Elezioni Sicilia, tribuna elettorale. Marcello Tricoli (Forza Italia), con Musumeci dall’impegno sentimentale al progetto culturale

di Gabriele Bonafede

Si avvicina la data del 5 novembre nella quale i siciliani sceglieranno il Presidente della regione e i 70 parlamentari della nuova Assemblea Regionale Siciliana (ARS). Per questa occasione, abbiamo organizzato una tribuna elettorale online, o “virtuale”, invitando candidati espressi da ciascuna delle maggiori coalizioni.

Marcello Tricoli

Sono cinque domande tutte uguali per ogni candidato, al fine di rafforzare il dibattito democratico in Sicilia. Solo la quarta domanda è personalizzata per ogni candidato all’interno della stessa logica: eventuali contraddizioni nella coalizione e/o nel proprio partito/movimento su temi di campagna elettorale attuale.

Dopo Alì Listì Maman del M5S e Attilio Licciardi (PD), oggi presentiamo Marcello Tricoli, Candidato nelle liste Forza Italia a sostegno di Musumeci (Centrodestra).

Marcello Tricoli è nato a Palermo nel 1969. Laureato in scienze politiche è stato componente della Direzione Centrale dell’Alleanza Sportiva Italiana. Ha iniziato giovanissimo la sua militanza rivestendo le cariche di vicesegretario provinciale del Fronte della Gioventù e dirigente provinciale del FUAN. Appartiene ad una delle famiglie più rappresentative della destra siciliana. Il padre Giuseppe, è stato deputato regionale del MSI. Il fratello Marzio, tragicamente e prematuramente scomparso, è stato Assessore regionale al Bilancio, Presidente provinciale di AN e Presidente della Commissione Attività produttive all’ARS. Al loro fianco, Marcello è stato protagonista delle battaglie politiche della destra palermitana. Nel maggio del 2003 è risultato il primo degli eletti con 3.685 voti nella lista di AN per il rinnovo del Consiglio provinciale. Nel giugno del 2008, con 2.981 voti, è stato rieletto al Consiglio provinciale, ove ha rivestito la carica di Presidente sino al 2013.




Prima domanda. Quali sono le tue motivazioni per la candidatura (perché questa candidatura)?

Faccio politica da quando ero ragazzino, la passione per la dialettica sociale e la difesa delle cause che ritengo giuste – oggi come allora – sono sempre state il punto di riferimento nel mio percorso civile, insieme all’etica della famiglia, della società in cui viviamo, dei valori della tradizione, sia essa culturale, che religiosa. Ho già svolto onorevolmente ruoli e funzioni della politica, della pubblica amministrazione, rispondendo sempre alla ‘chiamata etica’ del mio mandato, del mio impegno civile, sulla scia di quanto avevano già mostrato possibile (onestà, coerenza, competenza, trasparenza) mio padre prima, mio fratello Marzio, poi.

Giuseppe Tricoli (Pippo Tricoli) in una trasmissione RAI su Paolo Borsellino

Seconda domanda. Quali sono le priorità del tuo eventuale mandato?

Va da sé che le priorità siano quelle che nella percezione del cittadino si palesano più urgenti. Noi non dobbiamo inventarci nulla, dobbiamo essere – per come dovrebbe fare la politica – una cassa di risonanza delle istanze dei siciliani. E oggi, mi pare, che formazione professionale, scuola, emergenza rifiuti, diritti negati ai disabili, sostegno alle famiglie meno abbienti, un Parlamento siciliano che legiferi  e sia presente nella consapevolezza dei cittadini, siano gli snodi dai quali dipanare l’azione politica e parlamentare. Non voglio metterci dentro il lavoro e altri temi scottanti, perché necessitano anche dell’impegno concreto del governo nazionale.

Terza domanda. Saresti disposto a spostare le spese clientelari e dispersive a investimenti a sostegno dell’occupazione giovanile e all’apertura di nuove aziende?

Questa domanda, dalla facile  e ovvia risposta, si presta a letture demagogiche (chi risponderebbe il contrario?), pertanto  oserei  puntellare la mia tesi. Senza un consistente aiuto di Roma parlare di occupazione e impresa, rimane nell’ambito della demagogia elettorale. Ritengo invece, più verosimilmente, spostare le spese clientelari (dopo averle individuate una volta per tutte: questo il primo passo) in progetti che riguardano la formazione giovanile, la riapertura dei concorsi pubblici in Sicilia (basta chiamata alle armi di esterni oltre il lecito ragionevole), la riqualificazione delle risorse umane già esistenti per progetti a lunga durata. Basta piccoli progetti di pochi euro che del lavoro non hanno nessuna sembianza, per riempire gli occhi ai giovani lasciandoli infine disoccupati.



Marzio Tricoli

Quarta domanda per Marcello Tricoli. In Sicilia la legge elettorale costringe ad ampie coalizioni tra forze politiche che potrebbero avere contraddizioni al proprio interno o per lo meno nel percorso politico. Vedi delle contraddizioni all’interno del percorso politico del centrodestra a sostegno di Musumeci? Ad esempio, per quanto riguarda il sostegno a Musumeci di liste Noi con Salvini che non tutti considerano come veramente “convertite” a sostegno del Mezzogiorno e della Sicilia? Quali contraddizioni sul tema delle liste senza candidati indagati? Sia che vedi contraddizioni, sia che non le vedi, potresti dirci quali e perché?

Non esiste prassi politica senza contraddizioni. Anche perché spesso, alcune contraddizioni non esistono sul piano concreto dell’azione politica successiva. Altre, invece, sono riferite a campagne ideologiche del passato, ininfluenti sui progetti da realizzare. Musumeci è  uno “Special One” per carisma e tradizione, la lista riferita a Salvini è formata da uomini che lotteranno per la Sicilia, non vedo il problema.

Gli indagati, poi, non sono colpevoli prima di sentenza definitiva. Nessuno dovrebbe condannare a priori emettendo sentenze di pancia. Sarà la legge a stabilire i colpevoli e ogni giudizio onesto, in questi casi, dovrebbe essere sempre a posteriori. Infine, essere figli di un indagato/condannato, non fa di te per proprietà transitiva, un indagato/condannato.

Nello Musumeci

Quinta domanda. Puoi dirci due parole di presentazione tue sul candidato presidente che sostieni?

Mi ripeto: Nello Musumeci è  uno “Special One”.  Come avrebbe detto Pippo Tricoli, mio padre, quello di Musumeci è un “impegno sentimentale” che egli trasformerà in “progetto culturale”: parlo della cultura politica, dell’antimafia praticata coi fatti senza sbandierarla nei talk show, della serietà già dimostrata nella gestione del territorio e delle competenze che gli elettori gli hanno assegnato dalle urne.

Parlo della capacità di cogliere i problemi sociali senza mai scadere in ‘ideologismi’ dozzinali ai quali non crede più nessuno. Uomo di grande spessore politico dall’oratoria sopraffina, persona perbene dalla dignità inconcussa, potrei dilungarmi a oltranza per raccontare Musumeci, ma saranno i siciliani a scoprirlo.

In copertina, Palazzo dei Normanni a Palermo, sede dell’ARS. Lato esterno ritratto dal campus universitario Foto tratta da Wikipedia. Di Effems – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=57025120