Un romanzo sulla strage di Portella della Ginestra

 

Il segretario Cgil Palermo Enzo Campo presenta il 29 aprile, a Piana degli Albanesi, il libro dello scrittore emiliano Loriano Macchiavelli “Noi che gridammo al vento” (Einaudi Edizione). L’iniziativa, organizzata dalla Camera del Lavoro di Palermo e dall’associazione Familiari sopravvissuti della strage di Portella della Ginestra si tiene venerdì alle ore 17, presso la Casa del Popolo, alla vigilia del 69° anniversario della strage del primo maggio 1947.

La presentazione sarà preceduta da un documentario girato da Franco Insalaco, che ha seguito lo  scrittore, ospitato per due settimane a Piana, durante le interviste e nei sopralluoghi.

Il romanzo è ambientato negli anni Cinquanta a Piana degli Albanesi e nelle masserie dei dintorni e racconta con la forma del giallo la storia della strage e le trattative tra mafia e Stato. L’autore viene accompagnato nel romanzo da un personaggio immaginario, Omero, che con la sua testimonianza ripercorre le storie dei sopravvissuti della strage, principalmente quella di Mario Nicosia, ma anche di Serafino Petta e Giacomo Schirò, tutti e tre ultraottantenni e ancora in vita.

La strage di Portella della Ginestra è stata la prima strage dell’Italia repubblicana, nella quale morirono undici persone, tra le quali anche bambini e ragazzi, e a cui si aggiunsero una trentina di feriti.

L’eccidio del primo maggio del 1947 è stato perpetrato dal bandito Salvatore Giuliano e dai suoi uomini che fecero fuoco contro circa duemila lavoratori, in prevalenza contadini, provenienti da Piana degli Albanesi, San Giuseppe Jato e San Cipirrello, che si erano riuniti nel territorio situato tra Piana degli Albanesi e la valle del fiume Iato, per manifestare contro il latifondismo, a favore dell’occupazione delle terre incolte.