. Sempre Giacomo Cuticchio il 9 aprile (alle 17,15 al Politeama) dirigerà in suo ensemble nel concerto “A singolar tenzone” già proposto nei mesi scorsi al Quirinale. Un passo indietro: il 6 aprile un confronto iconografico tra “I pupi di Cuticchio e le marionette dei Colla e figli”; e il 20 aprile (alle 18 a Villa Zito) la presentazione del libro “Alle armi cavalieri” pubblicato da Donzelli, che racchiude la memoria del puparo.



Mimmo Cuticchio

PROGRAMMA

30 marzo | ore 18 | Laboratorio via Bara all’Olivella 48
MOSTRA  70 pupi di opranti e pupari
3 > 22 aprile | martedì – domenica ore 10/13, 16/19. ingresso libero

31 marzo – 1 aprile | ore 18,30 – Teatro dei Pupi S. Rosalia
Orlando conquista le armi
diretto da Mimmo Cuticchio

6 aprile | ore 18,30 – Laboratorio via Bara all’Olivella 48
I pupi di Cuticchio e le marionette della Compagnia Carlo Colla e figli
 
 7-8 aprile | ore 18,30 –
L’amore mascherato
diretto da Giacomo Cuticchio

9 aprile | ore 17,15 – Teatro Politeama
Cunto/Concerto A singolar tenzone
Giacomo Cuticchio Ensemble

14-15 aprile | ore 18,30 – Teatro dei Pupi S. Rosalia
Ruggiero libera Ricciardetto dal rogo

18 aprile | ore 18,30 – Laboratorio via Bara all’Olivella 48
Presentazione del video L’Opera dei Pupi di Palermo
regia di Mimmo Cuticchio

20 aprile | ore 18,00 – Villa Zito
Presentazione del libro Alle armi cavalieri Donzelli Editore

21-22 aprile | ore 18,30 – Teatro dei Pupi S. Rosalia
Primo amore di Ruggiero e Bradamante
diretto da Giacomo Cuticchio




Direzione artistica Mimmo Cuticchio
Mostra a cura di Associazione Figli d’Arte Cuticchio
restauro pupi Nino Cuticchio
disegno luci Marcello D’Agostino
collaboratori Heidi Mancino e Mimma Giordano
Compagnia Figli d’Arte Cuticchio: opranti Mimmo e Giacomo Cuticchio | maniante Tania Giordano – aiutante di palcoscenco Giuseppe Airò
al piano a cilindro Sabrina Ruggieri
ufficio stampa Simonetta Trovato
grafica Mela Dell’Erba

organizzazione Elisa Puleo