Giusto Catania, Cuffaro, la mafia e l’ologramma di Maduro

di Gabriele Bonafede

 

Se non lo si leggesse in un comunicato ufficiale, non ci si crederebbe. Giusto Catania, assessore al “traffico” a Palermo, ancora il peggior problema della città, diffonde un comunicato che lascia di stucco:

“Siamo felici che Saverio Romano non conosca Sinistra Comune: evidentemente frequentiamo ambienti diversi, infatti noi non abbiamo militanza politica in comune con i condannati per mafia.”

Giusto Catania è contro il fascismo e la mafia a Palermo. E per quanto riguarda il fascismo e la mafia nel Venezuela di Maduro o altrove?

Legittima e condivisibilissima presa di posizione. Peccato però, che Totò Cuffaro era compagno di partito del Sindaco Orlando. Un sindaco che Giusto Catania sostiene oltre a fare parte della sua giunta.

Ma non basta. Il comunicato continua con: “Saverio Romano è un ologramma che riproduce l’immagine e il pensiero di Totò Cuffaro, per questa ragione siamo preoccupati che qualcuno voglia riportare questa città nelle mani di chi l’ha distrutta in dodici anni di governo”.

Anche questa, legittima e condivisibilissima presa di posizione. Peccato che, oltre a citare precisamente Cuffaro, Giusto Catania sostenga proprio un ex-dc come Orlando che ha governato Palermo per decenni fin dai tempi nei quali era nello stesso partito di Cuffaro e altri. Un ambiente diverso? Può darsi, ma non convince.

Peccato anche, e soprattutto, che Giusto Catania sembri invece un ologramma di Maduro.

Maduro chi? Quello del Venezuela. Il dittatore che fa schiacciare i manifestanti con le camionette blindate, fa sparare lacrimogeni puntati ad altezza d’uomo, governa un Paese ormai ridotto alla fame dalle follie chaviste, e continua a tenerlo sotto scacco con un sistema molto simile alla mafia: niente elezioni, prigionieri politici, processi militari ai civili, Parlamento senza poteri, morti e feriti per le strade, cricca di narcotrafficanti al potere che decidono anche chi lavora e chi mangia. Un sistema, insomma, che è mafia in tutto e per tutto. Un sistema che somiglia a quello dell’incubo di Montalbano, quando si sogna che Riina è diventato il Capo del Governo.




Peccato anche che Rifondazione Comunista ripeta a pappagallo la propaganda fake di Maduro in Venezuela e quella di Mosca in Ucraina e altrove, su molti se non tutti i temi internazionali. Propagando così, mentre dice di frequentare ambienti diversi dalla mafia, le fandonie di paesi dove mafia e oligarchi miliardari fanno rima con repressione, terrore e penitenziari.

Nel Venezuela di Maduro. Rifondazione Comunista sta da questa parte o dall’altra?

Delle due l’una, assessore Catania: o ci si distanzia da mafia e dittature e le si lotti in Sicilia e altrove, oppure si è globalmente incoerenti. O si lotta per i diritti umani in Sicilia come altrove, oppure si è in palese contraddizione, specialmente per chi è stato parlamentare europeo. E trattandosi evidentemente del secondo caso, non si possono dare lezioni di antimafia né di diritti umani. Forse, nemmeno agli ologrammi di Cuffaro.

A meno che, prima, ci si distanzi da percorsi fatti insieme a chi, come Maduro, oggi non è più sostenibile. Distanziarsi, ammettendo gli errori del passato, sarebbe oltretutto un segno di grande maturità.

Giusto Catania, nella sua campagna elettorale, organizza anche eventi elettorali in questi giorni. Giusto e legittimo, e per fortuna possibile nel nostro Paese. Un poco meno possibile nella Russia di Putin o nel Donbas delle bande armate, oppure nel Venezuela di Maduro che Rifondazione Comunista sosteneva, e forse sostiene ancora, anche e soprattutto da parte di parlamentari europei di ieri e persino di oggi.

E l’assessore Catania che corre per le comunali ha anche realizzato un video che lui stesso commenta così: “Quando i nostri figli ci chiederanno “dove eravamo noi?” mentre si consumava il genocidio dei migranti o mentre in Europa tornavano pericolosi fascismi, dobbiamo dire che eravamo a Palermo dal lato giusto e facevamo la nostra parte. XContinuare le Loro Battaglie”. Giusto e legittimo anche questo.

Ma si spera che in questi incontri il candidato della “Sinistra comune” a Palermo, si distanzi dall’operato di Maduro, Putin e soci.

Ribelli del Donbas. In questa foto non sembrano esattamente antifascisti. Dov’era Rifondazione comunista? Forse dalla parte sbagliata?

E racconti soprattutto dov’era lui e Rifondazione Comunista quando Maduro prendeva il potere. Dovrebbe anche raccontare, dov’è oggi lui, e dov’è Rifondazione Comunista o la Sinistra Italiana mentre si consuma, oltre alla tragedia dei migranti, la tragedia degli omosessuali in Cecenia, quella dei tatari e degli ucraini in Crimea, e quella delle popolazioni civili del Donbas oggi sotto il tallone delle bande filonaziste scatenate da Putin in una guerra mostruosa e che ha già fatto 10.000 vittime e oltre un milione di rifugiati.

Lo dovrebbe spiegare senza ricorrere alla litania della propaganda russa, un Paese praticamente privo di stampa libera, che taccia di nazifascismo gli altri, tenendo però le svastiche a casa propria e nei paesi che occupa.

Deve spiegare anche, come mai in Sicilia si schiera contro la mafia, ma poi in Europa e nel mondo sostiene le oligarchie mafiose della Russia e degli staterelli mafiosi in Cecenia, Donbas, Ossetia e altrove. Deve anche spiegare, come mai Rifondazione Comunista si dice per i diritti umani ma non difende i diritti e le petizioni per difendere gli omosessuali della Cecenia dalla persecuzione e il genocidio. E dovrebbe anche spiegare come mai Rifondazione Comunista non si dichiari nettamente contro il regime fascista di Assad in Siria. Deve spiegare dov’è, oggi, nella questione del Venezuela. Fa l’ologramma di Maduro o altro?




Solo spiegando tutto questo, Giusto Catania inizierebbe ad essere credibile nella lotta alla mafia come nella lotta per i diritti umani e i diritti civili, a partire dalla libertà di stampa e continuando per diritti anche più basilari come il diritto a protestare, il diritto a una vita dignitosa, il diritto alla pace e, purtroppo, tanto, tanto altro.