Mentre ci lascia Umberto Eco l’Italia sprofonda nel medioevo. E a Palermo si cacciano i musicisti

di Gabriele Bonafede

Il nome della rosa e Bocca di rosa: due titoli che evocano un mondo, l’uno di un romanzo, del romanzo, l’altro di una canzone, la canzone.

Umberto Eco se ne va, con la vita di uno dei filosofi che più hanno segnato l’Italia nei concetti di semiologia, media, potere e libertà. Spesso, noi comuni mortali, “massa” nella teoria della comunicazione, lo ricordiamo solo per la punta mediatica più famosa, appunto Il nome della rosa. Ovvero, per la discussione e chiarificazione sulle tenebre della mancanza del dubbio, sul potere che distrugge vita e creatività, che distrugge ragione e crescita intellettuale. E morale.Il Nome della Rosa Sean Connery snapshot2

Nel medioevo venivano cacciati dalle città i cantastorie, i cantanti di strada, i musicisti e gli artisti che potevano “dare fastidio”. Erano cacciate le donne che potevano dar fastidio, le Bocche di rosa che turbavano l’”ordine” sociale costituito, e a volte erano lapidate o bruciate.

Quando abbiamo letto Il nome della rosa, e quando abbiamo ascoltato per la prima volta Bocca di rosa, lo stesso sussulto, lo stesso pensiero ci ha attraversato: l’indignazione per quei tempi in cui le bocche dovevano stare cucite, la brutalità dell’apparenza e delle finte certezze cacciavano e perseguitavano l’arte, la conoscenza, e persino i cantastorie e le donne non accettate dalla pubblica “morale” o per dare sazio all’ipocrita “disturbo” a una “quiete” soltanto teorica.

E abbiamo visto quei tempi come tempi lontani.

Ma in un’Italia che sembra aver completamente dimenticato gli insegnamenti di Eco, e gli insegnamenti dei suoi critici più accesi come Danilo Dolci, la litania degli ipocriti necrologi che leggiamo sui giornali sulla scomparsa del filosofo è accompagnata da un nuovo medioevo. Quello della propaganda efferata e dell’uso dei media per mantenere potere e inquisizione mediatica.

12729255_10208344501631010_3468107528944001705_nA Palermo, periferia di un’Italia sempre più medievale, succederebbe persino di peggio. I musicisti di strada, i cantastorie di oggi, sarebbero cacciati al pari di Bocca di rosa. Sembra assurdo, ma pare sia così. Il musicista di strada più apprezzato in città sarebbe stato allontanato, espulso, da Palermo per tre anni. Non si sa con quale provvedimento, e non serve saperlo. Potrebbe essere persino un provvedimento legittimo, da parte dell’amministrazione comunale, ma questo aggraverebbe la condizione medievale ancora di più: allontanato con tanto di regolamento. Quale condizione medievale vive una città con un regolamento che permette un allontanamento legittimo di un artista di strada?

La storia ha dell’inverosimile ma tant’è. Si legge, tra giornali, post nei social e notizie spezzettate e difficili da ricostruire che Hotze Convalis, un cantante olandese pressoché sconosciuto in Italia ma conosciuto da quasi tutti i palermitani, subirebbe una “Procedura di allontanamento da Palermo per tre anni (per allarme sociale e pericolo per la sicurezza pubblica)”, come si legge in alcuni post su facebook.Hotze Convalis 2

Sarà vero? Si stenta a crederlo. Ma in un’Italia sempre più medievale potrebbe persino essere vero. Il musicista ha infatti subito più di una volta il sequestro degli strumenti e i suoi concerti in strada sono stati fermati più volte dai vigili urbani tra le proteste dei cittadini.

Oggi, nel giorno del lutto per la dipartita di Umberto Eco, succede anche questo.

La vicenda di Hotze Convalis è solo una piccola storia di un dramma italiano ben più ampio. Ma è una storia simbolica della decadenza italiana. In questo triste giorno per la scomparsa di un grande filosofo come Umberto Eco, si leggono troppi necrologi molto ipocriti se guardiamo alla situazione della stampa italiana. E la storia di Convalis a Palermo è la manifestazione in pubblico, insieme a tante altre storie, di censura e autolesionismo amministrativo e politico: una storia simbolica di una decadenza spaventosa.

Però, qualcosa, per quanto piccola succede: a Palermo un flashmob è stato organizzato a Piazza Verdi, la piazza del Teatro Massimo per oggi alle 18.00, per protestare contro un provvedimento dal sapore di un’era che, forse, fu. L’evento è diffuso sul social Facebook:

https://www.facebook.com/events/1581255285499794/

Nei seguenti filmati, 1) Un recente intervento dei vigili urbani di Palermo nei confronti del cantante tra le proteste degli spettatori (link); 2) Hotze Convalis in Have you ever seen the rain e 3) in Bocca di Rosa. Ci si chiede quale sia la pericolosità.

https://www.facebook.com/100009377600367/videos/1555547474767824/?pnref=story

 

 

 

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