Hillary-Sanders e il giallo della monetina

Mentre in casa repubblicana Trump grida “al ladro” per la vittoria di Ted Cruz, tra i Democratici si scatena il giallo dei “Testa-o-Croce” in diversi caucuses democratici per l’attribuzione dei delegati.

di Yulia Bright

Nella vittoria in Iowa di Hillary Clinton su Sanders per pochi decimi di punti percentuali (49.9% Clinton – 49.5% Sanders, secondo i risultati di Des Moines Register; 49.9% Clinton – 49.6% Sanders, secondo quanto trasmesso dalla CNN) c’è molto probabilmente la mano del Caso in favore dell’ex First Lady e Segretario di Stato. I due, infatti, secondo l’ultimo sondaggio prima delle elezioni del caucus di Iowa, avevano un distacco minimo e una vittoria di Sanders all’ultimo metro della corsa non era data affatto per impossibile.Primarie USA Clinton Sanders Trump Cruz_m

Il testa a testa tra i due candidati democratici è stato effettivamente senza tregua: una nottata davvero lunga e probabilmente concitata, mentre i primi risultati andavano a delinearsi attraverso l’assegnazione dei delegati: compito piuttosto complesso, dovuto anche alle regole stabilite dal Partito Democratico per lo svolgimento dei caucuses, che sono leggermente differenti da quelle previste per il Partito Repubblicano.

Il Partito Repubblicano, nelle diverse sezioni di ogni contea dello stato federale, prevede lo svolgimento di vere e proprie votazioni con l’uso della preferenza scritta; i risultati vengono successivamente trasmessi alla sede centrale del partito che assegna il numero dei delegati sulla base del risultato complessivo ottenuto da ciascun candidato alla presidenza: una sorta di sistema maggioritario.

Diversamente, il Partito Democratico prevede altre regole. Innanzitutto non ci sono preferenze scritte e il sistema per l’attribuzione dei delegati avviene su base proporzionale, dove i candidati alla presidenza devono conquistare il maggior numero di rappresentanti per ogni contea per andare a determinare il numero dei delegati di contea, per avere successivamente l’attribuzione finale dei delegati per l’intero stato federale, in questo caso in Iowa.

Altra peculiarità è la modalità con cui i delegati a livello di contea vengono assegnati: nelle sedi allestite in ogni contea i partecipanti al caucus, preventivamente iscritti e registrati nel Partito Democratico, vanno a costituire dei veri e propri gruppi di opinione a sostegno di ogni candidato, e già in fase di partenza fanno registrare delle percentuali di gradimento.

12659573_10208458685209717_625141994_nDurante lo svolgimento avviene una vera e propria gara tra i vari gruppi, il cui obbiettivo è quello di raggiungere la percentuale più alta di influenza aumentando (se possibile) il numero di sostenitori, convincendo anche i partecipanti iscritti indecisi. I gruppi a sostegno di un certo candidato che non raggiungono entro un tempo determinato dal regolamento una soglia del 15%, vengono esclusi dalla competizione in quella sede. A questo punto, venendo a mancare il candidato da sostenere, i partecipanti possono decidere di rimanere comunque allineandosi con uno dei gruppi rimasti in gioco. Insomma un vero e proprio “mercato”, basato sul convincere, o lasciarsi convincere, a sostenere un candidato piuttosto che un altro.

Scaduto il tempo previsto dal regolamento, in base al numero di sostenitori che viene riportato per ogni gruppo a favore di ciascun candidato, si attribuisce il risultato finale in percentuale, che viene usato per calcolare i delegati a livello di contea: è chiaro quindi che, in un caso di competizione come quello tra la Clinton e Sanders, visto il distacco davvero minimo in Iowa, la possibilità di situazioni di parità non è così improbabile.

Senza contare i risultati che in contemporanea si registravano attraverso il voto online con l’App ufficiale di Microsoft: numeri che di fatto erano in linea con il trend registrato nelle varie sedi elettorali.

