L’estate 2017 al Teatro Ditirammu di Palermo dedicata a Vito Parrinello

Ditirammu: gli appuntamenti dal 20 luglio al 24 settembre nello storico teatro della Kalsa fondato da Vito Parrinello e Rosa Mistretta, con la rassegna dal titolo “Il Baglio di Vito”

 

di Gabriele Bonafede

È possibile realizzare un palcoscenico con una lapa, ovvero l’Ape piaggio? E portare questo palcoscenico itinerante nei luoghi più belli della città? È possibile ricreare le cantate tradizionali siciliane su Santa Rosalia, e molte altre, rinnovandole con l’energia delle nuove generazioni? È possibile lanciare talenti nel mondo dello spettacolo da un piccolo teatro che si trova in uno dei più tipici quartieri di Palermo, la Kalsa? È possibile diventare un punto d’incontro fondamentale per l’arte dello spettacolo a Palermo partendo dalla teatralità palermitana presente in tutto e tutti?

La Lapa del Teatro Ditirammu nel cortile della stagione estiva 2017 dal titolo “Il Baglio di Vito”

Vito Parrinello, artista e soprattutto attrattore di artisti, e talenti, creatore di idee e metodi nello spettacolo, ha dimostrato che è possibile. E che è possibile fare anche di più. Nel quartiere dove nacquero Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, quella Kalsa che una volta era Al-Khalisa, la città eletta dell’emiro di Palermo, c’è il teatro Ditirammu. Non è grande in quanto spazio, ma è grande in quanto spirito, in quanto filosofia dello spettacolo, ospitalità, stupore, canto e cunto, poesia.

Spettacoli tradizionali, ma anche sperimentazione, confronto, riflessione, approfondimento. Con il sorriso sulle labbra, con la grandezza dell’accoglienza, con la musica e la commedia e non solo, il Ditirammu propone ancora di più in questa estate 2017 per attrarre e produrre.

Dimostrando che è possibile formare, fare scuola, recuperare, ampliare un’esperienza che vive e si rinnova da più di vent’anni e si espande sempre di più, formando un vero e proprio cuore artistico del quartiere Kalsa. Un cuore che è tra i più pulsanti tra i tanti cuori artistici di Palermo.




Con la prematura morte di Vito Parrinello, poco più di un mese fa, sono la moglie Rosa Mistretta e i figli Elisa e Giovanni che rilanciano verso un futuro che raccoglie insieme i “nipoti di Vito”: i ragazzini, compresi i nipoti effettivi, che fanno la scuola del Ditirammu creata da Elisa Parrinello. La vita di un’arte che continua, con impegno anche maggiore. Lo abbiamo visto già nel “Triinfu di Santa Rosalia” che anche quest’anno ha raccolto un popolo intero alla Kalsa, con la partecipazione, tra gli altri, di Paride Benassai, Maurizio Bologna, Paolo La Bruna, Daniele Billitteri e Stefania Blandemburgo. E che ha trascinato centinaia di spettatori, tra il dolce e l’amaro, il sorriso e le lacrime.

Così il teatro presenta se stesso, la sua storia recente e l’imminente stagione estiva 2017: “Il Ditirammu è una casa degli artisti, ‘un piccolo teatro del condominio’, come amava definirlo Vito Parrinello, che con impegno e tenacia ha fondato il Ditirammu con la moglie Rosa.”

Vito Parrinello

“Adesso il suo racconto continua attraverso i figli, Elisa e Giovanni, che con il sorriso testimoniano gli insegnamenti del loro padre. Giovedì 20 luglio al via la nuova rassegna intitolata ovviamente a Vito Parrinello.  Trenta appuntamenti nel cortile antistante del teatro inaugurato nello storico quartiere della Kalsa nel maggio del 1998, uno tra i più piccoli in Italia e l’unico del genere in Sicilia.  Un luogo di condivisione e di incontro, di confronto.”

E qui la storia del teatro, dove si leggono brevi note che contengono una storia nella storia, una storia del teatro nel teatro, una storia della Kalsa nella città. E nel mondo.

La stagione estiva, intitolata Il Baglio di Vito, perché realizzata nel cortile antistante la sede invernale del teatro vivificata dal continuo impegno del compianto Vito Parrnello, è particolarmente ricca. Gli spettacoli sono programmati per le 21.30 e spaziano dalla musica al one-man-show, dal teatro drammatico alla commedia, dal folklore al gruppo innovativo, ai divertenti “cunti” palermitani di Daniele Billitteri con la “Signora Palermo” impersonata da Stefania Blandeburgo.

