Disastro Cinque Stelle in Sicilia: le cifre

di Gabriele Bonafede

Da ogni parte politica si sentono dichiarazioni opinabili sulle elezioni comunali del 2016, ma il disastro Cinque Stelle in Sicilia è impressionante e certificato dai numeri. Basta vedere i risultati: percentuali quasi sempre al di sotto del 14%, a volte meno del 3%, quando in precedenti elezioni, in Sicilia, il movimento di Grillo aveva viaggiato un po’ ovunque tra il 20-25 e il 30-35%.

Domenico Surdi alle urne. L'unico che può veramente sorridere nel disastro Cinque Stelle in Sicilia a questa tornata elettorale.

Domenico Surdi candidato sindaco ad Alcamo. L’unico che può veramente sorridere nel disastro Cinque Stelle in Sicilia a questa tornata elettorale.

Se non è possibile confrontare i risultati con le precedenti elezioni comunali negli stessi comuni, svoltesi prima del “boom” Cinque Stelle e spesso anche prima dell’esistenza delle liste del movimento, è possibile confrontare i dati comune per comune con le ultime elezioni avvenute, cioè quelle europee. Che, oltretutto, furono valutate come un “flop” o quantomeno con delusione dagli stessi capi e militanti del movimento.

Va da se che il confronto non è su significati politici analoghi. Ma è anche vero che, per lo meno sul piano della propaganda e dei contenuti, proprio le elezioni comunali sembrano avere importanza maggiore per il movimento di Grillo rispetto a quelle europee. Infatti, anche in questa tornata i temi della campagna elettorale del movimento si sono incentrati sui valori d’efficienza amministrativa e le idee pratiche, piuttosto che sul piano puramente ideologico. Ci si sarebbe aspettato, dunque, un incremento di voti almeno in termini assoluti se non di percentuale. O perlomeno una sostanziale tenuta. Ma non è così. Si assiste invece a un disastro a Cinque Stelle di proporzioni inimmaginabili alla vigilia del voto in Sicilia.




Va anche detto che alle elezioni comunali l’affluenza, almeno in Sicilia, è stata molto più grande. Eppure il Movimento Cinque Stelle riesce a perdere anche in numero di voti oltre che in percentuale. Nella tabella pubblicata in fondo all’articolo, il salasso in voti e percentuali è chiaramente visibile. Persino ad Alcamo, di fatto un’eccezione isolata dove i penta-stellati hanno fatto nuovamente un “boom” in voti, in percentuale arretrano rispetto al 2014. Negli altri comuni è una catastrofe.

Anna Alba candidata a sindaco del Movimento Cinque Stelle a Favara

Anna Alba candidata a sindaco del Movimento Cinque Stelle a Favara

In media, il M5S perde qualcosa come il 14,9% nei dodici comuni sopra il 15 mila abitanti, persino aggiungendo Grammichele (che ha meno di 15 mila abitanti) dove è stato eletto un sindaco penta-stellato. Se si considerasse il confronto anche per i sedici comuni sotto i 15 mila abitanti, il salasso, in media, sarebbe anche più grave: perché in molti piccoli comuni il movimento non ha potuto (o voluto) presentare liste per le amministrative, ma il simbolo era presente e votato alle europee.

Nella Sicilia sud-orientale, il disastro è maggiore. A Lentini, Noto e Vittoria si situa tra il -22% e il -24,6%.  Il Movimento di Grillo sprofonda soprattutto in quelle che erano considerate roccaforti fino a qualche tempo fa nei vari angoli dell’isola: a Lentini (SR) perde qualcosa come il 24,6%, a Vittoria (RG) perde oltre il 22% e a Terrasini (PA) oltre il 21%.

Non va meglio nella zona di Catania, dove il M5S segna un -16,3% a Caltagirone e un -19,3% a Giarre: in due grossi comuni dalla tradizionale importanza politica per la Sicilia. Sempre in provincia di Catania il M5S riesce ad avere un salasso spaventoso persino dove elegge un sindaco: a Grammichele il voto di lista registra un decremento del 9,2% rispetto alle europee.

Nel complesso, i candidati di lista vanno meglio rispetto al simbolo con le stelle, a volte con percentuali più che doppie rispetto ai voti di lista, come a Favara e Porto Empedocle.




Nonostante in questa tornata amministrativa abbiano votato circa il doppio degli aventi diritto rispetto alle europee, in molti grossi centri siciliani la frana avviene anche in termini di voti. Ben oltre mille voti sono perduti per il movimento di Grillo in ognuno dei centri medi di importanza regionale: a Caltagirone, Giarre, Lentini, Noto, Vittoria. In particolare, a Noto il Movimento Cinque stelle frana spaventosamente dal 26% al 3,78%. Mentre a Lentini, da “roccaforte grillina” con un ragguardevole 35% dei voti ottenuti solo due anni fa, il voto penta-stellato si riduce a un modesto 10,4%. Cioè perde oltre la metà dei voti, pur in una tornata elettorale dove i votanti sono stati molto di più. A Patti il movimento di Grillo è quasi sparito: con soli 235 voti di lista si ferma al 2.75%.

In democrazia è sempre giusto e auspicabile che esistano e siano espresse opinioni diverse sullo stesso argomento. I numeri però sono drammatici per i Cinque Stelle siciliani, e la matematica non è un’opinione.

Semmai sta agli attivisti e i capi politici del movimento trarne le conclusioni politiche. Ma senza nascondersi dietro un dito, magari emulando altri partiti nel non ammettere sconfitte, o per essere più precisi, disastri più che evidenti.

Tabella elezioni M5S_m

 

 

In copertina, Giancarlo Cancelleri, uno dei leader del Movimento Cinque Stelle in Sicilia. Foto tratta dal suo profilo facebook. Le foto nel testo sono tratte dai profili o pagine facebook dei candidati.

 

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