Serge Latouche, Giggetto e l’economia del senza

di Giovanni Rosciglione

 

Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 6 ottobre 1937) è un artista e scrittore italiano, noto per il linguaggio artistico della “cancellatura”. Debbo allora ricredermi ed ammettere che Giggetto Di Maio (forse con qualche spinta della Casaleggio Associati) non è così ignorante come molti – me compreso – lo descrivevano.

Il candidato premier 5 Stelle, Luigi Di Maio

Perché infatti le opere di Emilio Isgrò hanno un grande successo soprattutto nella nicchia elitaria della critica mondiale, e le sofisticate cancellature risultano tra gli espedienti più efficaci proprio per sottolineare l’idea di mancanza, di deficit, sino a prefigurare magicamente anche tesi positive ed evidenti.

E, quindi, siamo alla proposta neo dadaista del “senza”. La mancanza, l’assenza, lo stordimento del desiderio di avere, il trip testosteronico del prolungamento della fase di plateau di Masters e Johnson.

Questa è dunque la condizione del nostro Paese in questo preciso momento.  Quando la May vuole la testa di Putin, Trump vuole rubare il super razzo di Kim Jong-un (김정은, 金正恩). Il Napoli vuole scavalcare la Juventus, la Cina riprenderà la produzione di Vasi Imperiali, Muccino vuole soppiantare Fellini, l’Europa vuole un DEF italiano compatibile, Saviano vuole spegnere i fuochi della terra, D’Alema vuole rientrare in un PD senza Renzi.




Giggetto vuole un Governo senza politici.  Geniale.

E’ come la piena di un fiume senz’acqua. Un film senza regista. Un lupanare senza maitresse. Una gruviera senza buchi. Un Borsalino senza Alessandria. Una Palermo senza illegalità. Una porta di calcio senza pali. Un tavolo senza i piedi. Una ghigliottina senza lama. Un Accorinti senza il Dalai Lama. Una Gruber con le scarpe senza tacchi. Un paio di jeans senza strappi. Un Che Tempo Che Fa senza Fabio Volo. Un romanzo con le pagine (92) bianche primo in classifica nelle vendite. Un talk show senza qualcuno del Fatto Quotidiano. Un pane senza meusa. Un Tony Rizzotto senza parrucca. Un’étoile senza piedi. Una comparsata di Cacciari senza smorfie.

Grazie Giggetto, dal più profondo del cuore.