Palermo, rivolta contro le ZTL-sottosopra

di Gabriele Bonafede

 

Un largo fronte accomuna tanti cittadini palermitani contro le modalità, l’estensione e gli obiettivi illogici delle ZTL a Palermo. Non solo vari consiglieri del PD, consiglieri passati all’opposizione, associazioni, altri movimenti, esperti di urbanistica, avvocati, ma soprattutto comuni cittadini che hanno raccolto l’invito lanciato da Nadia Spallitta e Luisa La Colla ad aderire al ricorso contro Zone a Traffico Limitato concepite per finanziare tre linee di tram palermitano che non passano dal centro, piuttosto che la riduzione delle emissioni di CO2.

La tipica "postura" di un autobus a Palermo. Fermo in riparazione.

La tipica “postura” di un autobus a Palermo: fermo in riparazione. Foto di Giovanni Rosciglione

È ormai chiaro che le ZTL così come sono concepite a Palermo sono “al contrario” o “sottosopra”: non servirebbero per ridurre le emissioni di CO2 ma per finanziare una rete di tram all’oggi monca e impossibile a sostenere finanziariamente, anche per la sola gestione, se non con una tassa apposita.

In effetti, la Palermo di oggi, in una parte del centro storico, è una città parzialmente pedonalizzata. Ma con mezzi pubblici ulteriormente ridotti a causa del tram, lo si è fatto a costo di caos, traffico automobilistico intenso, e prevedibili alte emissioni in tutto il resto della città, soprattutto il centro vero a limitare del centro storico.

A questo si aggiungono nuovi disagi nella mobilità, con storie paradossali di vita giornaliera. La rimodulazione delle corse di autobus ha infatti privato di mezzi pubblici interi quartieri, soprattutto popolari, con numerosi studenti medi che non hanno più come andare a scuola, e lavoratori che non possono recarsi al posto di lavoro, tranne in automobile laddove disponibile, aggiugendo ulteriore inefficienza e caos. Sembra che il trm, così come è stato realizzato, anziché ridurre il traffico automobilistico lo aumenti.

Esistono persino corse troppo corte, con linee di autobus che percorrono solo un paio di chilometri, allungando a dismisura i tempi di percorrenza perché costringono gli utenti a utilizzare più autobus senza motivo, in una città che è cinque volte più piccola di Roma e Milano.

Ci si chiede, tra i numerosi aderenti al ricorso che hanno affollato ieri l’assemblea cittadina anti-ZTL, “Perché l’amministrazione anziché realizzare questo tram non potenziava le linee bus, spendendo un decimo e coprendo tutta la città con un servizio pubblico efficiente e autobus ecologici?”. Mistero.

Inoltre, le modalità di creazione delle ZTL, secondo i promotori del ricorso, sarebbero illeggitime come sottolineato più volte da Nadia Spallitta: “Erroneo, oltre che pericoloso, il collegamento tra Ztl a pagamento e tram poiché suscettibile di annullamento da parte del Tar e idoneo per determinare un danno all’erario del Comune (per il mancato incameramento per entrate fiscali del Comune). Per questo motivo, in sede di Bilancio, avevamo proposto con un emendamento per finanziare l’avvio del tram con altre risorse.”