Morto capo dei servizi segreti russi in circostanze misteriose. Si sospettano purghe staliniane

Non è uno qualsiasi che è morto domenica in circostanze misteriose. Si tratta nientemeno che di Igor Sergun, capo dei servizi segreti russi del GRU, forse la più potente organizzazione di spionaggio al mondo. Agenzie governative russe ne hanno dato l’annuncio e la notizia è stata ripresa in molti giornali stranieri, soprattutto turchi, mentre in Italia la cosa è passata quasi inosservata.

Il generale Igor Sergun aveva 58 anni e i motivi della morte, prevedibilmente, non sono stati resi noti. Si sa solo, da fonti ucraine, che aveva partecipato all’occupazione dell’Ucraina orientale insieme alle truppe russe che sostengono con uomini e materiale i separatisti del Donbas.

E non è tutto. Alcuni giorni prima era morto, sempre in circostanze misteriose e senza accenni di malattie pregresse, il generale Shushukin, che guidò l’occupazione della Crimea due anni fa.

Dunque in pochi giorni sono morti, non si sa dove e perché, due generali dell’esercito russo molto potenti. Alcuni commentatori hanno ipotizzato il ritorno alle “purghe” staliniane nel segretissimo mondo politico e militare russo dal quale arrivano solo informazioni di propaganda.

In copertina la foto di Igor Sergun in un’immagine circolata sul web.