Palermo sembra Palermo

di Antonio Augello

 

Sembra Palermo, dove il sindaco uscente ha fatto man bassa di preferenze. Ma il “nuovo” sindaco non avrà più la solita attenuante del “abbiamo ereditato tanta merda che ci vorranno anni prima di rimettere in piedi la città.”

Palermo sembra Palermo. O no?

E già, perché quella merda che è oggi la città di Palermo sembra sia proprio tutta sua, che oramai è il padre padrone incontrastato di una delle più belle e peggio amministrate città del mondo, sulla terra, sulla carta, sul mare e sulla munnizza.

Perché sarà divertente spiegare ai turisti e ai residenti che il destreggiarsi fra cumuli di munnizza, rari mezzi pubblici che navigano nell’anarchia più totale, delinquenza che lievita come panetti per la pizza e negozi che chiudono ogni giorno, è “merito” della passata amministrazione. Anche perché sembra che poi sia, dopotutto, la stessa amministrazione di oggi.

Sembra che la gente abbia accolto in maggioranza l’invito di chi spadroneggia nelle istituzioni: a lasciar fare a pochi e non andare più al voto, “che tanto non cambia mai niente e rubano tutti”. Sembra che già in molti si stiano lamentando, ma non si capisce cosa abbiano avuto di così importante da fare da non trovare qualche minuto per esprimere il proprio volere.




Sembra che non presentare i simboli politici classici ed invece presentarne una “carrettata”, che altro non sono che secchielli per portare i voti a chi ha la voce più grossa, sia meglio.

Sembra che molti giovani abbiano venduto l’anima. O siano andati via.

Intervallo (Palermo)

Palermo sembra Palermo. Che non può permettersi di mandare a quel paese un politico o un partito. E non presentarsi in tv o al seggio. Sembra Palermo con la futile speranza che le loro candidature in mille liste possano essere utili a far resuscitare una città oramai morta e sepolta.

Sembra come se chi fino ad oggi ne ha avuto le chiavi cambierà per la loro bella faccia il modo di vedere la gestione della cosa pubblica.

Sembra che Palermo non abbia via di scampo. E chi la piange deve farlo di nascosto perché, mentre la condanna, si vergogna del proprio tradimento e non può nemmeno dire che lamentarsi non serve a nulla se poi non si vota. Sembra Palermo con la cittadinanza onoraria per autolesionismo, già nota alle piazze e anche alle cronache dei più dotti frequentatori di tutto.




Sembra Palermo e la Sicilia tutta. Che può solo sperare: che questa polvere di liste elettorali possa essere utile. Affinché tutti, incondizionatamente, possano rendersi conto che mille partitini usa e getta non sono la soluzione. Che bisogna assumersi le responsabilità guardandole dritte negli occhi e dire sto con questo o sto con quello. Ma dare voti a inutili traghettatori legalizzati di voti che saranno il nulla nel nulla, non è la soluzione.

Ma per piacere non lamentatevi più che Palermo sembra Palermo.