Al Teatro Libero di Palermo “Amici diversi” di Salvo Dolce

Una storia di amicizia e differenze che sfata i pregiudizi. Per il cartellone “Isola di Teatro”, domenica 18 febbraio alle 17,00 va in scena al Teatro Libero Amici Diversi di Salvo Dolce

di Gabriele Bonafede

 

Il Piccolo Principe, che abbiamo tra l’altro visto in questi giorni al Biondo nella coinvolgente versione “siciliana” di Giovanni Calcagno, ha diversi piani di lettura. Ne ha infiniti, almeno quante le persone che lo hanno letto. E ne ha comunque almeno due: uno per i ragazzini, per i più piccoli, e uno per i più grandi, per il mondo degli adulti.

Giada Costa e Giuseppe Vignieri in “Amici Diversi” di Salvo Dolce al Teatro Libero ©GBellomare-1

Tutte le favole, se sono favole di pregio, sono così. Il Teatro Libero di Palermo, quest’anno con un cartellone di riguardo per i propri 50 anni di attività (qui la presentazione), propone anche la sezione “Isola di Teatro”, per un pubblico di bambini e ragazzi. Ma non solo: per un pubblico che ne trarrà diversi piani di lettura.

Con lo spettacolo “Amici diversi”, una produzione del Teatro Libero con la regia del giovane attore, autore e regista palermitano Salvo Dolce va in scena un mondo pieno di regole, che non permette l’amicizia tra Maicol e Frida. È un mondo che viene ignorato dai due coraggiosi e diversi, amici.

Maicol e Frida sono in realtà un gatto nero e una topolina vagabonda: due esseri solitari che fanno parte di due universi paralleli, molto diversi tra loro. I due protagonisti si incontrano per caso, si conoscono, e pian piano formano una famiglia “diversa” da tutte le altre: entrambi cercano sostegno e conforto l’uno nell’altro ed entrambi desiderano fare qualcosa di diverso rispetto a ciò che la società si aspetta da loro. Maicol si diverte a cantare e a suonare, Frida sogna di diventare un’artista.




Mi sono un poco ispirato ad alcuni testi che ho letto, alle favole classiche – spiega Salvo Dolce. Quello è il punto di partenza. Si parla di un gatto e di un topo, ma vediamo di un uomo e una donna. Questa amicizia viene impedita perché le regole sociali non lo permettono. Si scontrano, in questo mondo, con queste regole sociali imposte: è difficile che diventino amici ma hanno il coraggio di farlo. Affrontando le avversità. ‘Io non ho nulla contro i topo, ma non voglio topi in casa’, dirà il gatto. Perché? Perché è sempre stato così…. Allora? Sempre la guerra? Chi decide la normalità e la diversità? In maniera molto latente, e per un pubblico più adulto, c’è anche la tematica attuale sulla coppia di fatto. Volevo avvicinarmi a temi che gli adulti possono capire, pur in uno spettacolo per ragazzini.”

Giada Costa e Giuseppe Vignieri in “Amici Diversi” ©GBellomare-2

Amici diversi è e rimane uno spettacolo per i bambini e per famiglie, dove però, un poco come ne Il Piccolo Principe, la visione di un pubblico adulto è in grado di comprendere, di estenderne i significati: cosa è la diversità? Cosa è la realità? Chi decide cosa sia ammesso e cosa non lo sia? Si può essere diversi e volersi lo stesso bene provenendo da mondi in conflitto tra loro? Magari senza finire male come in Romeo e Giulietta? A conti fatti, è possibile, è una sfida, è un percorso. Un percorso così impostato è anche un percorso di sfida nel teatro.

Nel mondo in cui vivono, a Maicol (impersonato da Giuseppe Vignieri) e Frida (attrice Giada Costa) non è permesso di diventare amici. Reietti e respinti, i due si nascondono in una casa dove raccontano la loro storia di amicizia (im)possibile. Le differenze si trasformano invece in ricchezza? La solitudine può trasformarsi in vitalità? Quel che emerge sarà invece la naturale propensione al reciproco prendersi cura?

