Gatta Cenerentola, dal passato una favola moderna

di Maria Teresa de Sanctis

Un inizio da favola (festeggiamenti inaugurali danno inizio alla storia) per una favola moderna che viene dal passato, riprendendo da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile una delle più antiche versioni della ben nota Cenerentola, da tanti narrata.

E la favola continua per tutto il film, animata da ologrammi che, quali moderni ectoplasma offerti dalla tecnologia, magicamente accompagnano la narrazione.



Gatta Cenerentola, locandina

Un’idea, bella come tutto il resto, ottimamente  realizzata in questo lungometraggio d’animazione eccellente sotto molti aspetti, “Gatta Cenerentola”, ultima fatica di Alessandro Rak coadiuvato nella regia da Ivan Cappiello, Dario Sansone e Marino Guarnieri, con musiche di Antonio Fresa e Luigi Scialdone  (efficaci e ben scelte e fra  i tanti musicisti napoletani, anche Daniele Sepe).

Una favola moderna con tutta la cattiveria e la violenza di sempre (nel tempo non cambiano le gesta orribili delle quali gli esseri umani sono capaci e immutabili sono anche i nostri perfidi sentimenti) ma anche con tanto amore per Napoli, nel cui porto si trova l’inquietante nave, conturbante teatro della storia.

E la città partenopea diventa qui emblematicamente luogo degli ultimi, quegli ultimi ai quali il padre della protagonista vorrebbe offrire un futuro di sana prosperità e ricchezza con quel tesoro di incomparabile preziosità che è il sapere. Un’idea forte e bella questa, di gramsciana memoria, tanto vera da emozionare.

Ma torniamo al film, emozionante anch’esso per quanto è ben fatto. Bella la storia (mai fidarsi dei cattivi), belli i disegni, belle le voci (fra gli altri Alessandro Gassmann e Renato Carpentieri), belle le musiche, bello il ritmo narrativo, insomma proprio un bel film.

Gatta Cenerentola

E non si può certo dire un film facile: intanto i “cartoni animati” non è detto che interessino il grande pubblico, e poi la forte presenza di Napoli che, dai personaggi (la città perfettamente incarnata nelle sagome e nei caratteri, un richiamo con le dovute distinzioni, anche a Filumena Marturano) alla lingua (quasi sempre il napoletano) alla musica (belle canzoni in perfetto stile napoletano), occupa costantemente la scena.

Qualche info su Alessandro Rak, uno dei registi del film: ci aveva già colpito per il suo pluripremiato “L’arte della felicità” (2013) di cui è anche co-sceneggiatore (insieme a Nicola Barile, Paola Tortora e al produttore Luciano Stella),  vincitore del Premio Arca Cinema Giovane, Premio Fedic e Premio Miglior Opera Prima al Raindance Festival di Londra e vincitore del premio “Miglior Film d’Animazione” agli European Film Awards nel 2014.




E Gatta Cenerentola intanto è nella rosa dei quattordici film italiani fra i quali la commissione istituita presso l’Anica dovrà scegliere quale proporre all’Academy per la rosa dei contendenti all’Oscar per il miglior film in lingua straniera. Inutile dire che è una Gatta che vogliamo alla notte degli Oscar.

Ecco il trailer ufficiale di Gatta Cenerentola: