La recherche del commissario Montalbano. In vino veritas

Tra vino e politica, un déjà-vu dalemiano percorre le vigne del potere

di Giovanni Rosciglione

È ormai certo che, di fronte ai risultati delle elezioni del 4 marzo, una parte della sinistra storica italiana l’ha presa male. Alcuni schiamazzano per le strade chiamando il popolo alla rivoluzione.

In vino veritas

Altri, più saggi, si riuniscono nei sotterranei delle lussuose cantine La Madeleine e, sorseggiando in fragili calici il nettare preferito dal Barone de Charlus, si lasciano andare alla dolcezza del fatuo conversare come medicina del cuore.

Si parlava di tutto in quel posto da sogno. Col tono ovattato proprio dei luoghi sacri del potere, ogni tanto rotto dall’impacciata concitazione dei pochi parvenu; si discuteva amabilmente tra gentiluomini, con Odette Swann sul divano al centro del desiderio e dell’attenzione.

Molti pensavano a “far cattleya”, altri, tipo Charlus, come sapete, non staccavano gli occhi dalle nerborute natiche dei cocchieri che li aspettavano appena fuori.

Ma i più abituati alle deliziose e velenose pause dell’ozio politico, ne approfittavano per trovare il famoso “colpo risolutivo” per la scomparsa del volgare e presuntuoso coltivatore diretto delle vigne toscane.




Si, va bene il Chianti, il Brunello di Montalcino, il Sangiovese; ma sto contadinello presuntuoso ha “rotto il cazzo”. A questa un po’ rozza esclamazione il Barone di Charlus si voltava di colpo verso il gruppo di conversanti. Capiva che era un “modo di dire” e ritornava a guardare verso le natiche dei cocchieri.

Zingaretti e Catarella con un bicchere di vino

È al tramonto di una giornata uggiosa (Battisti/Mogol) che il gruppo dei saggi impazziti partorisce finalmente un’ideuzza che, puzzerà pure di mosto, ma brutta non sembrava.

Prendiamo questo nuovo enologo dei Colli, esperto in Frascati e Fiaschi, lo mettiamo a Capo dell’Associazione nostra: quella che tratta con lo Stato e L’Europa per leggi e contributi e…annamo avanti. Glie mettemo accanto un tipo popolare e stemo apposto. Er Toscano è morto!

Si lasciano le cantine a notte. Non c’è la luna, ma le struggenti note di Lando Fiorini e Claudio Villa accompagnano l’eminente corteo.

La mattina tiepida e promettente tutti, ma proprio tutti: da De Bortoli all’Annunziata, da Mentana a Giannini, da Floris a Feltri danno come futuro Segretario PD, che dovrà trattare con Grillo e Salvini per entrare nel Governo,  il (fratello del) Commissario Montalbano con l’onorevole Catarella come Capogruppo. Mi gira la testa.