L’arcipelago della catastrofe Orlando in Sicilia. Ecco i dati impietosi

di Gabriele Bonafede

Per le liste di Orlando alle elezioni regionali del 2017 è una vera e propria catastrofe. Percentuali e numeri di voti risibili, da andarsi a nascondere. Questi sono i risultati della lista Arcipelago Sicilia. Un Arcipelago che affonda impietosamente.

Catastrofe…

In tutta l’isola, le liste Arcipelago-Sicilia-Movimento dei Territori hanno raccolto poco più di 42mila voti (qui il riepilogo pubblicato da Repubblica). Un risultato che sarebbe limitato persino per elezioni comunali. Che si traduce in un misero 2,2% a scala regionale.

Va male, malissimo in po’ dappertutto, tranne a Palermo, dove la lista di Leoluca Orlando, l’uomo che ha scelto il candidato del centrosinistra Fabrizio Micari a presidente della Regione Sicilia, è riuscito ad ottenere oltre 30mila voti con una percentuale dignitosa, il 6.7%. Ma si tratta di ben ¾ di tutti i voti ottenuti in Sicilia.

Altrove è flop, completo. Più che un flop, una vera e propria disfatta, un disastro: una catastrofe, appunto. D’altronde annunciata, perché in una paio di province (Messina e Siracusa), la lista Arcipelago-Sicilia non è nemmeno riuscita a presentarsi.




La sconfitta senza appello diventa di proporzioni incredibili nelle province di Agrigento e Trapani. A Trapani, la lista di Orlando ottiene solamente 1367 voti, lo 0,9% in un “testa a testa al ribasso” con i Siciliani Liberi, certa cenerentola di questa tornata elettorale.

Ma ad Agrigento va anche peggio. La lista Arcipelago Sicilia ottiene qualcosa come 418 voti e un infimo 0,2%, ovvero la metà dello 0,4% ottenuto dalla lista dei Siciliani Liberi. Qui la catastrofe è veramente impressionante. In tutta una provincia, l’intera lista non ottiene nemmeno la metà dei voti di preferenza di un qualsiasi candidato eletto al comune di Palermo.




Disastro anche nella provincia di Ragusa, dove Arcipelago prende poco più di 800 voti e lo 0,8%, anche qui è superata dalle liste-flop indipendentiste. A Enna raccoglie meno di 1000 voti e l’1,5%, a Catania 5264 voti e l’1,2%. Per Orlando va un poco meglio a Caltanissetta dove, con quasi 3000 voti, ottiene il 3,1%,

E Crocetta si toglie un sassolino dalla scarpa.

Nelle province di Messina e Siracusa, come detto, Orlando non è nemmeno riuscito a presentare le liste. Per lo “sponsor” del candidato Micari sono numeri che ben rappresentano le poche probabilità di successo. Ma che vanno anche al di là. È una catastrofe elettorale senza appello.

E, per lo meno in questo, Crocetta ha ragione quando dice che l’errore più grave del centro sinistra è stato “Quello di applicare il cosiddetto ‘modello Palermo’ a tutta la Sicilia. …” in un’intervista su Repubblica, qui.

Certo, anche Crocetta ha pesato e in negativo. A Messina, ad esempio, per motivi apparentemente futili non è riuscito a portare i documenti in tempo per la sua parte di contributo alle liste Arcipelago. Una situazione quanto meno imbarazzante.

E che ha comunque “azzoppato” le liste Arcipelago costringendole a fare una campagna elettorale sapendo che la soglia minima del 5% a scala regionale era difficilmente raggiungibile senza liste in ben due province fondamentali e con un gran numero di elettori e di seggi. D’altronde, lo stesso Crocetta ha posto l’accento nella difficoltà e assurdità (anche con parole più colorite come da suo stile), del voler creare, nelle intenzioni di Orlando, un “Movimento dei Territori” quasi dal nulla in soli due mesi… E l’esperienza dei governi Crocetta ha pesato pure, probabilmente di più. Molto di più.




Da parte di Orlando, d’altronde, non sembra ci sia stato un sostegno molto vivo e continuo a Micari. Se si vanno a vedere i suoi interventi sui social, ad esempio su twitter o sulla pagina ufficiale Facebook, si nota come per le prime, lunghe,  settimane della campagna elettorale non ci sia alcun sostegno a Micari, ma solo informazioni su tutt’altro. Forse perché impegnato a formare liste molto difficili da comporre. Ma tant’è.

Dispiace che il Sindaco di Palermo non sia riuscito a imprimere un interesse verso il voto alle sue liste.  Ma sembra quanto meno palese che la strategia del “modello-Palermo” e di Leoluca Orlando al centro di un programma per la Sicilia sia, al momento, suicidata, morta e sepolta.