Italia-Albania, a Palermo ci sono motivi per non tifare la nazionale

di Gabriele Bonafede

 

Il CT Ventura sbarca a Palermo e chiede pubblico e sostegno per la prossima partita della nazionale azzurra al Renzo Barbera nel match con l’Albania per la qualificazione ai mondiali del 2018, previsto per il 24 marzo prossimo. Purtroppo, per lo meno per quanto riguarda i tifosi rosanero, ci sono molti motivi perché non ci sia più un forte sostegno all’Italia come avvenuto in passato.

Uno storico calciatore rosanero in nazionale. Ma non sarà in campo per Italia-Albania.

Uno storico calciatore rosanero in nazionale. Ma non sarà in campo per Italia-Albania.

Va detto, innanzitutto, che su 22 arbitri per la serie A non ce n’è nemmeno uno siciliano, sia pure catanese. Per la precisione, a meno di “oriundi”, non c’è un solo siciliano su 61 tra arbitri e assistenti in organico all’AIA per la serie A. Per trovare un siciliano, Alesi di Agrigento, bisogna includere anche gli “osservatori”, arrivando quindi a un solo siciliano su 79 in organico: un misero 1,1% nonostante la Sicilia rappresenti quasi il 10% della popolazione italiana. Ad esempio la Puglia, tra arbitri, assistenti e osservatori, ne conta almeno sette.

Chissà perché. Forse non ci sono sufficienti scuole per arbitri in Sicilia, ma non è una giustificazione. Anzi.

Ma, soprattutto, va considerato che da decenni il Palermo è stato fortemente penalizzato dai direttori di gara italiani. O per lo meno è questo il sentimento generale tra molti tifosi, anche quelli più contrari a Zamparini. In effetti, nelle ultime stagioni e in tutte quelle disputate in serie A nell’epoca Zamparini, il Palermo è stato particolarmente bistrattato agli occhi dei tifosi rosanero. E alcuni dati oggettivi, oltre alla statistica AIA, ci sono.

Franco Vazquesz segna l'1-0 in Palermo-Verona, trascinando la squadra alla salvezza e siglando il suo ultimo gol con la maglia rosanero.

Franco Vazquez segna l’1-0 in Palermo-Verona, trascinando la squadra alla salvezza e siglando il suo ultimo gol con la maglia rosanero.

La scorsa stagione, nonostante numerosi episodi molto dubbi, è stato concesso un solo rigore ai rosanero in 38 partite. Quest’anno, per quanto la squadra la si veda poche volte in area avversaria, nessun penalty su 15 partite. Nonostante molti episodi dubbi si siano verificati, l’ultimo veramente plateale nei primi minuti di Fiorentina-Palermo. Episodio che ha falsato tutto il resto della partita e lasciato ulteriori strascichi di avversione nei confronti dei direttori di gara.

Nel primo campionato del Palermo in A dell’era Zamparini (quello con i Barzagli, i Corini, i Toni in casacca rosanero), fu negata la possibilità di giocare la Champions per un penalty letteralmente inventato a favore degli avversari negli ultimi minuti di in una partita decisiva con la Sampdoria.

La cosa si reiterò qualche anno dopo e in più occasioni nel corso delle stagioni giocate dai rosa. Tutti ricordiamo il Palermo di Pastore, Miccoli, Ilicic, Darmian e Balzaretti (2010-2011) al quale furono negati ben 25 penalty evidenti nell’arco del campionato, quando la squadra rosa era quella che giocava più di tutte nell’area avversaria. Nel video in fondo a questo articolo si vedono solo alcuni degli episodi più contestati, insieme agli sfoghi dello Zamparini di allora.

Gianni De Biasi nel Palermo, figurina Panini tratta dal sito dell'allenatore della nazionale albanese.

Gianni De Biasi nel Palermo, figurina Panini tratta dal sito dell’allenatore della nazionale albanese.

Ci si ricorda anche di tante altre “sviste” colossali, ad esempio in Genoa-Palermo 3-3 (arbitro Valeri di Roma), in Chievo-Palermo 0-0 (arbitro Peruzzo di Schio) e in innumerevoli, troppi, episodi, persino nell’ultima finale del torneo di Viareggio della scorsa stagione, con monumentali errori in Juventus-Palermo.

