Eroi, vigliacchi ed “eroi”

di Gabriele Bonafede

Italia Paese di artisti e di eroi si diceva una volta. “Italiani, popolo di santi, poeti e navigatori”, oppure “popolo di eroi, di santi, di poeti, di artisti, di navigatori, di colonizzatori, di trasmigratori”… L’avrebbe detto nientemeno che Mussolini (il 2 ottobre 1935), tradendo però il vero significato di una frase del genere nel momento stesso in cui la pronunciò: l’Italia, in quel momento, stava preparand i gas per uccidere gli etiopi. Macchiandosi così di un vigliacco crimine nei confronti dell’umanità. Altro che eroi.

Uccisi dai gas italiani in Etiopia: dagli “eroi” di Mussolini

Ormai sembra che in Italia ci sia solo la vigliaccheria: portata da una nuova ondata di razzismo e fascismo. Con il ritorno precisamente a Mussolini. Il quale, vigliacco tra i vigliacchi, fu trovato dai partigiani mentre scappava travestito da soldato tedesco.

Himmler, Goebbles e Hitler, non meno vigliacchi, si suicidarono dopo aver barbaramente ucciso decine di milioni di persone. Mussolini non riuscì a fare nemmeno ciò che facevano i generali romani quando perdevano una battaglia. Avrebbe voluto sopravvivere al macello cui sottopose l’Italia intera, magari riproponendosi a capo di un partito politico nella vergogna più completa. E, forse, gli unici risultati positivi del suo intento sarebbero stati di evitarci un film dal cattivo gusto, pellegrinaggi osceni alla sua tomba e, cosa più importante, una recrudescenza di partiti che s’ispirano alle sue malefatte in terra. Ma la storia rimane quella che è, non la si può cambiare. Si può imparare dalla storia, anche se appare sempre più difficile in un Paese che non sa riconoscere nemmeno le cose più lapalissiane.




Gli atti d’eroismo sono “italiani”? Anche. Ma provengono da qualsiasi posto, da qualsiasi persona. Spesso da immigrati, come l’operaio ucraino o l’immigrato dall’Africa.

Anthony Borges

E non solo in Italia. Anche negli Usa, Eroe è un ragazzo di soli 15 anni dal nome semplice e che fa pensare ad ascendenze italiane, o quanto meno mediterranee: Anthony (Antonio), Borges (Borgese). La famiglia è chiaramente immigrata, come lo sono il 100% delle famiglie negli Stati Uniti d’ America, un Paese nato dall’immigrazione, fin da quella dei cosiddetti “indiani nativi” che comunque erano immigrati di secoli prima.

Come tutti i Paesi del mondo, gli Stati Uniti sono popolati interamente da immigrati. Forse, l’unico continente al mondo dove potrebbero esserci non-immigrati è proprio L’Africa, visto che l’origine di tutti i popoli, di tutta l’umanità, pare sia da posizionare geograficamente nel continente “nero”. Discendiamo quindi tutti dagli africani, Salvini, Le Pen e Trump compresi.

Anthony Borges era a scuola nel terribile giorno in cui un pazzo razzista iscritto in associazioni suprematiste bianche, ovvero una specie di Luca Traini in salsa-Usa, ha sparato con un fucile automatico d’assalto uccidendo diciassette persone e ferendone quindici. Gli stessi fucili automatici d’assalto che Trump vuole si continuino a vendere liberamente a chiunque. Anche a Nikolas Cruz o altri razzisti che covano l’odio contro l’altro, contro chi sarebbe “diverso”.




Tra i feriti, molto gravi, alla Stoneman Douglas High School di Parkland (Florida), c’è Anthony Borges. Che è stato colpito molte volte al torace e a tutte e due le gambe.

Nikolas Cruz

Mentre il razzista Nikolas Cruz sparava all’impazzata, Anthony, insieme a venti studenti, si è rifugiato dentro un’aula della scuola. Qui ha tentato di chiudere la porta dall’interno, inseguito dallo stragista. Mentre chiudeva la porta ha fatto scudo e ha evitato che il terrorista entrasse nell’aula facendo una strage ben più grave. Prendendosi svariati colpi attraverso la porta.

Carlo Rodriguez, il suo migliore amico, ha detto al programma della ABC Good Morning America: “Nessuno di noi sapeva cosa fare, così Anthony ha preso l’iniziativa per salvare i suoi compagni di scuola”.

Nella mezzoretta scarsa in cui il presidente Trump ha fatto visita alle vittime, lo sceriffo locale Scott Israel ha richiamato l’attenzione sulle parole del padre di Anthony: “Chiedo solo di pregare per lui”, postando la foto (qui in copertina) che ha fatto il giro del mondo.

Trump si fa fotografare dopo il massacro

Anthony è in condizioni stabili ma ha subito un intervento chirurgico di molte ore. Su internet è stata lanciata una campagna di raccolta fondi per aiutare la famiglia a pagare le spese mediche. Negli Stati Uniti, infatti, Trump (con l’appoggio del suo partito, il GOP) ha tolto l’assistenza medica pubblica a tutti, che prima era assicurata dal sistema creato da Obama.

Una volta terminata la breve visita, dove non ha speso una vera parola sulle vittime evitando persino di pronunziare la parola “gun”, Trump è andato a divertirsi con amici a Mar-a-Lago, mostrandosi sorridente tra due donne bionde con il pollice alzato. Un segnale d’approvazione per il massacratore? È ciò che ci si chiede negli Stati Uniti.

D’altronde, anche qui in Italia, la discesa nella barbarie è stata eloquente dopo il tentativo di strage a Macerata, con molti segnali di giustificazione e persino di approvazione nell’operato di un massacratore indegno come Luca Traini, in tutto simile a Nikolas Cruz. Come Traini, Cruz ha infatti dichiarato apertamente di volere uccidere persone d’origine africana o dalla pelle diversa dalla sua. Qualcuno si è spinto a definirlo persino “eroe”. Costringendoci a vomitare alla vista di inqualificabili dichiarazioni del genere.

In ogni Paese sulla terra ci sono molti, moltissimi vigliacchi. Non solo “da tastiera”. E, in definitiva, il mondo è pieno di eroi. Ma nel mondo ci sono “eroi”, ed Eroi.