Calciomercato, un Palermo così venti anni fa ce lo potevamo solo sognare

di Gabriele Bonafede

Un Palermo che si presenta così alla fine del calciomercato per la serie B, negli anni ’80 e ’90 avrebbe fatto andare in visibilio i tifosi rosanero. Oggi non è così. Molti tifosi mugugnano anche se non si capisce bene perché.

Rosanero di sera, bel tempo si spera. Foto di Gabriele Bonafede

Eppure i dati parlano chiaro. Dopo una spaventosa retrocessione, il presidente Zamparini, nonostante gli insulti, le minacce, gli attacchi sui social, le delusioni, gli errori, le esternazioni eccessive, le contestazioni, l’ambiente pessimo, ha mantenuto e forse rafforzato una rosa di giocatori da serie A. E che mette in campo, alla fine del calciomercato estivo, almeno otto nazionali.

Nessuna società di B, nemmeno la Juventus retrocessa per gravissimi illeciti sportivi, ha mai avuto così tanti nazionali in rosa. Certo, il Palermo non è la Juventus e quindi i potentati del calcio non concedono al club rosanero di posticipare le gare in concomitanza degli impegni delle nazionali, come fecero per la Juventus nonostante la condanna per illeciti inflitta a questo club.




Ma la squadra rosanero rimane, almeno sulla carta e per i bookmaker, la squadra migliore della serie B 2017-2018, insieme al Pescara di Zeman.

Il migliore acquisto è Coronado che ha già fatto vedere chi è in un paio di partite ufficiali. Ma i grandi “acquisti” sono in realtà i migliori giocatori che rimangono in rosa nonostante la retrocessione, come Aleesami, Nestorovski e Rispoli.

Da non sottovalutare, in questo calciomercato, anche l’arrivo di Bruno Tedino, un allenatore che finora ha fatto vedere bel gioco oltre ai risultati. E da non sottovalutare altre conferme come Morganella, Cionek, Trajkovski, attuale goleador tra coppa e campionato. E anche Chochev, che piace a pochissimi tifosi, ieri è andato in rete-partita con la sua Bulgaria per uno storico 3-2 alla Svezia.

Partite dimenticate: Palermo-Battipagliese 0-0 e retrocessione in C2. Quando non solo il calciomercato era da incubo

Certo, la stagione è irta di ostacoli, a partire dall’incredibile decisione della Lega di serie B di non posticipare le gare del Palermo durante le partite delle nazionali. Ma soprattutto a causa di una “separazione in casa”, un divorzio da tempo annunciato e di fatto concreto, tra presidenza Zamparini e una tifoseria esigente.

Particolarmente esigente, se si considera che prima di Zamparini il Palermo era un club calcistico da incubo: stadio in condizioni pessime oppure non disponibile, campionati miserabili in C1 e C2, fallimenti, retrocessioni dalla B alla C e persino dalla C1 alla C2, lunghe permanenze nel calcio semiprofessionistico. Prima di Zamparini il Palermo è stato la triste cenerentola del calcio italiano per decenni.

In una lunga intervista, Zamparini ha chiarito quanto più possibile la sua “difesa”, in una specie di “processo” della tifoseria al suo operato. Processo che si è sviluppato attraverso una serie di domande troppo spesso basate, secondo il presidente, su bufale incredibili.

Ma chi deve parlare non è tanto il presidente, che comunque prima o poi andrà via, quanto la squadra. Una squadra che presenta una serie di interessanti giocatori anche tra i nuovi arrivati: Bellusci, Gnahoré, Murawski, Monachello, il “cavallo di ritorno” Struna, e poi Szyminski, Dawidowicz, La Gumina. Calciatori che sono in grado di fare la differenza in B, insieme ad altri non meno interessanti.




La rosa uscita da questo calciomercato è dunque di primo piano per un difficile campionato di B con moltissime pretendenti alla promozione. Dopo il Pescara ci sono anche Parma, Bari, Carpi, Frosinone, Perugia, Spezia, Cesena, Cremonese, Venezia, Brescia, Foggia oltre alle possibili sorprese.

Il Palermo dispone dunque di questo organico della prima squadra.

Tre portieri con gerarchie chiare che dovrebbero favorire la tranquillità: Posavec, Pomini, Maniero

Palermo-Spezia 2-0, calcio d’inizio per la stagione 2017-2018, il calciomercato era ancora in corso e non si sapeva se Nestorovski sarebbe rimasto

Un folto gruppo di difensori, che però comprende esterni sempre in campo nel modulo di Tedino:  Accardi, Aleesami, Bellusci, Cionek, Dawidowicz, Morganella, Rispoli, Rolando, Struna, Szyminski, oltre agli infortunati di lungo corso Ingegneri e Rajkovic che però sarebbero punti fermi una volta recuperati.

Solo sei centrocampisti, e qui c’è il problema delle partite delle nazionali ma che rappresentano un gruppo di qualità: Chochev, Fiordilino, Gnahoré, Jajalo, Murawski e Petermann, quest’ultimo già in forza nella primavera. Da considerare che Tedino schiera al massimo due centrocampisti quali interni nel suo modulo 3-4-1-2.

Infine otto attaccanti, ma che includono anche giocatori di raccordo tra centrocampo e attacco: Balogh, Coronado, Embalo, La Gumina, Monachello, Nestorovski, Silva e Trajkovski.

Un Palermo così, noi vecchietti da stadio, una paio di decenni fa ce lo potevamo solo sognare.

Il calcio non è una scienza esatta e tutto può succedere, nel bene e nel male. Si spera dunque che la superiorità sulla carta sia confermata sul campo. E se la Lega mette i bastoni tra le ruote, vincere sarebbe una soddisfazione in più: alla faccia di chi usa due pesi e due misure.