Sicilia, nuovo sondaggio con Cancelleri (M5S) in testa ma senza maggioranza

di Gabriele Bonafede

Un nuovo sondaggio, pubblicato ieri da molti media siciliani (qui da La Sicilia Web) e realizzato dalla Keix mostra di nuovo Cancelleri del M5S in testa per le imminenti elezioni siciliane. La Keix avrebbe il proprio sito internet ancora “in costruzione”, come si vede in questo link, ma a giudicare dalle sole informazioni pubblicate (qui nella figura) si tratterebbe di un sondaggio che contiene anche altri dati come l’indice di gradimento dei candidati.

Sondaggio Keix

Cancelleri supererebbe così Musumeci a soli diciotto giorni dal voto, previsto per il 5 novembre. Il candidato dei Cinque Stelle tornerebbe in testa dopo circa cinque settimane nelle quali il leader dello schieramento di centrodestra, Nello Musumeci, era stato in vantaggio secondo tutti i sondaggi più accreditati (qui su Wikipedia). L’ultima volta che Cancelleri era dato in vantaggio è stato il 5 settembre scorso. In un sondaggio ancora più recente (19 ottobre), però, e anche visibile nella stessa pagina Wikipedia, Musumeci sarebbe invece largamente in testa con il 42% e un più 9% su Cancelleri, fermo sempre al 33% (sondaggio realizzato da Tecnè).

Secondo la Keix, Cancelleri otterrebbe il 33,2% delle preferenze, superando di pochissimo Musumeci. Ovviamente, lo 0.2% sarebbe un vantaggio minore dell’intervallo di confidenza che hanno di solito questi sondaggi, soprattutto in Sicilia. Dove persino negli exit-polls gli elettori tendono a non dire per chi avrebbero già votato. Figuriamoci per chi voterebbero a poco più di due settimane dal voto.

La Sicilia, a ogni elezione, dimostra infatti di rimanere terra di “uomini di panza”, e anche di “donne di panza”, se così si può dire. Senza offesa, si capisce. Cioè di persone che tengono per se stesse le proprie opinioni, le proprie intenzioni, e a volte persino le proprie testimonianze.

Ipotizzando comunque un risultato con i “numeri” prodotti in questo sondaggio particolarmente favorevole a Cancelleri, e ipotizzando anche voti di lista in linea con le preferenze espresse sul candidato a presidente, non ci sarebbe una maggioranza all’Assemblea Regionale Siciliana. Va da se, che questa ipotesi potrebbe essere largamente disattesa da una realtà che, oltre ad essere in continuo movimento, prevede la possibilità del “voto incrociato”, cioè diverso per il candidato di lista rispetto ai partiti che lo sostengono.




Nella seguente tabella (qui a sinistra) ecco come si presenterebbe l’ARS. Il neo presidente Cancelleri non avrebbe i numeri per formare una maggioranza. Ne sarebbe anzi molto lontano, pur ottenendo il “premio di maggioranza” che, con questa legge elettorale siciliana, è limitato a soli 7 deputati regionali in più su 70 totali. Cancelleri avrebbe così solo 27 seggi su 70 a sostegno della sua presidenza. Ne dovrebbe trovare almeno otto per avere una maggioranza di almeno 35 seggi.

Sondaggio Keix con nostra estrapolazione seggi in maniera linearmente proporzionale e senza considerare il “voto incrociato”. In totale i seggi all’ARS sono 70, e qui sono “assegnati” solo 68. Ma anche se con i “resti” gli ultimi due fossero assegnati al M5S non ci sarebbe comunque la maggioranza “monocolore”

A meno che il “voto incrociato” veda la lista Cinque Stelle molto più avanti delle preferenze al presidente sostenuto. Ovvero, con un buon 14-15% in più alla lista di Grillo come partito rispetto al voto a Cancelleri quale candidato. Cosa che appare altamente improbabile persino nello “schizofrenico” elettorato siciliano.

Nel caso di una siffatta Assemblea Regionale Siciliana (ARS), Cancelleri non potrebbe formare una maggioranza nemmeno con il sostegno “esterno” della Sinistra di Claudio Fava, che avrebbe solo 4-5 seggi. Quindi il leader siciliano del Movimento Cinque Stelle avrebbe tre opzioni: governare con una minoranza, accettare il sostegno di altri partiti o almeno parte di altri partiti, oppure dimettersi e andare a nuove elezioni.




Quarta ipotesi, nel tentativo di un governo di minoranza, sarebbe quella di una opposizione “maggioritaria” che voti una mozione di sfiducia al neo eletto Presidente alla prima occasione. Va sottolineato, però, che in Sicilia mandare a casa il Presidente comporta la dissoluzione dell’ARS e nuove elezioni.

Dunque i deputati dell’opposizione, in questo caso largamente maggioritaria, dovrebbero votare contro il Presidente sapendo di tornare a fare campagna elettorale per essere eventualmente rieletti. Nemmeno questo sarebbe probabile nel panorama politico siciliano, propenso a “tirare a campare” in qualche modo. Insomma. se ne potrebbero vedere veramente delle belle. Soprattutto se si considera che in Sicilia lo sport politico più popolare è Il Salto. Non solo “del fosso”, ma anche quello “sul carro del vincitore”.