La madrina di tutti gli inciuci

di Gabriele Bonafede

 

La madre di tutte le battaglie. Anzi, la madre di tutti gli inciuci. Per essere più precisi, la madrina di tutti gli inciuci. Come ormai tutti sappiamo, Maria Elisabetta Alberti Casellati, già ribattezzata Maria Elisabetta Alberti Casellati Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare, è stata eletta presidente del Senato, ovvero seconda carica dello Stato Italiano. Tutto ciò, ed è assolutamente vietato ricordarlo, grazie all’inciucione polimassimo supremo: quello tra 5 Stelle, Lega, Forza Italia, elefanti, tigri, burattini, nani, saltimbanchi e ballerini.

Inciucio? Ma no!

Inciucio dipinto e immortalato a murales, per le virginie vie di Roma, e prontamente riverginato dalla democratica sindacatura dimentica della monnezza.

Stupendo, l’affresco. Senza via d’uscita, ancora. Se non quella di battezzare, con madrina senatoriale (si capisce), una poliforme formazione di artisti della politica. Quelli creativi, con soluzioni inaspettate e strabilianti, ben colorate: giallo, blu, tricolore, bianco, rosso, stellato, nero, nerissimo, fiabesco e fiammesco.

Eccoci qui. Sono già passate le prime giornate dell’ora legale e il percorso è abbozzato. E siamo ancora all’inizio. Quanti altri murales al bacio saranno affrescati nelle grandi stanze del Parlamento italiano? Ancora non lo sappiamo, ma sappiamo che saranno molti, moltissimi. Devono essere molti, perché la matematica non è un’opinione mentre la politica lo è. Per giunta smemorata, smemoratissima. La memoria della politica italiana, e degli elettori, non va più indietro di alcune ore. Quella dei tweet, di pochi minuti.

Gli inciuci saranno moltissimi, figli della madre di tutti gli inciuci: inciuci con le sarde, inciuci con le vongole, con salsiccia, ai funghi, con ricotta, con la panna, ai broccoli, con le cozze. Inciuci panati, fritti, bolliti, al forno, con salsa o senza salsa. Alcuni persino in bianco, per i pochi stomaci malati.




Maria Elisabetta Alberti Casellati Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare ha già varato la nave. Che va. Inizia a galleggiare dopo il trancio di netto del primo dito arcivescovile, se non papale. Il dito, indice si capisce, quello inquisitorio, è forse quello di Travaglio Marco da Torino, Arcivescovo del Fatto Quotidiano? Non molto tempo fa lui stesso aveva detto in TV che la contessa, ormai madrina, diceva (testualmente) “puttanate”.

E di puttanata in puttanata ci si ritrova a nuotare appresso una nave che galleggia, eppur si muove, sopra un mare di melma, se non di merda. Fantozzi è già stato spinto laggiù, nell’acqua, sotto il Transatlantico festeggiato a bottiglia di champagne. La contessa riparte, più centrale. Scaraventando tutti a nuotare con l’acqua alla gola. E poi, con l’indomita accetta: “Taglio, in nome di Dio”.

E la nave va. Il Transatlantico andrà… Con le più irriverenti scuse ai compianti Paolo Villaggio e Federico Fellini. E qualche altro.