Un calendario per la pace. Dodici volti a partire da Danilo Dolci

di Gabriele Bonafede

Sarà presentato domani sabato 9 gennaio a Palermo, presso le edizioni Paoline, corso Vittorio Emanuele 456 (di fronte la Cattedrale) alle 18.00 il calendario della pace 2016 edito dal Movimento Internazionale per la Riconciliazione (MIR). Per ogni mese un volto di pace riconosciuto e riconoscibile: Danilo Dolci, Rocco Campanella, Rocco Rindone, Giorgio La Pira, Renato Accorinti, Maria Occhipinti, Turi Vaccaro, Tullio Vinay, Sarina Ingrassia, Pio La Torre, Jinyu Morishita, Giancarlo Lo Porto.

Il calendario unisce le esperienze di costruzione della pace in Sicilia a partire dagli anni ’50 del secolo scorso, in un ampio contesto mediterraneo e mondiale, con una forte ispirazione all’impegno per la nonviolenza e la riconciliazione tra i popoli e le religioni.

Nella copertina del calendario una foto di Erminia Scaglia, con suor Anna, un arcobaleno e Gandhi. Il calendario sarà presentato da Francesco Lo Cascio, del MIR di Palermo, ed è espressamente dedicato ai volti di pace in Sicilia, primo tra tutti Danilo Dolci.

Danilo Dolci nel 1992

Danilo Dolci nel 1992

Così Francesco Lo Cascio commenta: “Da tre anni realizziamo dei calendari. Abbiamo iniziato il percorso con biografie di uomini di pace in occasione del centenario del MIR, nato con gli obiettori di coscienza della prima guerra mondiale. Poi sulla nonviolenza nella fotografia nel corso delle guerre.Il XX secolo è sempre considerato delle guerre, ma è anche il secolo della pace e degli uomini e fatti della non violenza: Luther King, Gandhi, la caduta del muro di Berlino. Quest’anno, continuando questo percorso, vogliamo raccontare la non violenza in Sicilia. Se si fa attenzione, lo sviluppo pratico della non violenza è avvenuto nel Meridione. Le dodici persone del calendario sono storie di nonviolenza in un luogo difficile, affrontate e vinte. In altri posti sono state fatte pubblicazioni, accademia. Da noi ci sono state lotte pratiche sul terreno, se pensiamo a Danilo Dolci, Junyu Morishita, ad esempio.”

Il volto di Danilo Dolci, per gennaio nel calendario, è quello del digiuno che aveva fatto in memoria di un bambino che era morto per fame a Trappeto. L’immensa figura di Danilo Dolci è anche poliedrica, perché ha operato in tanti settori portando a risultati concreti con una lotta non violenta e scientifica alla mafia, per la pace e contro le ingiustizie. Se pensiamo ad esempio alla realizzazione del lago del Poma o a quella dell’ospedale di Partinico, Dolci è stato un successo degli ultimi.

Troppo presto dimenticato e isolato in Sicilia negli ultimi anni della sua opera, mentre era considerato uno dei massimi esponenti della ricerca e della sociologia nel mondo, Danilo Dolci è stato un seme di pace e cooperazione che ha prodotto grandi frutti in Sicilia e altrove. E, dopo la morte, è stato finalmente riscoperto anche in Sicilia con nuove ristampe delle sue pubblicazioni e una rinnovata e doverosa attenzione. Giusto che il calendario parta dal suo volto perché segna, in qualche modo, un seme piantato, un inizio dell’azione di nonviolenza pacifica con risultati concreti in Sicilia.