Furore e dolcezza con “Danny e il profondo blu” al Teatro Garibaldi

di Gabriele Bonafede

Passai dal Bronx nel 1991. In macchina, non ebbi il coraggio di fermarmi. Ma pochi mesi dopo andai a piedi per errore, perdendomi per caso, ad Harlem. Quando Harlem era ghetto fetido e profondo eppure al limite della Columbia University. Era estate e vidi in pochi minuti tutto il furore di Jungle Fever passarmi davanti. È successo anche ieri, all’anteprima di questo Danny portato a nuova luce da un duetto di rara bravura e muscolare composizione.BLu-fronte

Potrebbero essere due quasi-giovani di oggi: a Palermo, a Milano o a Roma. Potrebbero essere i due che “vendono monnezza” nel teatro di Scaldati. Potrebbe essere il riassunto della vita da trentenni, oggi, alla Magliana come a Brancaccio, invece che al Bronx. Sicuramente universale, il testo di Shanley Danny and the deep blue sea è sempre stato attuale, fin dalla sua nascita alcuni decenni fa. E oggi lo è più che mai.

Lo mette in scena al Teatro Garibaldi, in prima nazionale, John Randolph Pepper: il regista scelto per questo testo dallo stesso autore, il premio-Oscar John Patrick Shanley per Stregata dalla luna. Pepper, romano d’origine americana che vive anche a Palermo, lavora tra teatro, fotografia e cinema, tra Stati Uniti, Italia, Francia e Russia. La sua guida sulla performance degli attori è chiara e semplicemente grandiosa, frutto di una vita a teatro e nel teatro, compresa la lunga preparazione di questa prima. Attori e regista hanno praticamente vissuto nel ventre artistico di Palermo per settimane: avvolti dalle scrostate mura di quel gioiello sciamanico immerso tra via Alloro, piazza Rivoluzione e la Magione che è il Garibaldi.

Laura Anzani (Roberta) e Leonardo Sbragia (Danny) lo recitano con inaudita potenza, grazie anche a una cornice, quella del Teatro Garibaldi di Palermo, che ispira già nello spazio polmonare tra palco e quinte. Atmosfera calda nel ghiaccio non-finito di un restauro bello perché rimasto così: sospeso.

Foto di Gabriele Bonafede

Foto di Gabriele Bonafede

E sospeso è il restauro della vita di Danny e Roberta, tra colpa e alcol, tra calci e pugni, tra fiato che non vuol sentire se stesso se non nello sguardo verso l’Illuminata: grandiosità della luna che si fa persona anche se fosse artificiale. La cui luce taglia fino al traguardo delle interiora.

Una storia di sempre, è quella della colpa. Una storia di fetente basso napoletano e di fituso catoio palermitano come di stinky basement nel Bronx. Storia di forma senza forma, di grasso e birra che attraversano gola e arterie. E sangue che passa. A metà del cammino di una vita fottuta, finita, scappata, si può cadere ancora più giù eppure risalire, sempre grazie alla luna. Grazie alla dura dolcezza nel mirare dritto allo sconosciuto di turno lasciandosi andare al letale percorso della riproduzione umana.

Ma per far questo si deve passare da una danza apache, da una capoeira nel segno della sfiducia e della distruzione, raccolta in versi che sono invece affronti, sputi e aggressioni, paure e percosse. Eppure capaci di toccarsi, di sciogliersi superando ira e delusione.

Foto di Gabriele Lentini

Foto di Gabriele Lentini

La coppia Anzani-Sbragia è da urlo. Non recita: capisce, intuisce, sgomenta. Rimangono fissi quegli occhi, quel dolore, quella sfiducia nel non commettere violenza a se stessi e agli altri. E che resiste appesa a un filo di follia mai sopita.

Abbraccia una bambola vestita da sposa Danny, quella Roberta bambina che non vorrebbe mai più riprendere da zero. Abbraccia e coccola quell’uomo da porto Roberta, quel rifiuto degli scaricatori, nato dalla violenza senza scopo, esplosa solo al fine di liberare la propria angoscia di monnezza umana.

Lui non vende monnezza, ma cazzotti e aggressioni: fa lo stesso. E lei. Lei quasi lo supplica di scoparsela, per far finta d’essere in amore senza conoscerne nemmeno il nome.

Il nome è blu: è l’oceano di speranza. Perché giovani vite camminano, à jamais.

 

 

Da venerdì 19 a domenica 28 febbraio – ore 21 al Teatro Garibaldi di Palermo
Merenda TV e YARE Produzioni
presentano
DANNY E IL PROFONDO BLU
Una danza apache
di John Patrick Shanley
regia John R. Pepper
con Laura Anzani e Leonardo Sbragia
traduzione Leonardo Sbragia / adattamento Enrico Vanzina
scene e costumi Mela Dell’Erba
disegno luci e suono Patrick Boggero
musiche originali ‘The Pepper Brothers’
con il sostegno della ‘Missione Diplomatica degli Stati Uniti D’America in Italia’ e la collaborazione del Teatro Garibaldi di Palermo alla Kalsa

Foto di scena in copertina di Gabriele Lentini.

 

Da venerdì 19 a domenica 28 febbraio – ore 21
Teatro Garibaldi di Palermo alla Kalsa
Via Castrofilippo 30, 90133 Palermo
Da venerdì 11 a domenica 20 marzo – ore 21 (domenica ore 16)
Teatro Delfino di Milano – Spettacolo da venerdì a domenica
Piazza Piero Carnelli – 20138 Milano

 

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