Orrore e fame nelle città assediate da Assad. Appello a Papa Francesco

di Gabriele Bonafede

Purtroppo gli assedi di Assad contro intere città non sono cosa nuova. Né è nuovo il fatto che centinaia di migliaia di siriani muoiano di fame e di bombe a grappolo, soprattutto bambini, braccati e assediati dalle forze armate di Assad. Eppure, ci sono voluti mesi e centinaia di migliaia di vittime, per fare breccia nella disinformazione che è ormai dappertutto e infesta con notizie false tutto il mondo, facendo del dittatore siriano un interlocutore persino “credibile”.

“Con gli alleati Hezbollah, l’esercito regolare chiude da luglio ogni via di uscita e di accesso alla città montana, prossima al confine col Libano e a 50 chilometri da Damasco. La popolazione muore di fame, molti saltano sulle mine antiuomo. Secondo gli esperti, l’obiettivo dello stillicidio è scambiare la vita dei 40mila civili con quella degli sciiti assediati a loro volta a nord dalle milizie sunnite di Ahrar al-Sham”

Scrive Repubblica nell’occhiello dell’articolo “Siria, l’assedio di Assad strangola Madaya. Dove i bambini si nutrono di foglie” (link: http://www.repubblica.it/esteri/2016/01/05/news/siria_sciiti_sunniti_assedio_madaya-130648726/).

"Non ci interessa se Assad uccide gli adulti, ma almeno salvate i nostri bambini che muoiono di fame"

L’Appello al Papa e all’ONU il 3 gennaio 2015 della popolazione assediata a da Assad a Madaya in Siria: “Non ci interessa se Assad uccide gli adulti ma, vi preghiamo, salvate i bambini di Madaya che muoiono di fame”.

E ancora, un passo significativo: “Da Madaya è praticamente impossibile fuggire. Il territorio circostante è disseminato di mine anti-uomo. Quando qualcuno salta nel tentativo di cercare una via verso la salvezza, il boato inevitabilmente attira gli assedianti sui suoi compagni. Eppure simili sfide mortali sono in continuo aumento, come conferma l’Osservatorio siriano per i diritti umani, perché a Madaya si muore comunque. Dove non arrivano le bombe e i proiettili arriva la fame. Nel solo mese di dicembre si sono contati 31 vittime della carenza di cibo a Madaya”

Repubblica da questa notizia il 5 gennaio, con un certo ritardo. Perché l’appello, nella foto pubblicata dallo stesso quotidiano ma già circolata molto sul web, è del 3 gennaio. E le città siriane sono assediate dalle forze di Assad da quando è iniziata la guerra civile, cioè anni fa.

Adesso anche l’UNHCR si è accorta dell’orrore nelle città assediate dall’esercito di Assad e chiede che passino almeno i convogli con le vettovaglie per un minimo di assistenza. Lo stesso fa Medici Senza Frontiere (MSF), che ha iniziato a distribuire sciroppo medico ai bambini in mancanza d’altro per sostentarli.

Ma il mondo è ancora sordo, e non fa nulla per fermare il genocidio di massa perpetrato dal dittatore della Siria contro il suo stesso popolo. Soprattutto l’Italia è sorda.

L’appello della popolazione di Madaya assediata da Assad con una crudeltà sconfinata è rivolto al Papa e all’ONU ed è shockante: “Non ci interessa se Assad uccide gli adulti ma, vi preghiamo,  salvate i bambini di Madaya che muoiono di fame”.

Purtroppo, finora è inascoltato.