“Lo spettacolo si interroga con delicatezza sul tema della diversità, che fa paura, e sulle regole imposte dalla società che una volta infrante mettono in crisi chi ha sempre vissuto nella normalità – aggiunge Salvo Dolce – almeno secondo quello che la società si aspetta da loro. In fondo, chi può decidere cos’è la diversità e cos’è la normalità? I protagonisti decidono con coraggio di infrangere queste regole sociali, invitando i giovani spettatori a lasciarsi trasportare dai sentimenti e dal desiderio di conoscenza e anche ad allontanarsi dai pregiudizi, che spesso conducono l’uomo nell’errore”.




In un clima ovattato, surreale e metateatrale, la storia denuncia dunque i pregiudizi e le chiusure, esaltando la bellezza della solidarietà e dell’amicizia in contrasto con un mondo chiuso e primitivo, in cui sembra impossibile seguire i propri sogni e lasciarsi trasportare dall’amore.

La storia consente di avvicinare con delicatezza, agli occhi dei piccoli spettatori, gli attuali temi della diversità, della tolleranza, dell’accoglienza e dell’inter-cultura, e così spiegare un incontro tra popoli diversi, tra le culture che vengono in contatto, anche se le distanze sembrano a prima vista siderali.

Salvo Dolce

Salvo Dolce è un regista e attore palermitano emergente, trentasei anni, ha già lavorato con grandi maestri: “Il mio inizio nel mondo del teatro lo devo a Vincent Schiavelli (l’attore siculo-americano che partecipò a diversi film quali Ghost, Qualcuno volò sul nido del cuculo, Batman).  Lui venne in Sicilia e dopo aver superato con lui un provino a cui partecipai per gioco, inaspettatamente mi trovai a lavorare, nella mia primissima esperienza teatrale, con attori professionisti. Subito dopo iniziai a studiare con Michele Perriera e finita la scuola di teatro iniziai a lavorare in diverse produzioni del Teatro Libero per la regia di Lia Chiappara e Mazzone a cui devo tanto e che nelle due ultime stagioni hanno prodotto due miei spettacoli con la mia regia.”

“Ho avuto la fortuna di lavorare con artisti che ho amato prima di tutto come spettatore –  continua – tra questi Claudio Collovà con cui ho lavorato come attore e come aiuto regista, Vincenzo Pirrotta a cui ho fatto da aiuto regia nello spettacolo “Almanacco siciliano” prodotto dal Teatro Biondo, Franco Scaldati con cui ho avuto l’onore di condividere il palco nella sua ultima produzione “Un angioletto vestito di giallo” (produzione Teatro Biondo), pochi mesi prima della sua scomparsa. Un altro regista di cui rimasi affascinato da spettatore e con cui ho avuto poi il privilegio di lavorare al Teatro Massimo di Palermo e al Teatro regio di Parma è il geniale Graham Vick. Il suo ultimo lavoro, “Stiffelio”, a cui ho lavorato quest’anno per il Festival Verdi di Parma, è candidato come miglior nuova produzione all’International Opera Award.  Dopo il debutto di questa nuova produzione al Teatro Libero, ho in cantiere una nuova regia, questa volta di un’opera lirica, un progetto tutto giovanile, e un altro progetto di prosa quasi tutto al femminile con l’attrice Patrizia D’Antona.”

 

Amici diversi

di Salvo Dolce con Giada Costa e Giuseppe Vignieri, luci Gabriele Circo, produzione Teatro Libero Palermo

domenica 18 febbraio 2018 ore 17 (replica per le scuole: 19, 20, 21, 22 e 23 febbraio ore 9.30)

 

In copertina: gli intrecci nelle radici di una delle grandi magnolie di Pazza Marina a Palermo, a due passi dal Teatro Libero di Palermo. Fotografia di Giulio Azzarello ©2016.