 

PROGRAMMA “IL BAGLIO DI VITO”, Estate 2017 al Ditirammu

LUGLIO

Giovedì 20 – “Dichiarazione d’Amore” di Nicola Lo Bianco. È “l’alato messaggero del cielo” che commuove il maschile e femminile della vita attraverso la voce di grandi poeti, antichi e contemporanei, a significare che i vari popoli, a dispetto della stupidità che regna su questa terra, hanno un respiro comune. Ad esibirsi gli interpreti Anton Giulio Pandolfo, Patrizia Graziano, Nicola Lo Bianco. La parte musicale è affidata al fisarmonicista Raffaele Scibilia, al percussionista Luca Trentacoste ed alla voce di Federica Neglia che creeranno la texture sonora dei passi di danza della ballerina Federica Greco.

Sabato 22 – Alessandra Salerno con la Compagnia S’Kalsa di Elisa Parrinello (euro 12) Alessandra Salerno 29 anni, rivelazione di The Voice of Italy 2015,  un’artista che inizia molto presto a respirare arte. Una bimba con le idee chiare, diventare una cantante/stilista.  A soli 8 anni debutta al Teatro Biondo , il teatro stabile della città di Palermo; canti d’autore e vecchie canzoni di Rosa Balistreri, questa è stata la sua culla, che ha portato in giro per tutta la Sicilia.  Poi gli studi di musica, gli anni passati in un coro gospel, e il completamento dell’altra passione con la laurea in fashion design con il massimo dei voti e la lode all’accademia di belle arti.

Daniele Billitteri e Paride Benassai nello spettacolo su Pitrè, organizzato dal Ditirammu a Piazza Verdi, davanti al Teatro Massimo di Palermo. Foto di Gabriele Bonafede

La consacrazione internazionale avviene grazie al talent show “the voice of Italy” in onda su Rai 2, dove riscuote un successo di pubblico e web da milioni di click. Il suo lavoro di stilista la vede con i Tiromancino nel loro tour 2016.

La Compagnia S’Kalsa nasce all’interno della Piccola Scuola Teatrale Ditirammu Lab diretta da Elisa Parrinello.

Il lavoro della Compagnia ha in sé le finalità più vere e reali degli insegnamenti di storia del teatro in forma di divertimento, partendo dalla tradizione più antica del nostro popolo fino alle pratiche teatrali più innovative dei giorni d’oggi.

Storie e racconti Farseschi narrati tra musiche esaltanti e performance cantate e danzate in forma fiabesca, ispirate ai personaggi popolari della tradizione.

Domenica 23 – “Close to you” Giuseppe Milici con Neja L’amata armonica dell’artista palermitano Giuseppe Milici e la fantastica voce della cantante Neja, tornano sul palco del Baglio del Ditirammu per consolidare una fusione già più volte riuscita con successo. Una collaborazione, quella tra i due artisti, che prosegue ormai da tempo e che li ha condotti verso un nuovo e stimolante progetto jazz dal titolo “Close to you” che, come tutti i progetti del duo armonica-voce di Milici e Neja, si preannuncia un concerto emozionante e dal successo assicurato. Gli arrangiamenti realizzati per il concerto saranno tutti originali e la band presente sul palco sarà completata da una ritmica d’eccezione: Antonio Zarcone al piano, tastiere e arrangiamenti; Luca Garlaschelli al contrabbasso; Fabrizio Francoforte alla batteria.

Venerdì 28 – “Coccitacca” con Michele Perricone. Michele (detto Coccitacca, anni dodici, portamento fiero, disposizione al comando e “senso dell’onore”). Un ragazzino degli anni Settanta.  Degli anni in cui nei quartieri popolari (e non solo) la giovinezza si viveva per strada a fare giochi semplici, a coltivare sogni e sudore appresso ad un pallone.

La “Lapa” del Ditirammu di Vito Parrinello ai Quattro Canti di Palermo

“Supersantos numero cinque”, in campi di calcio inventati, fra automobili in sosta, asfalto e trazzere polverose. E quindi: “Buela”, “Acchiana u patri cu tutti i sò figghi”, “Unomontalaluna”, “Quattru canti”, “Ca mazza”. Chi fiorini: “O Sciusciuni”, “O Battuni”, “O Pà!”

