Elezioni, l’Italia non ammette ancora la sconfitta

La sconfitta è palese ma i “vincitori” non se ne rendono conto

di Gabriele Bonafede

Sembra di assistere a un remake dell’esclusione dal mondiale: l’Italia è incredula di fronte alla propria sconfitta sul campo nella partita di andata in Svezia. Il campo, in questo caso, sono state le elezioni del 4 marzo. Dove non ci sono vincitori, ma solo sconfitti. L’Italia ne esce sconfitta, per uno a zero. Ancora presi dalla trance agonistica, molti italiani credono d’aver vinto per zero a uno.

Anche Buffon?

Eppure, a risultato acquisito e conteggio dei seggi, alcuni sconfitti continuano a dire che hanno vinto. Nemmeno parlano di un “pareggio” o di una “mezza-vittoria”, ma proprio di una “vittoria”. Si è parlato persino di “trionfi”, sol perché nel Mezzogiorno tutti si sono buttati sul carro del presunto vincitore come ai tempi del Gattopardo e a Settentrione la paura dell’immigrato ha fatto il resto.

Vittorie, celebrazioni, trionfi di cartapesta e altre carnevalate. Indomita creatività italiana… Scontrandosi però con la matematica, che è nuda e cruda: nessuno ha la maggioranza in Parlamento, né alla Camera, né al Senato. Il PD è sicuramente il maggiore sconfitto. Ma sconfitti sono pure i Cinque Stelle e la coalizione di Centrodestra perché non possono governare da soli.




Non possono governare da soli e non possono nemmeno trovare alleati, perché la campagna elettorale è stata fatta sull’onda di dileggi, insulti, minacce e altre schifezze, nel più totale disprezzo del vivere civile e talvolta nel disprezzo dei diritti civili. I voti sono stati raccolti da chi ha più insultato e da chi ha più seminato un vento di odio. E chi semina vento, raccoglie tempesta.

È già complesso, per Mattarella, capire a chi si dovrebbe dare l’incarico di formare un governo. Ma prima ancora di dare questo incarico si dovranno eleggere i presidenti di Camera e Senato. La cosa appare, al momento, impossibile: non c’è una maggioranza nemmeno su questo punto. Né ci sarà, se non attraverso profonde lacerazioni e il rischio di ulteriori sconfitte, persino peggiori. Non ci sarà governo, per lo meno finché si continuerà a seminare vento. Sarebbe il caso che, chi ha “vinto” seminando vento, inizi a fare qualche paso indietro: ammetta la sconfitta, ritiri gli insulti, chieda scusa, meglio se con un poco di cenere in testa, visto che siamo ancora in quaresima e i vangeli sono entrati in campagna elettorale.

Incarico a tentoni

Il vincitore è il Movimento Cinque Stelle di Grillo e Di Maio? Ma come mai, avendo “vinto”, deve chiedere i voti al PD o altre forze politiche per governare? Dopo tutto quello che è stato detto? Viene in aiuto Lapalice: il Movimento Cinque Stelle è stato sconfitto perché non può formare un governo e per giunta dovrebbe essere incaricato di formarne uno insieme a nemici acerrimi, dileggiati, insultati.

L’affermazione elettorale dei Cinque Stelle è stata costruita demonizzando le altre forze elettorali. Come potranno adesso arrivare a quello che loro stessi chiamano inciucio? Difficile. Soprattutto se continuano a insultarli, in un modo o nell’altro, credendosi vincitori. Al massimo, se vittoria è, è una vittoria di Pirro. Ma già… da quelle parti confondono Pirro con Napoleone, e Napoleone con le orecchiette pugliesi. Forse, ridurre la propria presunzione aiuterebbe il Paese.

Il vincitore è la coalizione di centrodestra guidata ormai da Salvini? E come mai deve chiedere i voti al PD o altre forze politiche, oppure a eventuali fuoriusciti per governare? Viene in aiuto Catalano: il Centrodestra è stato sconfitto perché non può formare un governo e per giunta dovrebbe essere incaricato di formarne uno. Né all’interno del centrodestra il vincitore sarebbe Berlusconi, che magari potrebbe ricucire con il PD come fatto in passato. Il presunto “vincitore” è stato Salvini, si dice, nemico giurato (su Vangelo) di Cinque Stelle e PD. Ma numeri, e vangeli, parlano chiaro.




A ben vedere, i cosiddetti “vincitori” sembrano persino più sconfitti di Renzi e del PD, che ha subito un vero e proprio crollo elettorale. Perché i “vincitori” dovranno sbattere il naso alla porta dei nemici. E quella porta rischia d’essere chiusa. Se fosse aperta, volerebbero gli stracci.

A conti fatti, la vera sconfitta è l’Italia. Come accadde in Svezia nella partita di qualificazione ai mondiali di calcio qualche mese fa.

La partita di ritorno è prevista a partire dal 23 marzo, ovvero nell’elezione dei presidenti di Camera e Senato. Qui si profila uno 0-0 che certifichi la consistenza della sconfitta italiana, tra andata e ritorno. Prima lo si ammette, meglio è per il Paese.




Il PD ha ammesso la sconfitta. Si spera che Movimento Cinque Stelle e Centrodestra ammettano la loro sconfitta quanto prima. E che lo ammettano anche TV, giornali, media: ancora oggi si sente dire che ci sarebbero “vincitori” in queste elezioni. Salvo poi a scoprire che “il campo” ha detto diversamente.

Sarebbe il caso che, finalmente, gli italiani si mettano in testa quale è la vera realtà: in queste elezioni ci sono solo sconfitti, come sempre succede quando si impostano i rapporti sociali e politici sulla base dell’odio incondizionato e preconcetto. E gli sconfitti non sono solo gli italiani, ma lo sono tutte le formazioni politiche. Chi più, chi meno, nessuna esclusa.

L’Italia è stata sconfitta. Buona fortuna, Italia.