Perché voto Più Europa

Una dichiarazione di voto di chi ha lasciato Palermo per lavorare altrove

di Alessandra Rosciglione

“Io ritengo un dovere civile battersi perché non il fronte sovranista, populista con risvolti razzisti preoccupanti e sono convinta che questo sia il principale avversario. Io sono radicale, non sono del Pd. Abbiamo divergenze importanti. Ma oggi il tema scontro è ‘Europa o non Europa’ che vuol dire più diritti civili.”




“A ragionare di collegi non c’è nulla di volgare. Gli strumenti di un accordo c’è una linea di massima poi si discute di dettagli. Speriamo di trovare sostegni per andare in Parlamento, ne siamo fuori da più di 5 anni eppure abbiamo conquistato vittorie notevoli su testamento biologico e sul caso dj Fabo. Però è importante lavorare all’interno delle istituzioni”

Il simbolo Più Europa con Emma Bonino come si presenteranno i Radicali Italiani al voto per le prossime politiche

Non sono parole mie, ma di Emma Bonino, un nome che di per sé è sinonimo di onestà intellettuale, rigore politico, cultura, diritti civili e libertà. Tutti valori in cui credo profondamente, le ideologie le ho perse per strada, se mai ne ho avute veramente.

Alle prossime elezioni voterò la lista +EUROPA. Lo avrei fatto comunque e lo faccio ancor più volentieri perché – causa un insulso sistema elettorale – in parte andrà a sostenere il PD. In occasione di queste elezioni, a mio avviso, esiste un solo e grande nemico (di guerra trattasi ahimè): il razzismo di Salvini, il fascismo di Fratelli d’Italia, il sovversivismo populista dei 5 Stelle.

L’elenco di formazioni politiche da evitare è lungo ma il nemico è uno solo, dato che sono tutti disposti ad allearsi insieme a Berlusconi per far sprofondare nuovamente il nostro Paese nel baratro, da cui – con fatica, con errori e non sempre correttamente – il governo Renzi prima e Gentiloni dopo ci hanno lentamente tirato fuori.

A chi dice che il PD non ha fatto nulla di importante o solo danni in questi anni mi permetto di presentare una lista della spesa che, seppur incompleta, offre un quadro chiaro di come qualcosa in Italia sia timidamente cambiata in meglio.




Diritti: unioni civili; divorzio breve; testamento biologico; rilancio del fondo per la non autosufficienza. Lavoro: Jobs act (-58% di cassa integrazione, disoccupazione nel 2013 all’11,1% e nel 2017 scende al 10,2%); cancellazione delle “dimissioni in bianco”; stabilizzazione dei precari nella Pubblica Amministrazione; tutele per i lavoratori autonomi; sostegno alla genitorialità; incentivi all’occupazione dei giovani; Ape Social (diritto alla pensione anticipata).

Foto di Qingbao Meng tratta da Unsplash

Meno tasse: via le tasse sulla prima casa; riduzione dell’Irap e dell’Ires; azzeramento dell’Irpef agricola; esenzione totale dei contributi per agricoltori under 40 che avviano un’impresa agricola e azzeramento dei costi della garanzia bancaria; riforma Banche popolari e Banche di Credito Cooperativo; sblocca Italia; nuovo codice degli appalti; abolizione Equitalia.

Ambiente: Ratifica accordo di Parigi sul clima; Eco reati; Eco bonus (risparmio energetico). Sociale: riforma terzo settore e servizio civile; nuova legge sulla cooperazione internazionale allo sviluppo; politiche a sostegno della natalità (bonus asilo nido, congedi obbligatori, fondo natalità, bonus mamma, buoni baby sitting), spreco alimentare; legge sull’autismo; bando periferie per la riqualificazione urbana, sport. Giustizia: processo civile telematico, reato di depistaggio (soprattutto per le stragi), tribunale delle imprese, responsabilità civile dei magistrati.

Sicurezza e legalità: Introduzione dell’omicidio stradale, fondo di garanzia per le vittime della strada, scambio elettorale politico-mafioso (scambio tra promessa di voto con altre utilità), falso in bilancio (cancellato da Berlusconi nel 2002), anticorruzione (poteri affidati all’ANAC), legge contro il caporalato che ha permesso il sequestro di 7.591 aziende in cinque anni.




Cultura: Direttori musei (riforma del sistema museale), Art bonus (collaborazione pubblico-privato nel settore culturale), riforma cinema e audiovisivo, editoria (pluralismo editoriale e sostegno alla stampa locale e ad enti no profit), bonus di 500 euro agli studenti.

Riforma Scuola: investimenti in nuovi edifici e ristrutturazione dei vecchi, 115.800 i precari stabilizzati, 52.000 i nuovi insegnanti assunti, alternanza scuola lavoro, contratti di apprendistato, 500 euro annui per aggiornamento e formazione del singolo docente.

Sanità: lista più lunga di vaccinazioni gratuite, l’inclusione di nuove malattie rare nell’elenco dell’esenzione; la classificazione di nuove malattie croniche; la possibilità di effettuare screening neonatali gratuiti per determinate malattie specifiche; nuovi livelli di assistenza e di diagnosi per i casi di autismo; la nuova classificazione della celiachia come malattia cronica.




Alla luce di questi provvedimenti, ciascuno può misurare obiettivamente, senza pregiudizi e con senso di responsabilità, se tutto ciò sia di giovamento o meno al nostro Paese. Si può fare di più e meglio, lo so. Ma il 5 marzo mi sentirò molto più tranquilla se al governo ci sarà nuovamente il PD e dei rappresentanti della lista +Europa che potranno mandare avanti importanti battaglie in cui credo. Non vedo alternativa e credo fermamente che ancora una volta la “politica” masochista di certa “sinistra” farà solo il gioco degli avversari.