Alla luce delle modalità di svolgimento descritte è evidente che un ballottaggio non avrebbe alcun senso, visto che la percentuale raggiunta determina su sistema proporzionale il numero di delegati da attribuire a ciascun candidato. E in situazioni di vantaggio di pochi punti percentuali, il regolamento del Partito Democratico prevede un solo modo per decretare l’attribuzione del delegato “decisivo” in favore di uno dei due contendenti: giocarsela al “coin toss”, ovvero letteralmente a “Testa-o-Croce” con il lancio di una moneta. Sanders

I rappresentanti dei due candidati in situazione di pareggio “chiamano”, quindi, per il proprio candidato una delle due facce di una moneta; dopodiché un garante compie il lancio; e il Fato, infine, decide a quale dei due candidati andrà il delegato in più.

All’indomani dei risultati del caucus in Iowa, mentre in casa repubblicana si apriva la guerra-social di Trump a colpi di tweet nei confronti del presunto broglio in favore di Ted Cruz, tra i Democratici si apriva il dibattito sul giallo dei “Testa-o-Croce” tra Hillary e Bernie: quanti fatti, quanti vinti da Sanders e quanti da Clinton; diverse e non sempre concordanti le versioni dalla CNN alla BBC, dal Washington post al Guardian.

La CNN, con riferimento ai dati rilevati dall’App ufficiale di Microsoft, fa riferimento a 7 casi di pareggio risolti con il metodo del lancio della moneta: di cui 5 sono stati vinti da Sanders e 1 da Hillary (Sanders vs Clinton), e 1 da O’Malley (Sanders vs O’Malley).

Diversa invece è la versione del Des Moines Register (fonte ufficiale degli ultimi sondaggi primi del voto), ripresa poi anche dal The Guardian e BBCnews, che rileva altri sei casi di competizione tra Sanders e Clinton, vinti tutti da Hillary: un vero e proprio segno del destino favorevole, visto che la probabilità di vincere sei lanci su sei é molto bassa (pari a 1/64 o il 1,56%).

Hillary sanders testa e croce imagineIn realtà è praticamente impossibile stabilire il numero di quanti “Testa-o-Croce” siano stati fatti: le versioni sono differenti, e non è possibile affidarsi solamente al dato rilevato da Microsoft, perché diversi sostenitori e partecipanti hanno twittato e condiviso brevi video sulla rete, per testimoniare la tensione emotiva di quei pochi secondi di lancio per decretare il vincitore tra Bernie e Hillary.

In un articolo del Washington Post, che prova ad analizzare questa bizzarra contesa tra i due candidati democratici, Sam Lau, Responsabile Comunicazione del Partito Democratico, ha affermato che: “Di fatto è stato molto complicato stabilire quanti delegati siano stati attribuiti con il lancio della moneta: alcune sedi hanno comunicato il risultato finale attraverso l’uso di un’altra applicazione per smartphone che non descriveva la modalità di selezione dei delegati (ovvero se fossero ricorse al “Testa-o-Croce” finale o meno); e solo 7 contese sono state registrate dall’Applicazione Ufficiale di Microsoft: di cui 5 vinte da Sanders e una solo dalla Clinton. Il Des Moines Register riporta l’esistenza di altre 6 contese vinte tutte dalla Clinton. In realtà non sapremo mai il numero effettivo di contese che si sono verificate; ma possiamo comprendere quanto effettivamente siano state decisive nell’attribuzione dei delegati.”

Effettivamente pare che il numero di contese giocate al “Testa-o-Croce” non siano riconducibili solo alle 7 registrate ufficialmente da Microsoft: la rete, e Twitter, hanno dato testimonianza che ce ne siano state diverse.

Sicuramente, qualunque sia il numero reale di queste contese e quanto sia stato determinante il Caso nel caucus democratico in Iowa, la vittoria sul filo di lana di Hillary Clinton potrebbe essere davvero un segno voluto anche dal destino per affermarsi come candidata del Partito Democratico alla Casa Bianca: perché come sosteneva Machiavelli, il successo è determinato da due fattori fondamentali, 50% di Virtù (talento) e 50% di Fortuna (destino).

D’altro canto Sanders, che risulta il candidato di gran lunga in vantaggio nelle proiezioni per il prossimo caucus di martedì 9 Febbraio in New Hampshire, può consolarsi e crederci ancora: dopotutto la campagna è appena cominciata e anche se la Fortuna ha probabilmente girato in una direzione non favorevole, il corso degli eventi, la tenacia, l’impegno e la costanza sul campo elettorale possono ancora far sperare in una non improbabile vittoria.