Per il Festival delle Letterature Migranti: Lingua di Cane al Teatro Biondo di Palermo

di Laura Nobile

Una storia universale di viaggi senza approdo che “non fanno più notizia”, desideri, speranze, sogni e paure, amicizie, addii e tradimenti di uomini e donne senza nome. E’ “Lingua di cane” lo spettacolo scritto e diretto da Giuseppe Cutino e Sabrina Petyx, prodotto dal teatro Garibaldi di Enna e dalla compagnia dell’Arpa, che mercoledì alle 21 andrà in scena al tetro Biondo per il Festival delle Letterature migranti, in collaborazione col Teatro di via Roma e col Festival del Teatro bastardo.



Lingua di cane. lo spettacolo di Cutino e Petyx al Teatro Biondo di Palermo per il Festival delle Letterature Migranti

«Non è la prima volta che affrontiamo il tema della migrazione – dicono Cutino e Petyx –  in “Come campi da arare” il punto di partenza erano state le migrazioni balcaniche, adesso siamo tornati indietro, esplorando il problema a partire dalle nostre origini, riflettendo sul nostro passato di migranti attraverso il dialetto ennese, così arcaico e profondo, che ci è sembrata la lingua giusta per poter parlare di un tema universale ciò che ci affligge e sconfigge come esseri umani».

E infatti, in scena ci sono Franz Cantalupo, Sara D’Angelo, Elisa Di Dio, Noa Di Venti, Mauro Lamantia e Rocco Rizzo, tutti ennesi, la maggior parte dei quali è volato nei grandi teatri del nord per affermarsi.

Mario Incudine ha proposto loro di lavorare con attori ennesi che in questi anni si sono ritrovati a dover migrare per realizzare le loro aspirazioni e i due registi hanno colto al volo l’occasione per tornare sul tema.




«La scrittura si è alimentata anche delle loro storie, dai loro racconti di un passato e di un territorio come l’ennese fortemente deprivato dalle migrazioni del passato, dalla necessità di partire per trovar fortuna altrove». Il titolo fa riferimento a un pesce di mare che vive adagiato sui fondali sabbiosi, e qui diventa la metafora di esseri umani divenuti invisibili ma anche la lingua di chi lotta per sopravvivere, viene disprezzato e non conserva più i suoi diritti di essere umano».

Ma a Cutino e Petyx interessa raccontare, «in un intreccio di linguaggio verbale e corporeo, una storia sospesa, tra indistinzione, “sparizione” che è peggiore della morte e identità». Biglietti da 8 e 10 euro. Il volume “Lingua di cane. Dal processo creativo alla messa in scena”, curata da Filippa Ilardo ed edito da Glifo, sarà presentato giovedì 5 alle 17,30 al Caffè del teatro Massimo, sempre nell’ambito del Festival delle Letterature Migranti a Palermo.