Palermo e Pro Vercelli, quando il cuore sorpassa la classe

di Gabriele Bonafede

Forza Palermo il cuore deve sorpassare la classe… Chissà a cosa pensarono i nostri nonni quando esposero quel cartello in una delle prime partite rosanero in serie A, .

Palermo 1932-33 prima stagione in A, Pro Vercelli-Palermo 2-0 nella prima di campionato

Correva l’anno 1932, il Palermo era appena approdato per la prima volta in massima serie. Fu proprio il Leone della Pro Vercelli, decorato con sette scudetti, a incontrare l’Aquila siciliana al suo primo incontro. Quella squadra si trovò alla prima uscita davanti a qualcuno come Silvio Piola da avversario. Perse due a zero, anche se Piola non segnò. I due club avrebbero poi concluso il campionato appaiati, al dodicesimo posto.

Altri tempi, quando il calcio era veramente sport a tutto tondo. Calcio romantico, calcio senza i milioni di oggi e di ieri, quello dei nostri nonni era forse con maggiore rispetto. Soprattutto dell’avversario.

Nonni tifosi e gentiluomini, dunque. O almeno gentlemen, forse aiutati dalla storia stessa di casa rosanero e di casa Pro. Il Palermo era stato fondato solo tre decenni prima da gentlemen inglesi, così come altri antichi club italiani. Anche la Pro Vercelli nacque in un periodo che si può chiamare del calcio romantico. Uno dei più mitici e antichi club della storia del calcio, non solo italiano: data di nascita 1892.




Ma non solo sport, anche tifo vero. Appassionato, non volgare, senza odio, persino intelligente. Cosa oggi troppo spesso dimenticata.

Palermo 1932-33 prima stagione in A, squadra

La frase di quell’antenato striscione sembra chiara, ma può essere interpretata in più modi. Sì, certo, se non hai abbastanza classe devi metterci il cuore per sorpassare un avversario sulla carta superiore. Ma è pur vero il contrario: puoi avere tecnica e classe, ma se non ci metti anche il cuore non vai da nessuna parte. Il cuore deve sorpassare la classe, dunque.

È una delle regole fondamentali del calcio, e i nostri nonni evidentemente la conoscevano bene. Realizzando uno dei primi cartelli con un valore quasi letterario e che supera i tempi. D’altronde, in Sicilia, a quell’epoca come oggi, la letteratura è di casa. Forse qualcuno dei nostri nonni amanti del calcio leggeva Pirandello, che in quegli anni vinceva il Nobel. Forse un giornalista di allora, un Brera degli anni ’30, aveva scritto quella frase sulla carta stampata, ispirato da Eupalla ancora in gestazione.

Ottantacinque anni dopo la prima di campionato del primo campionato rosanero tra squadre veramente di classe, la massima serie, Palermo e Pro Vercelli sono tornate a incontrarsi. Ne è venuta fuori una partita all’insegna di quello striscione.




Come in una profezia lunga almeno un paio di generazioni, la partita Palermo-Pro Vercelli del 24 settembre 2017 è stata all’insegna di un cuore che sorpassa la classe. Vero anche oggi, esattamente ottantacinque anni e sei giorni dopo l’esordio rosanero in serie A.

Arrivata a Palermo quale fanalino di coda, la Pro Vercelli, pur perdendo, ha dato una lezione di cuore e di classe al Palermo. Un Palermo che, evidentemente, era sceso in campo sicuro della propria superiorità tecnica. Ma senza cuore che pompa la corsa. Così, nella prima mezzora della partita si è vista solamente la Pro, armata di classe come di cuore.

Silvio Piola nella Pro Vercelli.

Ben presto i nipotini di Guido Ara e Silvio Piola sono meritatamente passati in vantaggio, dopo che questo gol era nell’aria da qualche minuto (tanto da essere stato puntualmente filmato a livello amatoriale, video più avanti). All’occasione, il portiere rosanero Posavec ha fatto un altro miracolo, ma l’organizzazione di gioco e quel cuore Leone della Pro hanno fiondato la palla dentro la rete.

Organizzazione, cuore, grande spirito di gruppo quello della Pro. Ma anche classe, nel senso di qualità, checché ne dicano alcuni tifosi e commentatori. Che evidentemente di classe ne hanno ben poca. Il rispetto dell’avversario prima di tutto. Impariamo dai nonni, qualche volta.

È a questo punto che gli undici rosanero hanno capito all’unisono che il cuore deve sorpassare la classe. E si sono messi finalmente a correre, sudando la maglia, pompando sangue nei muscoli. Ma non hanno dimenticato un minimo di classe. E con una lucida quanto ovvia intuizione del nazionale bulgaro Chochev, hanno tagliato in due la difesa piemontese. Nestorovski, con una zolletta di classe, un bicchiere di cuore e un pizzico di cinismo, non ha sprecato l’occasione. Ed ha pareggiato raccogliendo l’assist: un gol cucinato al 100% da plasma balcanico.




Non poteva certo finire lì. Alla Pro un pareggio a Palermo sarebbe bastato. Ma anche no, perché nel primo tempo aveva dominato. E tutti sapevamo che meritava di vincere, in campo e sugli spalti. Grazie a una squadra che si stava rivelando capace di giocare meglio di una che forse, solo forse, avrebbe classe. Ma non aveva ancora dimostrato di avere abbastanza cuore.

Palermo Pro Vercelli 24 settembre 2017 calcio di inizio. I due club non si incontravano da 77 anni

Per ovvie ragioni, il pareggio non bastava nemmeno al Palermo. Che, per altro, aveva trovato la logica della propria partita: il cuore deve superare la classe. Anche perché, in B, la classe è comunque poca, per quanto ci possano essere delle gerarchie. Ne è nato un secondo tempo vivace, con un sapore d’altri tempi.

Alla fine l’ha vinta proprio il cuore, ma anche la tecnica (o classe che sia). Il Palermo ha tirato pochissimo in porta ed ha avuto molto meno controllo di palla. E non si può dire che la Pro non abbia continuato a giocare con classe e con cuore. Anzi.

Solo un’altra lucida ovvietà di Chochev ha spianato la strada alla doppietta di Nestorovski: taglio verticale nell’area piemontese e l’attaccante macedone riesce a metterla dentro. Di nuovo. Con un pizzico di classe, una tonnellata di cuore e una fetta di cinismo.

Finisce così? No. Forse per questo esistono il girone d’andata e quello di ritorno: un retaggio d’antico sport, con la possibilità di una rivincita. Da gentlemen e tanta storia, del calcio e d’altrove.

Adesso il Palermo è ancora imbattuto e a un solo punto dalla vetta. E la Pro, dal canto suo, può iniziare a credere in se stessa. Alla prossima riceve il Cesena: la migliore occasione per scavalcarla e lasciarle l’ultimo posto. Il Palermo va ad Ascoli e sulla carta può arrivare in cima alla lista cadetta.

È stata una brutta partita? Quando il cuore supera la classe dall’uno e dall’altro lato, siamo sicuri che la partita è stata per lo meno bella. Qualunque sia il livello di classe e la categoria nella quale si gioca.

 

Filmato amatoriale del gol della Pro Vercelli a Palermo 24 settembre 2017.