Al Teatro Patafisico, “Volevo dirti” di Sabrina Petyx per la regia di Giuseppe Cutino

Dopo sette anni torna uno spettacolo molto atteso al teatro palermitano che si ispira alla patafisica

 

Sabato 17 febbraio alle 21 e domenica 18 alle 18 al Piccolo Teatro Patafisico (via Gaetano La Loggia, 5, qui la stagione 2017-2018) andrà in scena “Volevo dirti” di Sabrina Petyx per la regia di Giuseppe Cutino, una produzione M’Arte movimenti d’arte e Compagnia dell’Arpa. Lo spettacolo torna in scena a Palermo dopo sette anni per la forte richiesta da parte del pubblico. Un intrigo condominiale. Una storia di passioni: amori traditi, amori negati, impossibili, proibiti, segreti, amori da pagare con il sangue. Voci e parole che si intrecciano e si inseguono come gli strumenti di un quartetto.

Sabrina Petyx foto di Federico Giammusso

Quattro donne ai quattro piani di una passione che le accomuna e le divide. Quattro piante carnivore belle e mostruose come lampadari di cristallo, capaci di sorridere e far sorridere davanti al rivelarsi di orrori quotidiani. L’amore le unisce come la vendetta e come la vendetta le rende irrazionali e spietate… quattro donne.

Quattro diverse età. Volevo dirti è un’ipnotica danza nell’orrore della quotidianità, nei misteri rimossi dell’amore possessivo. Irene, Agata, Tina e Lucia raccontano la loro passione per uno stesso uomo: un uomo conteso, odiato, sognato, perduto; passione che condurrà verso l’irrimediabile, grazie a un racconto che lentamente rapisce gli spettatori nel suo folle labirinto, che è anche un labirinto visivo, scandito da lunghi (e impressionanti) momenti di immobilità e da vorticosi momenti coreografici, che avviluppano la storia, mescolando la gravità della vicenda con la leggerezza dei ventagli e delle gonne.

Le donne hanno un rapporto spietato col tempo, con il loro e con quello degli altri. Delle altre. È sempre possibile che una donna ti faccia pagare il tempo che abiti, che non ti perdoni la tu giovinezza o la tua vecchiaia. Perché il tempo non è sempre uguale per le donne. Perché il tempo è un nome che si declina al maschile. E questo, purtroppo, è un fatto che per una donna non è facile da dimenticare. Proviene dal profondo sud questa passione erotica divoratrice e sanguinaria, come ci si aspetterebbe.




Ma, in maniera del tutto inattesa, lo fa senza stereotipi, anzi insinuandosi nelle pieghe delle nostre sicurezze, soverchiandoci e infine accompagnandoci nelle glaciali e spietate leggi della gelosia e della vendetta, per farci scoprire di essere di fronte non a un folcloristico quadretto siculo, ma agli abissi della nostra coscienza più segreta.

Tutto grazie alla straordinaria interpretazione di quattro attrici capaci di penetrare nel cuore degli spettatori, orchestrate dal regista Giuseppe Cutino come strumenti emozionanti ma lucidi, tra profondità psicologiche e rigore del movimento.

“Volevo dirti” è uno spettacolo potente, che non si dimentica facilmente e mostra la maturità della compagnia palermitana M’Arte, che in pochi anni ha saputo affermarsi nel panorama del nuovo teatro italiano, da quando – nel 2003 – ha vinto il Premio Scenario con Come campi da arare.

Con: Serena Barone, Ester Cucinotti, Caterina Marcianò, Sabrina Petyx. Scena e costumi: Daniela Cernigliaro. Disegno luci: Fabio Giommarelli testo finalista PREMIO UGO BETTI per la nuova drammaturgia 2008 Una produzione: M’Arte Movimenti d’Arte e Compagnia dell’Arpa.