Perché dunque i palermitani dovrebbero sostenere l’Italia contro l’Albania? Oltretutto, l’Albania è allenata da una vecchia gloria rosanero, e cioè Gianni De Biasi. Calciatore tra i più importanti in rosa dal 1983 al 1986.

A quell’epoca il Palermo non aveva grandi campioni, ma la memoria è rimasta anche di più: De Biasi era uno dei più amati. Così come, tra i più anziani, è rimasta la memoria di quella finale di coppa Italia dove un’altra “cima” come l’arbitro Gonella scippò il titolo dalla bacheca rosanero: punta dell’iceberg di tante situazioni non digerite, compresa la radiazione del 1986.

Franco Scaldati sapeva cogliere gli umori della curva... e trasformarli in teatro.

Franco Scaldati sapeva cogliere gli umori della curva… e trasformarli in teatro.

Per quanto riguarda i campionati più recenti, rimangono ancora nella memoria i calcioni sistematici alle gambe dei migliori giocatori rosanero, come Dybala e Vazquez, quasi mai sanzionati dagli arbitri italiani. Non ci si stupisce quando in curva, l’irriverente litania dominante è “l’arbitro sempre cornuto è”.

O si ripetano battute di popolo a volte riportate con ironica ispirazione nelle scene teatrali di Franco Scaldati, come: “arbitro, calati i corna ca sta passannu l’apparecchio”. (Traduzione; “Arbitro, reclina il capo provvisto delle le tue meritate corna, perché sta passando un aereo sopra lo stadio e potrebbero involontariamente collidere”).

E c’è, infine, un trend apparentemente non relazionato al calcio. Ma che potrebbe esserlo nella prossima partita della nazionale italiana a Palermo. La Sicilia, infatti, e segnatamente Palermo, ha votato con schiacciante, “bulgara”, maggioranza per il No al referendum costituzionale. Saggiamente per alcuni meno per altri.

Pastore ha appena umiliato alla Juventus. A quell'epoca il Palermo vinceva anche in "11 contro 12".

Pastore ha appena umiliato la Juventus. A quell’epoca il Palermo vinceva anche in “11 contro 12”.

Ma rimane il dato di protesta o per lo meno di evidente risentimento su come è governata l’Italia e su come vanno le cose italiane, che siano economiche, burocratiche o politiche.

E forse denota un ulteriore distacco e opposizione a tutto ciò che è “targato” gestione-Italia, come è evidentemente il mondo del calcio e dell’AIA in particolare.

Ci sarà un “No” persino sul calcio? Lo sport nazionale, spesso, è anche specchio della società. La situazione del Palermo di classifica, con il seguito di delusioni e contrasti, potrebbe fare il resto.

Qualche bandiera albanese potrebbe persino sventolare al di fuori dell’area ospiti, magari accoppiata a sciarpe rosanero. E non solo tra gli spettatori provenienti dal vicino centro di Piana degli Albanesi.

Si materializzerà dunque una diffusa antipatia anche nei confronti della nazionale a partire da Italia-Albania? Forse no, ma il problema si pone.

 

 

In copertina, lo stadio Barbera con il Palermo in serie B. Foto di Gabriele Bonafede

 

Una precisazione a seguito di segnalazione da parte di un lettore per quanto riguarda gli arbitri siciliani. L’articolo si riferisce all’organico ufficiale AIA serie A ad inizio stagione (CAN A). Ovvio che a stagione in corso ci possono essere cambiamenti e qualche arbitro della CAN B come Abisso e Saia di Palermo possa arbitrare anche in A. In ogni caso non cambia granché. Perché la percentuale di arbitri siciliani rimane la stessa e forse anche peggio e l’esordio di Abisso è stato persino un evento per la città di Palermo. In B ci sono anche gli assistenti Oliveri di Palermo, Intagliata di Siracusa e Santoro di Catania e l’osservatore Velotto di Acireale. Sempre pochissimi e comunque nessun siciliano tra gli arbitri della CAN A.

I migliori auguri di ottima carriera vanno ad Abisso, Saia, Oliveri, Intagliata, Santoro e Velotto. Anche per riportare finalmente un buon rapporto tra tifosi siciliani e direttori di gara nei campionati maggiori.