Si giocava con poco ma si rideva tanto e gli amici erano amici, ci si fidanzava con uno sguardo, i telefoni erano a gettone e i giuramenti duravano tutta la vita. E non pioveva mai e c’era sempre il sole. E quando la sera Michele rientrava a casa chiudeva fuori dalla porta i suoi amici e pure Coccitacca, che lo aspettava il giorno dopo per inventare nuovi giochi e intanto crescevano come funghi i palazzi nelle periferie e veloce passava il tempo dell’adolescenza.

Domenica 30 – “Omaggio a Rosa Balistreri” con Debora Troìa. Si tratta di una pièce musicale per voce recitante e chitarra, che narra la storia di questa artista attraverso i canti della tradizione popolare siciliana e di quelli da lei composti, suonati e interpretati. La scelta di questa forte figura femminile è stata fatta per tenere vivo il ricordo di una donna decisa, determinata a non cedere alle numerose avversità e ai tormenti che la vita le aveva riservato. Rosa non era un’infelice, perché l’amore la riempiva e traboccava dentro di lei: così come ogni poeta, ella tramutava il male in bene ed era fonte di gioia per sé e per gli altri. Piena di sapienza, sapienza antica che era in grado di manifestare generosamente con le meraviglie della sua voce di mille colori, di ampia estensione, ora forte e possente, ora leggera, delicata e tenerissima, Rosa era capace di esprimere ogni sfumatura con spiccata e versatile sensibilità. La storia inizia dalla gioventù dell’artista, attraverso i canti che descrivono la vita di stenti nelle campagne siciliane, cui seguono gli anni del matrimonio violento, fino alla serenità ritrovata – per poco tempo, purtroppo – a Firenze, in quel cenacolo musicale-letterario (di cui fecero parte Ignazio Buttitta, Renato Guttuso, Dario Fo) che l’avrebbe definitivamente consacrata. La rappresentazione vede alternarsi momenti seri (“I prati a Palermo”, “Cuteddu ‘ntussicatu”, “Canto e cunto”, etc…) a momenti briosi e spensierati (“A pinnula”, “Acidduzzu di me cummari”, “La pampina di l’aliva”) e si avvale dell’accompagnamento alla chitarra di Enrico “Tobia” Vaccaro, storico musicista di Rosa Balistreri.




AGOSTO

 Venerdì 4 – “Alta Quota Live Tour” Germano Seggio Trio. Dopo anni di “duro lavoro” con la band de iKalvi, lavoro terso di soddisfazioni artistiche ed un cd a loro nome, Germano Seggio ha deciso parallelamente di ritornare alle origini. Infatti il “GS Trio 2017” altro non farà che portare on stage una selezione di brani dei suoi precedenti dischi guitar oriented “Back To Life” del 2005 e “Life Box” del 2009, percorrendo così la sua storia e reinterpretando se stesso. Con lui due pilastri della scena Rock Siciliana, il granitico batterista Vito di Pietra ed il raffinato e poliedrico bassista Giancarlo Marino.

La Lapa del Ditirammu con la tarantella alla Cattedrale di Palermo

Sabato 5 – “Aires de Tango” con Alejandra Bertolino Garcia. Uno spettacolo appassionato; un viaggio nella storia e nell’universo del tango che coinvolge il pubblico fuori dai sentieri comunemente battuti, in una convivialità condivisa.Energia, magia e ritmo travolgente si fondono in un affascinante cammino tra le note del Tango Argentino. Il concerto è un viaggio a ritroso, per restituire al tango la sua forte radice di musica popolare, scaturita dall”incontro dei ritmi tribali, portati dagli schiavi in catene, con la marcia, e la musica europea.

Domenica 6 – Alenfado in concerto. Spettacolo in cui si alternano musica e lettura di brani poetici in portoghese, spagnolo e siciliano, come un racconto il cui filo conduttore è un viaggio artistico che parte dal Portogallo con il suo “fado”, passando per la Spagna, giungendo in Italia omaggiando la Sicilia.

