Pollina Caput Mundi, Palermo secundi. Anche nei musei

di Gabriele Bonafede

 

Pollina è un piccolo Comune delle Madonie, in provincia di Palermo, che sta diventando esempio di buona amministrazione. È il paesello dove è nato mio padre, e lo conosco relativamente bene. Tra i tanti detti, particolari, che passano di generazione in generazione attraverso una tradizione verbale, ce n’è uno molto bello: “Roma caput mundi, Pollina secundi”. Il sottoscritto, preferisce dire “Pollina caput mundi, Roma (o Palermo) secundi”. Perché così è nel mio cuore.

Il Duo Kaos davanti la Chiesa di San Giuliano a Pollina (Sicilia). Artisti di strada per il Valdemone Festival 2016. Foto di Gabriele Bonafede

A significare che Pollina è talmente bella, stupenda nei panorami e nella sua architettura in pietra medievale, nelle sue stradine fiorite e in tanto altro, che il Colosseo di Roma ci fa un baffo. Ma a significare anche che è il centro delle attenzioni, il centro dell’amore di tutti i pollinesi, emigrati in Germania, a Palermo o altrove.

Senza nulla togliere a precedenti sindaci che hanno anche loro contribuito a far vivere e rivivere Pollina con tutte le iniziative possibili, il sindaco attuale, Magda Culotta, ha segnato una serie di successi: la realizzazione di una raccolta differenziata da guinness dei primati, il Valdemone Festival, il recupero della struttura “ex-Valtur” con nuovi investimenti, e tante altre piccole-grandi cose.




Tra queste, appare oggi sul maggiore quotidiano italiano, Repubblica, la notizia-video di un Museo della Manna in controtendenza: boom di visitatori, molti stranieri, in un quadro siciliano non particolarmente esaltante. Laddove, in Sicilia, musei dalle risorse infinitamente più grandi segnano il passo o regrediscono, il Museo della Manna di Pollina aumenta i visitatori grazie al lavoro di amministrazione, direttore del Museo, il compaesano Franco Raimondo, e i giovani che ci lavorano con grande, encomiabile dedizione.

Tramonto dal belvedere “Pietrarosa”, con vista su Cefalù. Dalla torre del castello di Pollina, si può apprezzare un panorama mozzafiato che permette di vedere quasi tutta la Sicilia, Isole Eolie, Palermo ed Etna compresi. A particolari condizioni atmosferiche è visibile anche l’isola di Ustica

Il video di Repubblica (qui) è molto bello e snocciola cifre e motivi del successo: oltre 5000 visitatori, quintuplicati negli ultimi tre anni, centinaia di turisti stranieri. Il museo è a entrata gratuita, ma la vendita dei prodotti è reinvestita dall’amministrazione in iniziative per il bene comune.

Pollina, insieme a Castelbuono, è infatti la capitale mondiale della Manna. Ecco, che è Caput Mundi in senso concreto. Il Museo della Manna di Pollina è una piccola realtà che rappresenta una di quelle “best practice”, modelli per musei di ben altre dimensioni e potenzialità.

Purtroppo, il titolo del video di Repubblica lascia un poco perplessi. “Palermo, museo della manna in controtendenza: 5000 visitatori”. Palermo? Ma il Museo della Manna è a Pollina, non a Palermo.

Pollina è sì in provincia di Palermo, ma la stragrande maggioranza dei palermitani non sa nemmeno dove si trova. Ne hanno una conoscenza talmente vaga dal confondere Finale di Pollina, che è la parte a mare del Comune di Pollina, con Pollina vera e propria, arroccata lassù sul monte. E custode di antichi tesori e panorami da brivido. Spesso, il palermitano non si cura di andare a visitare la parte più bella di Pollina, che è appunto il centro storico.




Il successo del Museo della Manna dimostra che ha saputo superare pure questo handicap di conoscenza da parte di molti potenziali visitatori palermitani. I quali hanno troppo spesso pochissima attenzione ai tesori di piccoli centri situati a poco più di un’ora di strada dalla Conca d’Oro: Pollina, ma anche tanti altri. Centri stupendi che sarebbe troppo lungo enumerare qui.

Barbiere improvvisato tra artisti di strada al Valdemone Festival Pollina 2015. Foto di Gabriele Bonafede

Ma c’è anche un motivo fondamentale del successo del Museo della Manna. Laddove a Palermo si passeggia tra cumuli d’immondizia, Pollina sembra una “piccola Svizzera”. Grande pulizia e raccolta differenziata quasi al 100%. C’è un coinvolgimento e un interesse che è di massima importanza. Personalmente, ho avuto il piacere, l’onere e l’onore, di realizzare anni fa un piccolo festival del cinema, con risorse molto limitate, esattamente per la Festa della Manna, che di solito si celebra nella terza settimana di agosto.

Tra i documentari di maggiore attrazione presentai quelli su Giulio Gelardi, vero guru internazionale della manna da frassino e custode di tesori e segreti ancestrali per la sua produzione totalmente biologica e naturale, sperimentati e migliorati nel mondo di oggi.

Il mio fu un piccolo contributo di chi non è nemmeno nato a Pollina, ma che se ne sente cittadino a pieno titolo, come tanti altri “pollinesi emigrati di seconda generazione”. Come tanti altri pollinesi d’origine che hanno portato e portano contributi ogni anno alla realizzazione di un paesello migliore, spesso con risorse limitate e di puro volontariato. L’amministrazione, come in tanti altri centri siciliani, si giova di questo amore dei “discendenti di emigrati”, e fa bene.

Ci sono, a Pollina, tanti problemi da risolvere come accade ovunque, soprattutto in Sicilia. Ma il successo del Museo della Manna dimostra come, anche in questo caso, Pollina è caput mundi. Palermo è, se va bene, seconda.