Dalla disfatta di Empoli a Palermo–Foggia. Tutti i dubbi sulla formazione

di Antonio Calandriello

La sconfitta di Empoli consegna una serie di dubbi al Palermo sul modulo e sugli uomini da mettere in campo nelle prossime giornate per riprendere il cammino, che fin qui era stato spedito e sicuro, verso la promozione in serie A. La sensazione è che Tedino ci abbia messo molto di suo nell’ultima partita, consegnando la squadra agli avversari con un atteggiamento, un modulo e, soprattutto, una formazione rilevatasi inadeguata a fronteggiare i velocissimi e ben disposti toscani.

Palermo – Empoli 3-3 gol di Gnahoré. Il primo in maglia rosanero per il centrocampista francese

L’errore più grande, a mio avviso, è stato quello di insistere su Dawidowicz a destra nella difesa a tre, laddove il polacco, fin qui – bisogna sottolinearlo – ottimo in tutti i ruoli in cui è stato provato – per le sue caratteristiche ed il suo passo è risultato chiaramente inadatto a contrastare i vari Caputo, Donnarumma & Co. Tre gol su quattro lo hanno visto, purtroppo, protagonista in negativo, e le sue difficoltà hanno fatto andare in tilt tutti i rodati meccanismi della difesa rosanero.

Logica avrebbe voluto che Szyminski giocasse ad Empoli nel ruolo a lui più congeniale – terzo di sx nella difesa a tre – e Bellusci si spostasse a destra. Provando sulla fascia un giocatore più rapido e propositivo, che poteva essere, per esempio, per caratteristiche, tra quelli a disposizione, Murawski. Invece a destra, schierando Szyminski, abbiamo praticamente rinunciato ad affondare.




La posizione di Coronado a Empoli, inoltre, era troppo arretrata. Non ha consentito al fantasista, contro un avversario che pressava molto alto e che spingeva, di dare il consueto contributo. Inoltre, evidentemente, Trajkovski non era, sin dall’inizio, utile alla causa. Andava sostituito subito? Con il senno di poi, sì. Il macedone nelle ultime uscite non ha confermato i segni di risveglio visti in precedenza. Al momento c’è sicuramente chi merita più di lui di partire da titolare.

La partita ha dimostrato che il Palermo, contro avversari più forti della media, come l’Empoli –  che sulla carta è più forte essendo retrocesso all’ultima giornata l’anno scorso ed avendo migliorato la rosa – non può giocarsela solo con difesa e ripartenze. Evidentemente non basta.

Nelle prossime giornate Tedino dovrà cambiare qualcosa. Dovrà, soprattutto, lavorare sulla fase offensiva, studiando soluzioni che rendano la squadra più pericolosa ed incisiva.

Nestorovski troverà in Moreo un compagno di gol?

L’ingresso di Moreo e Gnahorè a Empoli, seppur tardivo, ha sicuramente reso più pericolosa la squadra negli ultimi 20 metri, e non è un caso che Nestorovski sia stato molto più pericoloso nella parte finale, della partita in quanto ben coadiuvato e supportato dal lungo e propositivo attaccante ex Venezia. E comunque il capitano secondo me non ha demeritato. Ma per lunghi tratti, come spesso capita, è rimasto solo a combattere contro tutta la difesa empolese. Con squadre di questo livello Nestorovski da solo, peraltro in crisi di astinenza, non basta.

Per me c’è da provare un modulo che consenta al Palermo di giocare sempre con due punte vere (Moreo e Nestorovski lo sono), con Coronado immediatamente alle spalle.

Un 3-4-1 2, con a centrocampo Jajalo (che in un centrocampo a due credo sia necessario, soprattutto in fase di copertura) e Gnahoré, che se gioca come ha fatto nelle ultime due uscite, sia pure per spezzoni di partita, non può rimanere fuori.

Chochev, che pure fin qui non ha fatto per niente male, (anzi, ben 4 gol per il bulgaro) potrà subentrare successivamente, secondo l’evolversi della partita. E non è da sottovalutare l’impiego di Murawski.

L’alternativa, se non si vogliono provare dall’inizio le due punte ed essere più prudenti può essere un 3-4-2-1 con Gnahoré e Coronado subito dietro Nestorovski (o Moreo). In ogni caso, secondo me, in avanti bisogna provare soluzioni tattiche nuove e cercare di capire quali siano i migliori interpreti.




L’incognita Gnahoré è data dal fatto che il giocatore, quando all’inizio è partito da titolare, non ha quasi mai fatto bene, soprattutto in casa. Negli spazi stretti soffre, e non è un caso che le prestazioni migliori le abbia offerte o in trasferta o – come nel caso di Palermo – Brescia – da subentrante con le squadre molto allungate. Ma, ripeto, al momento Gnahoré non può rimanere fuori.

Occhio al Foggia, che è vero che ha imbarcato una caterva di gol ma che comunque in attacco è molto pericoloso. In trasferta il Foggia ha un andamento da lotta per la promozione. Quarto per punti dopo Cittadella, Palermo e Frosinone, i Satanelli hanno il miglior attacco della serie B lontano da casa dopo l’Empoli, avendo segnato ben 22 gol in 12 partite.




In difesa il Palermo sarà in emergenza, ed appare scontato l’utilizzo di Bellusci da centrale e quello di Szyminski a sinistra. Da capire se ci sarà l’esordio di Raikovic, ormai recuperato o se Tedino opterà per altre soluzioni. Per esempio c’è Fiore, il nuovo arrivato con il mercato di gennaio.

In ogni caso il Palermo deve dare un segnale al campionato. Non può continuare con questo atteggiamento conservativo che, quando gli attaccanti hanno le polveri bagnate, non dà i suoi frutti. In casa, contro il Foggia, forse bisogna osare, anche rischiando.

 

 

In copertina, lo stadio Barbera quasi vuoto in occasione di un’altra partita con una “piccola”, la Virtus Entella. Sarà lo stesso in Palermo-Foggia dopo la batosta rimediata a Empoli? I biglietti saranno più bassi: 2 euro per le curve e 5 euro per la Tribuna Monte Pellegrino.