I Razzi della Corea e quelli nostri

di Gabriele Bonafede

Non c’è che dire, Razzi e Salvini sono due grandi cervelli. Solo qualche mese fa andavano a visitare la Corea, forse per chiedere qualche soldino con il cappello in mano, tornando con parole d’elogio. “È la Svizzera”, “Non si sta male”, “Togliamo le sanzioni”. Peccato che adesso nuove e più potenti armi nucleari sono state costruite dai loro beniamini nordcoreani.

Per fortuna, né la Lega né Razzi sono al governo, e la loro “geniale” proposta non ha avuto seguito. Oggi stanno prevalentemente zitti, magari facendo solo qualcuna delle loro dichiarazioni incoerenti. Razzi continua persino a sostenere il dittatore coreano, dicendo che “hanno il diritto di difendersi”. Evidentemente deve farsi per forza i razzi degli altri, piuttosto che quelli nostri.

Eppure, Salvini e Razzi mantengono un seguito di carnevalai che gli vanno appresso. Il bello è che i loro fan gli vanno appresso perché “difenderebbero” i nostri “interessi”.

Meno male che le sanzioni non la abbiamo tolte. E non solo per la doverosa solidarietà alle centinaia di migliaia di detenuti politici in una dittatura di una ferocia senza limiti. Non solo per evitare d’aiutare un regime che tiene sotto il proprio tallone milioni di cittadini ridotti alla disperazione, che scappano alla prima occasione da quell’inferno di povertà e diniego dei più basilari diritti umani. Ma anche per fare i nostri interessi: la pericolosità della Corea nel destabilizzare il mondo è ormai un dato di fatto, insieme alla minaccia nucleare. Se avessimo tolto le sanzioni alla Corea, la minaccia sarebbe arrivata anche più presto. E più potente.

Razzi e Salvini sono senza dubbio utili cervelli. Utili agli interessi di qualcuno, ma certamente non a quelli dell’Italia.