I Cinque Stelle si accapigliano anche a Ragusa

 

I grillini siciliani sembrano “esplodere”, o forse implodere, in tutti gli angoli dell’isola. Dopo vari casi, tra i quali Bagheria e Gela, anche a Ragusa scoppiano polemiche intestine al vetriolo, non sempre legate alla restituzione dello stipendio o dei gettoni di presenza.

I giornali ragusani hanno riportato tra ieri e oggi le nuove polemiche tra pentastellati siciliani, con usuali richieste d’espulsione. Così il “Giornale Ibleo” (online: http://www.giornaleibleo.it/2016/01/ragusattiva-sospendete-piccitto-dal-movimento-cinque-stelle/) riporta la nota la nota di “Ragusattiva Cinquestelle”, l’”altro” movimento grillino operante in città, duramente critico nei confronti del primo cittadino Federico Piccitto:

“Se il sindaco del comune di Ragusa avesse tenuto la conferenza stampa di fine anno, come tradizionalmente fanno tutti i sindaci, avrebbe sgomberato il campo dal sospetto di essersi sottratto a tale compito per non rispondere a domande scomode da parte dei giornalisti”. Grillo sconsolato 2

“Domande – prosegue la nota di Ragusattiva riportata dal Giornale Ibleo – che certamente non avrebbero mancato di assimilare la situazione del comune di Ragusa a quella del comune di Gela. Analogie non ne mancano ed esse hanno risalto soprattutto agli occhi di coloro che, dal primo momento, hanno partecipato alla vita del meetup, sin da prima della campagna elettorale del 2013. Quali analogie, vi chiederete? Considerate che a Ragusa erano già emerse similitudini e analogie con Gela. Erano state rilevate, inascoltate, parecchio tempo prima che lo stesso sindaco di Gela venisse eletto. Prima fra tutte la rimozione dei tre assessori Conti, Di Martino e Brafa, scelti tramite selezione e bando pubblico, tramite assemblee pubbliche e sulla base di specifici curriculum. Decisioni condivise con i cittadini; assessori che, scelti con competenze professionali nei vari settori amministrativi, furono defenestrati senza alcun riguardo e valido motivo, tanto che nessun cittadino è mai venuto a conoscenza di tali “ignominiosi accadimenti”.

E via così in una serie di accuse su una gran parte delle politiche locali, compreso il petrolio (per chi non lo sapesse a Ragusa c’è il petrolio).

Il sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, un ingegnere elettronico di 40 anni dal Curriculum Vitae piuttosto scarno per lo meno nella versione resa pubblica nel sito del Comune (e consultabile qui http://www.comune.ragusa.gov.it/comune/sindaco/_allegati/cv_piccitto.pdf), è stato eletto nel giugno del 2013 al ballottaggio, con quasi il 70% delle preferenze, dopo aver preso solo il 15,6% al primo turno e il suo partito il 10,3%.

Anche il “Corriere di Ragusa” diffonde la notizia (su http://www.corrierediragusa.it/articoli/politica/ragusa/33266-il-sindaco-di-ragusa-fara-la-stessa-fine-del-suo-omologo-di-gela-espulsione-invocata-dal-meet-up-ragusattiva-ai-vertici-del-m5s.html):

Piccitto. Immagine tratta da telenova ragusa.com

Piccitto. Immagine tratta da telenova ragusa.com

“Dopo il sindaco di Gela toccherà a quello di Ragusa? Il M5S ha espulso infatti Domenico Messinese per avere tradito i principi ispiratori del movimento e la storia sembra ripetersi nel capoluogo ibleo dove Federico Piccitto è ufficialmente nel mirino del meet-up RagusAttiva. La richiesta ai vertici del movimento è chiara: “I tempi sono maturi affinché Piccitto venga sospeso dal Movimento 5 Stelle e la sua posizione esaminata. Sospeso per mancato rispetto dei principi cardini del Movimento e mancato rispetto del programma elettorale”.

“La frattura è totale – prosegue il Corriere di Ragusa – ed è esplosa dopo i tanti segnali venuti nel corso degli ultimi mesi da parte del gruppo consiliare. I consiglieri pentastellati infatti hanno disertato alcune sedute in modo strumentale per mettere in difficoltà l´amministrazione, hanno poi chiesto la soluzione del caso provocato dalle dimissioni dell´ex assessore alla Cultura, Stefania Campo e non mancando mai di lanciare stilettate al sindaco e ai suoi assessori, in particolare Stefano Martorana, delega al Bilancio, di cui a più riprese è stata chiesta la testa.”

Avanti il prossimo.