Venerdì 11 – “Soul Grabber” con Manfredi Caputo. Il sodalizio artistico nasce un pomeriggio di mezza estate dall’intuizione di sette giovani musicisti palermitani, ciascuno con una propria distinta origine musicale, ma tutti accumunati dalla passione per il Soul e per il Jazz e dalla voglia di divertirsi e di mettersi in discussione, al punto di pensare prima e porre le basi poi per un progetto cui danno il nome di “Soul Grabber”. Il lavoro affrontato dal gruppo è stato quello dell’arrangiamento dei brani della tradizione Soul in chiave assolutamente personale. Questo ha portato ha un sound ben definito e alla decisione di scrivere brani inediti per l’uscita futura di un primo EP I Soul Grabber sono: Voce Noemi Palumbo e Arion Sinagra – Sax Valerio Dainotti – piano Roberto Marceddu – chitarra Davide Inguaggiato – basso Luca Trentacoste – batteria e percussioni Manfredi Caputo.

Domenica 13, Lunedì 14 e Martedì 15 – Giuseppe Milici e Roberto Gervasi con Elisa e Giovanni Parrinello  

Venerdì 25 – Lucina Lanzara in “Canto della Santuzza”. Un’opera complessa con stili musicali contaminati, per cori e percussioni, voci recitanti e performance. “Canto della Santuzza” è un concerto in forma semi scenica. Musica di Lucina Lanzara e testo di Salvino Leone.

Marco Manera

Sabato 26 – Marco Manera in “One man show”. Marco Manera è una attore che, grazie alla sua simpatia, è una presenza fissa su moltissimi palcoscenici siciliani, sul web con i suoi video satirici ed in tv nella celebre trasmissione INSIEME. Lo spettacolo proporrà riflessioni ironiche sulla crisi, sulla televisione, sulle mille sfaccettature dei siciliani e soprattutto del rapporto di coppia,. L’uomo al tempo della crisi è un essere davvero particolare, folle, isterico, paradossale, stressato. Risate scacciapensieri con un umorismo mi volgare. Non mancheranno i momenti poetici e più teatrali, grazie ad una cura dei particolari che mescola l’atmosfera teatrale al ritmo e alla simpatia dell’intrattenimento. Uno spettacolo, insomma, adatto a tutta la famiglia.

Domenica 27 – “Duende Sur” con Alejandra Bertolino Garcia. Attivo dal 2012, il gruppo nasce da artisti che hanno studiato e studiano con rigore e passione il flamenco ma che al contempo hanno un bagaglio di esperienze musicali ampio e variegato che spazia dalle pratiche improvvisative alla musica popolare siciliana di ricerca, sino alla musica sefardita.  Questa ricchezza di linguaggi permette ai DUENDE SUR di suonare il flamenco con spirito d’innovazione, riempiendolo di legami con altre culture vicine per genesi e per contaminazione. DUENDE SUR mette in scena uno spettacolo pieno di forza espressiva e di profondità comunicativa, che coinvolge lo spettatore in un’esperienza di energia pura e di passione. In questo percorso il ballo rappresenta l’aspetto più immediato e coinvolgente che scatena sensualità e dinamismo, il canto è il legame primordiale con la parte più profonda dell’anima creatrice, la chitarra è la trama sulla quale si poggiano i primi due elementi.

 

SETTEMBRE

 

Venerdì 1 – Antonio Pandolfo in “Pandemonio” Lo spettacolo è un condensato delle virtuosistiche capacità espressive del popolarissimo comico alcamese, che regalerà ai suoi spettatori alcuni personaggi, ognuno a modo suo un piccolo capolavoro di umorismo e contraddizione. L’idea di partenza è semplice e ci riporta alle origini del creato, quando i quattro elementi naturali del fuoco, dell’aria, della terra e dell’acqua fecero nascere la vita e con essa l’uomo. Qui, la situazione si ingarbuglia necessariamente ed entra in gioco l’irresistibile show di Pandolfo, che ci farà capire perché ognuno di noi è un universo misterioso e complesso, affascinante e grottesco nelle sue caratteristiche.

