Mario Pupella torna al Biondo dopo 45 anni. Con “La Fame/La Peste” di Salvo Licata

 

di Gabriele Bonafede

Con la regia di Luca D’Angelo, recentemente impegnato al Piccolo di Milano, debutterà alla Sala Strehler del Teatro Stabile del Biondo mercoledì 13 gennaio un’interessante sperimentazione teatrale su testi, conosciuti a Palermo, di Salvo Licata: La Fame/La Peste.

Oltre a un epilogo aggiunto, sempre di Salvo Licata, è una delle rare volte in cui sia La Fame, sia La Peste, sono pensate e realizzate “in intero” e nella stessa rappresentazione. Non solo, il cast è particolare perché vede per la prima volta insieme due copiosi attori di teatro e cinema palermitani: Salvo Piparo e Gino Carista. Con loro ci saranno anche Stefania Blandeburgo, Costanza Licata, Irene Maria Salerno e Mario Pupella: un sestetto che incuriosisce già per spessore, doti multiple e ricerca.Fame_Peste_insieme_2

Pupella, dopo innumerevoli affermazioni al cinema, in TV e a teatro, in una carriera esemplare, torna così al Teatro Biondo dopo ben quarantacinque anni d’assenza. “È un onore recitare al Biondo oggi con un testo di Salvo Licata”, dice. “È proprio lui che mi ha convinto, tanti anni fa, a lasciar stare la carriera militare e intraprendere quella dell’attore. Lavorai al Biondo l’ultima volta quarantacinque anni fa, poi mi misi in proprio e non tornai più. Tornare in scena al Biondo con La Fame e La Peste di Salvo è l’occasione migliore. Devo ringraziare il regista Luca D’Angelo per il dialogo nell’affrontare un personaggio femminile al meglio, la zia Clotilde un’artista che ama la cultura…”

Colorite, come sempre, le batture di Salvo Piparo: “La fame: anche oggi come anni fa a Palermo, perché la cultura da salotto fine a se stessa si manciò tutti cosi, e rimane solo la fame”. Lo si vedrà nei personaggi, nel testo, nel modo in cui è stato pensato lo spettacolo che permette a questo inedito gruppo di dialogare concatenati in più duetti.

Il regista Luca D’Angelo non manca di mettere in risalto il fluido trasformarsi dei personaggi nelle sue intenzioni di regia, che evocano un ridere amaro, certamente, ma che recuperano anche l’essenza teatrale delle trasformazioni, in scena come nella vita. “Con la morte di David Bowie oggi – dice – non posso non ricordare la sua immensa capacità di usare la trasformazione nello spettacolo, e che ha insegnato a tutto il mondo, compresi noi”.

La Fame e La Peste costituiscono un dittico di opere teatrali nate dall’estro poetico e critico di Salvo Licata, giornalista, autore e animatore di teatro palermitano, che negli anni ’60 fu tra i fondatori del gruppo di cabaret politico “I Travaglini”.
“Anche se apparentemente diversi nella loro scrittura lessicale e drammaturgica – spiega il regista Luca D’Angelo – i due testi si rivelano complementari, passando dalla farsa de La Fame alla tragedia de La Peste. Sullo sfondo una ambientazione sospesa in un tempo indecifrato, che assomiglia però alla cruda contemporaneità”.

Fame_Peste_insieme_3La Fame è una farsa esilarante che ha per protagonisti i due ambigui Ciociò e Prurè, artisti improvvisati che escogitano vari espedienti per assicurarsi la sopravvivenza quotidiana. «Il confronto tra i due – spiega il regista – si risolve in un naturale sposalizio, generato dai loro stessi parossismi, raggiungendo vertici comico-drammatici».

La Peste, scritta in forma di oratorio che fonde il vernacolo all’italiano e al latino, è per Luca D’Angelo: «la materializzazione di un mondo onirico, nel quale i personaggi, gli stessi de La Fame, si trovano persi in un vuoto indecifrabile, dove per attestare la propria identità intrattengono aridi rapporti di puro formalismo, che sfociano alle volte in una tirannia dialettica nella quale, abbandonati al gusto della reiterazione e dell’inganno lessicale, lo sfruttato rinsalda, forse con inconsapevole masochismo, l’identità dello sfruttatore, in un cupio dissolvi che trova quiete solo in quei buchi spazio-temporali che Salvo Licata sapeva creare con intensa sagacia».

La Fame / La Peste
Lo spettacolo inaugurerà, il 13 gennaio 2016, la stagione teatrale della Sala Strehler del Teatro Stabile Biondo di Palermo.

La Fame / La Peste
di Salvo Licata
con Stefania Blandeburgo, Gino Carista, Costanza Licata,
Salvo Piparo, Mario Pupella, Irene Maria Salerno
regia Luca D’Angelo
scene Rudy Laurinavicius
costumi Luca D’Angelo
luci Davide Riili
produzione Teatro Biondo Palermo