Quanto resta all’umanità con Putin da un lato e Trump dall’altro

di Gabriele Bonafede

 

Diciamoci le cose come stanno. Con Putin da un lato e Trump dall’altro l’umanità sarebbe molto più vicina all’estinzione di quanto non lo sia stata in passato, compresa l’epoca della Peste Nera. Nella migliore delle ipotesi, sarebbe molto vicina al medioevo.

Putin e Trump in quattro famose copertine del Time e del The Economist

Putin e Trump in quattro famose copertine del Time e del The Economist

Un lugubre futuro che non è del tutto improbabile. Anzi. I sondaggi delle elezioni presidenziali-Usa danno il bancarottiere di New York in netta crescita sulla Clinton. Trump potrebbe essere eletto.

Come se i guai del mondo non fossero pochi, ci sarebbe un’America guidata da uno che sostiene di mandare ultimatum di guerra a Messico e Cina, di voler deportare milioni di cittadini americani, di voler affermare la supremazia bianca sull’uomo colorato e di sentirsi in gamba quando tenta di assalire sessualmente una donna approfittando di essere un VIP. Ma soprattutto uno che dice che utilizzerebbe le armi nucleari.

Non ci resta che piangere. E visto che queste potrebbero essere le ultime settimane di vita, per lo meno di vita dignitosa, val la pena riderci su. Nella speranza che una risata li seppellirà, ambedue. Anche se ridere di due tomi come questi è molto difficile.

Dall’aspetto fisico sono inquietanti anche solo a guardarli. Putin sembra la morte in vacanza, perfetto nel ruolo dell’anticristo in un eventuale film a soggetto. Trump, oltre ad avere preso a prestito il look di Biscardi pagando fior di parrucchieri, ha un volume della pappagorgia più grande dell’intera calotta cranica. Sembra un cartone animato dell’horror e mi domando se sia realmente umano oppure siano già in giro i “replicanti” o i robot con sembianze simili a quelle umane.

Nel modo di comportarsi è più che evidente che Putin suggerisca un’infanzia difficile. In confronto, quella di Stalin potrebbe essere stata un’infanzia felice e quella di Hitler addirittura meravigliosa. Soprannominato “Darth Putin” o “Putler” dai suoi più acerrimi nemici, è riuscito a prendere il potere macellando intere popolazioni in Cecenia e poi ha replicato la cosa a raggio sempre più largo, fino ai massacri in Siria.

Donald Trump

Donald Trump

Tutto questo non fa ridere per niente, ma è difficile ridere di Putin: ha proprio una faccia di “qualcosa” troppo evidente. Himmler e Dracula in confronto ispirano fiducia. Con lo sguardo di ghiaccio perso nel vuoto sembra sia uscito fuori dalla parte finale del primo libro della Divina Commedia: ammettiamolo, Putin fa le pentole, ma non i coperchi. Spesso è caduto in trappola e si è fatto fregare l’Ucraina come a un bambino si fregano le caramelle. Quanto s’è incazzato! Nella confusione, è riuscito a dare conto a un paio di stranieri in cerca di donne facili, vodka e polli da spennare.

Amato da veterocomunisti da un lato e neonazisti dall’altro, Putin è l’immagine dell’incoerenza fatta persona. Pinocchio, in confronto, è stato il bambino più sincero del mondo. Il motto di Putin è sempre quello del marito infedele colto a letto in atto sessuale con l’amante: “Negare. Negare sempre anche l’evidenza.” L’umanità, senza dubbio, ama i bugiardi. Per lo meno a giudicare dal largo seguito che un falsificatore di fatti e notizie come Putin ha nel mondo, e specialmente in Italia.

Trump fa ridere di più. Per adesso. Contentiamoci di questo. Quando lo vedi a fare comizi con il dito indice, scatta automatico un riflesso condizionato: mostrargli l’altro dito, quello medio. Se avesse affisso cartelloni pubblicitari per le vie di Palermo con il suo faccione, probabilmente sarebbero pieni del noto codice alfanumerico della Conca D’Oro: 800A. Per la decifrazione, chiedete a un palermitano, non me la sento di svelare il più grande segreto di Stato della mia città.

Uh, oh...

Uh, oh…

Restando a Palermo, Trump sarebbe soprannominato “u russu” per via del colore esagerato dei capelli, ma anche perché è un fan di, beh… Putin. Che è russu anche lui, nel senso di nazionalità. Ce lo immaginiamo a bere superalcolici insieme al suo amico, tra un missile nucleare e l’altro, ma, ahimè chiusi in un bunker antiatomico perché la guerra nucleare, se viene, viene veramente pi’ tutti.

Ma Trump ha mille risorse: sa insultare come nessuno. In confronto, Grillo e Salvini sono dei principianti. Sa arringare la folla demente come un pifferaio magico: la ipnotizza, la muove, la fa sua con soluzioni talmente cretine da essere semplicemente geniali. Arrivano i cattivoni messicani? Alziamo un muro e lo facciamo pagare al governo del Messico. Genio. Come convinci i messicani a pagare il muro? Se non lo fanno affamiamo tutti i messicani che sono negli Usa (alcuni milioni) togliendogli il lavoro. Genio. E se non basta? Facciamo guerra al Messico con le armi nucleari. Genio. Abbiamo un deficit commerciale? Non commerciamo più. Genio. La Russia ci fa la guerra? Ce la facciamo amica. Genio. La Cina ci rompe i cosiddetti? Ci mandiamo un paio di missili nucleari. Genio.

Mai un politico americano è stato così geniale. D’altronde, ha la faccia di un genio.