Ischia, magnitudo e realtà

di Boris Behncke (*)

 

A proposito del terremoto di ieri sera ad Ischia. Ci risiamo, si discute tanto sulla magnitudo e se è stata sottovalutata o addirittura “falsata”, fatto sta che non è stato un grande terremoto. Checché sia, magnitudo 3.6, 4.0 o 4.5, stiamo sempre parlando di un piccolo terremoto, che non avrebbe dovuto far altro che spaventare un po’.




Ma con tutta questa discussione sulla magnitudo rischiamo di perdere di vista il fatto davvero importante: il fatto che un terremoto così piccolo possa causare morti, feriti e danni notevoli.

Terremoto a Ischia, Casamicciola nel 1883. Foto di www.visitischia.com

Il problema fondamentale non sta nella magnitudo, che lì per sé dice poco sul terremoto: subentrano altri fattori come la profondità, che è stata molto minore in questo caso, e i cosiddetti effetti di sito, perché ogni luogo, in funzione della morfologia e della roccia sottostante, trasmette diversamente le onde sismiche. Il vero, ed enorme, problema sta nella mancanza di prevenzione e soprattutto nell’assenza di adeguamento antisismico degli edifici.

Ischia da sempre fa parte delle zone ad alto rischio sismico d’Italia, non è una novità. Nella seconda metà del XIX secolo, nella stessa zona colpita dal terremoto di ieri sera, ci fu una sequenza di terremoti progressivamente più forti, cominciando negli anni 1870, e culminando nel 1883 con un terremoto di magnitudo 5.8 (quindi nemmeno questo tanto forte) che causò più di 2300 morti. (Foto d’epoca in copertina, da www.visitischia.com).

Come al solito, niente è stato fatto, e ancora oggi l’attenzione è deviata dalla radice del problema, che è la nostra non preparazione ad eventi del genere, anche se il problema ci viene sbattuto in faccia ormai ogni anno.




Smettiamo di perdere tempo parlando di magnitudo (e ancora oggi si vede quanto nei media viene confusa con l’intensità, che è un’altra cosa), quello che dovrebbe essere lampante è: in diversi altri paesi, fra cui il Cile (spesso considerato qualcosa come terzo mondo), anche terremoti di magnitudo 7 e più ormai non causano più disastri, perché là applicano meticolosamente le regole di una costruzione antisismica.

Si può fare, e si deve fare.

 

 

 

(*) Vulcanologo all’INGV di Catania