Il Palermo vince ancora e mette il Genoa nei guai

Tra i giovani, Ruggiero fa bene, Sallai è ancora molto acerbo. Tra i senatori: Diamanti e Rispoli come leoni. Un risveglio tardivo con tanti rimpianti

di Gabriele Bonafede

Come molte squadre che si scrollano di dosso la tensione essendo ormai retrocesse, il Palermo vince ancora e conquista il terzo risultato utile consecutivo da quando è praticamente retrocesso. Con sette punti in tre partite, si ritrova in un momento di grazia, nonostante il caldo assillante e uno stadio Barbera praticamente deserto.

Stadio Barbera nella gara vinta dai rosanero contro la Fiorentina per 2-0 (foto di Gabriele Bonafede). Il Palermo vince ancora con il Genoa, 1-0 il risultato finale grazie a un gol di Andrea Rispoli, complice il portiere rossoblù Lamanna.

Rispoli segna il più classico dei “gollonzoli” e mette nei guari seri il Genoa. Se l’Empoli è battuto da un Cagliari in vacanza, il Crotone, anch’esso rinato in questo finale di campionato, si fa sotto con grinta. E nonostante il vantaggio nei punti, il Genoa ha due partite difficili: in casa con il Toro e poi a Roma con i giallorossi in piena corsa-Champions.

L’Empoli ha in casa l’Atalanta, alla quale basta un punto per accedere all’Europa. E poi viene qui al Barbera. Non è nemmeno per l’Empoli un finale facile, anche perché perderebbe nella classifica avulsa. Però è più abituato a soffrire.

Forse, nonostante i punti in meno, il Crotone è la squadra più sorprendente e può ancora salvarsi nonostante due partite proibitive, contro Juventus a Torino e poi in casa con la Lazio. I bianconeri potrebbero già essere campioni d’Italia stasera con un pareggio o una vittoria contro la Roma all’Olimpico. E molto dipende da questo: trovare una Juve ubriaca potrebbe portare a punti insperati peri calabresi che sono in vantaggio scontri diretti solo contro l’Empoli.

In ogni caso, il Palermo farà da paru e sparu per la retrocessione, avendo la possibilità di portarsi in B l’Empoli proprio all’ultima giornata in programma al Barbera per questa orrenda stagione. Iniziata, continuata e conclusa in mezzo a polemiche e delusioni di ogni tipo.




Che però, ha portato finalmente a difendere per lo meno l’onore della maglia. Incredibili i numeri delle ultime tre giornate, opposti alla lunga fase precedente del campionato: solo un gol subito su tre partite, e per giunta su rigore. Ben quattro reti segnate e soprattutto una squadra rosanero che a tratti sa giocare un bel calcio. Tante le occasioni a rischio nella propria area contro un Genoa quasi sempre in avanti con la forza della tecnica migliore e della disperazione. Ma anche tantissime occasioni in contropiede sprecate dal Palermo nel secondo tempo, con Sallai, Rispoli e Nestovovski che non hanno avuto la necessaria lucidità a metterla dentro per il KO prima del fischio finale.

Stadio Barbera in Palermo – Roma 0-3 Foto di Gabriele Bonafede

È comunque una bella vittoria, ancorché in uno stadio deserto, dove si sentiva molto più il tifo dei grifoni che quello delle aquile. Con la squadra stra-retrocessa e una giornata estiva da tintarella e nuotata, era ovvio.

Eppure, il Palermo ha giocato con grande attaccamento alla maglia e grande personalità. Diamanti e Rispoli giocano come leoni. Rispoli segna il suo sesto gol stagionale, lui che prima di questa stagione ne fatti ben pochi in anni e anni di carriera. Diamanti ha il piglio dei tempi migliori, nonostante il caldo soffocante. Fulignati toglie la palla del pareggio ai rossoblù nel finale, fa qualcuna delle sue follie d’inseperienza, ma nel complesso è una partita più che buona. Lo stesso per la difesa, che è anche troppo sotto pressione, a causa di un centrocampo che proprio non riesce a fare filtro, ancorché sia migliore del solito a costruire e giocare la fase di possesso, per lo meno a tratti.




Bella la prestazione di Ruggiero, valeva la pena di provarlo prima? Forse sì. Mentre Sallai si dimostra ancora una volta acerbo. Giusto dargli il tempo di crescere. Ma deve crescere ancora molto anche nelle cose più ovvie. A tratti è irritante e sembra un giocatore dei giovanissimi. Deve capire che si gioca continuamente. Che il gioco esiste anche quando non hai il possesso di palla. Che quando si è in area non si deve perdere lucidità. Che i passaggi si fanno con concentrazione. Ha bisogno più di un educatore che di un allenatore.

Palermo calcio tra storia e bufera. Foto di Gabriele Bonafede

Deve imparare a piazzarsi mentre la propria squadra ha la palla, visto che gioca di punta. Insomma, ha bisogno di molta esperienza. E poi, quando si tira in porta, si tira per segnare, non per tirare in porta a casaccio, o sopra il portiere. Si deve trovare la via del gol senza tanti complimenti. Specialmente se sei una punta. Si può abbuonare un gol mancato così a un difensore come Rispoli o altri, ma a una punta no. A meno che poi ne segni altri (come fanno tutti gli attaccanti veri). L’altro attaccante ha la palla e la tiene? Creagli lo spazio. Muoviti dall’altro lato. Hai la palla tu? Vedi cosa devi fare se concludere è la cosa migliore oppure il passaggio a chi è smarcato. Insomma, a volte sembra che manchi l’ABC.

Forse, in serie B, Sallai avrà le possibilità di crescere in un campionato con difensori meno tecnici e più occasioni per liberarsi a rete. Sempre che la nuova gestione Baccaglini lo voglia tenere in rosa. D’altronde anche Dybala fu fortemente contestato al suo primo anno in rosanero. Calciatori si può nascere, ma campioni si può solo diventare.

Un ultima notazione finale. Il Genoa è l’unica squadra che il Palermo riesce a sconfiggere sia all’andata che al ritorno in questo spaventoso campionato rosanero 2016-2017. Se la squadra si è svegliata nel finale di andata e ritorno è colpa anche del calendario? Sicuramente sì. Va anche detto che questo Palermo ha fatto 11 punti in trasferta, ovvero uno in più di una stagione in cui si è salvato, e di un’altra nella quale è retrocesso sia pure con più dignità. E poi ha vinto in casa due partite di seguito con lo stadio vuoto.

Una volta, la Favorita era stracolma ed era dura per tutti. Si tifava Palermo anche quando c’erano situazioni spaventose, persino in C. E casomai si contestava dopo, a partita conclusa. Oggi la contestazione è anche sui social, non solo allo stadio. Ed è praticamente continua. Per carità, contestazioni strameritate. Ma forse, una squadra di giovani inesperti ha pagato più del necessario questa situazione.