Sabato 2 – Mandreucci vs Vella in “Accordi e disaccordi”. Due voci, due chitarre, mille storie, sul palco danno vita ad una coppia trasversale di intrattenitori. Shakerando canzonette e brani d’autore, De André e Bob Dylan, Beatles e Stones, mitologia musicale e folk ballads, leggerezza e contenuto. E’ la filosofia dell’ “acustico show” della coppia palermitana che ha già superato trent’anni di sodalizio artistico. Chitarre al seguito, uno stile non propriamente… accademico ed un “canzoniere senza tempo” che i due scandagliano con complice “divergenza di vedute”. Gli ingredienti base per la costruzione di un racconto musicale comicoinvolontario sviluppato, immaginando di infilare la monetina nel jukebox negli anni d’oro del nostro patrimonio musicale da Canzonissima al Talent-Show. Accettano richieste, sfidano il pubblico, conoscono i testi di mille canzoni e le cantano tutte, trovano gli accordi, improvvisano con il pubblico che mostra di starci. Attraverso la lente dell’ironia, passano in rassegna artefici del costume e miti della musica e del cinema di quella stagione irripetibile, in compagnia, persino delle sigle dei cartoni animati e della televisione in bianco e nero, tempi in cui la pubblicità era “la réclame” e non ancora “consigli per gli acquisti”.

Domenica 3 – Seggio Ponente live. Alessandra Ponente (voce, armonica, ukulele e kazoo) e Germano Seggio (chitarre).Due percorsi artistici diversi, ma allo stesso tempo complementari, due forti personalità dalle grandi capacità interpretative, lei Alessandra Ponente, con più progetti artistici attualmente in opera, con la sua straordinaria voce dal timbro caldo e riconoscibile e la sua emozionante teatralità interpretativa che rendono le sue performances sempre originali e coinvolgenti, lui Germano Seggio, vera e propria istituzione fra i chitarristi italiani, tante le collaborazioni illustri internazionali, ma accomunate tutte da una sensibilità interpretativa ed una capacità tecnica fuori dal comune. Insieme offrono con voce e chitarra, più altri curiosi accessori, un vasto repertorio che attingerà dai loro personali mondi musicali, dalla “canzone italiana d’autore” ai grandi classici internazionali “rock&swing”, ma tutti rigorosamente riarrangiati e serviti con un marchio originale di autenticità e qualità.

Filippo Luna sarà al Ditirammu con “Le mille bolle blu”, un canto all’amore trascinante, senza preconcetti. E di una potenza sconvolgente.

Giovedì 7 e Venerdì 8 – “Le mille bolle blu” con Filippo Luna. Una storia d’amore omosessuale, clandestina, nata nella Palermo degli anni Sessanta che va avanti, parallela ad una vita cosiddetta “normale”, per trent’anni: è il tema de “Le mille bolle blu”, monologo scritto dal giornalista Salvatore Rizzo, interpretato e diretto da Filippo Luna. “Le mille bolle blu” racconta la storia di Nardino e Manuele, barbiere di borgata il primo, avvocato il secondo: si conoscono, giovanissimi, nel salone da barba dove Nardino fa l’apprendista sotto lo sguardo del padre e Manuele è figlio di un cliente facoltoso. E’ l’inizio degli anni Sessanta, quello, per l’appunto, in cui Mina impazza con “Le mille bolle blu”. Destinati a ruoli sociali e familiari prestabiliti (quelli di mariti irreprensibili e di padri premurosi) i due portano avanti per trent’anni una storia di sentimento e passione che si nutre anche della clandestinità in cui viene vissuta, che ne è linfa e tormento al tempo stesso. La morte di Manuele, per malattia, diventa il pretesto perché Nardino, nell’impossibilità di piangere apertamente l’uomo che ha amato e di gridare a tutti il proprio dolore, ripercorra alcune tappe di quei trent’anni, tra nostalgia e amarezza, rabbia e dolcezza. Un altare di ricordi che sancisce l’universalità di quel sentimento al di là di ogni barriera e di ogni preconcetto.

Sabato 9 e Domenica 10 – Toti e Totino alla Kalsa

Venerdì 15 e sabato 16 – “Cinniri” con Vincenzo Pirrotta

Venerdì 22 – Y Cantor in “Cantando l’autunno” Un gruppo di strampalati cantanti non professionisti, guidati da un Super Professionista (Roberto Superchi) che cantano per far del bene perché fa bene, salutano l’estate e danno il benvenuto all’autunno con un repertorio di canzoni adatte per il primo giorno della stagione.

Sabato 23 – “Omaggio a Vito” di Paride Benassai con Rosellina Guzzo

Domenica 24 – “Cunti di musica” Daniele Billitteri racconta i Tamuna