Pirandello dall’oltretomba gela il commissario Montalbano: mi candido io a presidente della Sicilia

di Gabriele Bonafede

Vista la difficoltà a trovare candidati a Presidente della Regione Sicilia, scenderebbe in campo (è il caso di dirlo) il massimo scrittore siciliano: Pirandello. A centocinquanta anni dalla nascita ce lo potevamo aspettare.




In cenere e aria, il drammaturgo gela l’ipotesi dell’altra grande candidatura emersa nelle ultime settimane, quella del Commissario Montalbano, si badi bene il personaggio letterario e non l’attore che ha altri cabasisi per la testa.

Ancora con sta storia della candidatura a presidente campata in aria?

Considerata la presenza di altri improbabili candidati, Dracula si propone quale possibile assessore alla sanità: “Se non ci penso io, che ho tutte le qualità per materializzarmi per lo meno la notte, chi può fare meglio di me?”

“Oltretutto – continua il principe transilvano – ho chiare ed efficienti proposte per la banca del sangue in tutti i centri ospedalieri”.

Sconcerto e spavento nell’ambiente politico siciliano. Uno dei papabili candidati, che vuole rimanere nell’anonimato, sbotta: “In una terra già piagata dal trasformismo più becero, ci mancava solo uno zombie senza neanche corpo che proviene dal più camaleontico dei mondi siciliani.”

Stralunati, i sostenitori del Commissario Montalbano rilanciano. Richiamando il personaggio letterario a farsi sentire, tra una nuotata e l’altra. Ma pare che il diretto interessato si sia nascosto a Boccadasse spegnendo il telefonino. Catarella, che risponde al centralino al posto del commissario, ribadisce “Cirandello non ha speranze. E poi, chi cabasiso sarebbe? Io non lo conosco.”




“È inconcepibile e superato: Pirandello è troppo vecchio”, sostiene Pereira che è un patrocinatore del Commissario della prima ora.

Pirandello presidente? Pagliacciate

Altre obiezioni provengono da un candidato di una non meglio identificata coalizione politica di centro-destra-cinque-sinistra-dieci-mille-mega-stelle: “Questa fantomatica candidatura non ci fa paura perché non ha alcun peso politico.”

Sarà. Ma Pirandello, completo di pizzo color cenere, raccoglierebbe consensi a go-go. In un improbabile sondaggio privo di qualsiasi nesso logico, avrebbe il 120% del sostegno tra gli elettori. Il restante 120% sarebbe ancora propenso a votare il Commissario Montalbano. Ma si deve considerare che Pirandello è piovuto nell’agone politico con un certo ritardo rispetto al rettore del commissariato di Vigàta.

Scompaginate, comunque, tutte le ipotesi di altre candidature che le forze politiche siciliane e italiane propongono ogni trenta secondi da alcuni mesi a questa parte. “Di fronte a due candidati così forti non è facile trovare spazi reali, ma solo immaginari. E noi vogliamo essere concreti”, arringa fumosamente un altro/a esponente politico regionazionale, sempre rigorosamente anonimo/a.

È a questo punto che il comitato elettorale del commissario Montalbano avrebbe partorito un’idea geniale: proporre Woland a presidente dell’ARS (l’Assemblea Regionale Siciliana), in un ticket Montalbano-Woland che avrebbe quel “plus” per convincere le anime indecise.

Ma pare che Woland voglia rimanere nell’ombra e tirare le fila quale “eminenza grigia” dell’operazione-Montalbano. Il personaggio del noto romanzo di Bulgakov avrebbe infatti già dato. Sostenendo il terzo incomodo: il vice-commissario Mimì Augello. Che, con grande capacità d’attrazione per l’elettorato femminile, partirebbe già con un buon 50% dei consensi senza nemmeno avere incominciato la sua sulfurea campagna elettorale.

Insomma, non ci si capisce più nulla. Il Kaos regna sovrano in Sicilia.