Spagna nell’incertezza. Possibili nuove elezioni

di Gabriele Bonafede

In democrazia la politica è un’opinione. Ma deve confrontarsi anche con i numeri. E i numeri, come la matematica, non sono un’opinione. Nei numeri, i risultati delle elezioni generali spagnole dicono una cosa tanto chiara quanto instabile: incertezza. Nella direzione politica dell’elettorato i numeri dicono altre cose altrettanto chiare: innovazione e sviluppo per i due partiti tradizionali, lotta alla corruzione, istanze sociali. I temi nei quali Podemos ha costruito la vittoria, sia pure più limitata di quanto avessero sperato.

La Spagna si trova ora in una situazione d’incertezza politica simile a quella che ha attraversato l’Italia all’indomani delle ultime elezioni politiche. Al bipartitismo si sostituisce, al momento, un tripartitismo con Podemos che è molto vicino ad essere il secondo partito nazionale e il artito Popolare che è al primo posto ma molto ridimensionato, al pari dei socialisti.

La sola cosa certa è che il capo dei popolari, Rajoy, ha in mano la patata bollente. Deve infatti proporre una soluzione al rebus della formazione di un governo. Ma il compito non è affatto facile, innanzitutto per i numeri, ma anche per le dichiarazioni che hanno espresso a poche ore dal risultato acquisito gli esponenti degli eventuali partner.

Molti esponenti del PSOE hanno infatti dichiarato la loro avversione a una coalizione con il PP di Rajoy, ma anche con i Podemos. Dal loro canto i Podemos sono simili ai nostri Cinque Stelle: hanno costruito il loro successo sulla lotta alla “casta”. Dunque è difficile che si alleino con qualcuno, tranne i partiti regionali, cosa che hanno fatto anche in sede elettorale.

Guardando i numeri, l’incertezza si può tradurre in due sole cose: un governo del PP “grosse coalition” con il sostegno del PSOE oppure nuove elezioni. Al momento, viste le dichiarazioni espresse da esponenti del PSOE, sia pure di secondo piano, la seconda ipotesi è più probabile.

Se guardiamo ai mercati, la borsa spagnola va giù del 2,5% e oltre, mentre le altre borse europee crescono moderatamente, grazie al crollo del petrolio, posizionandosi tra un +0,5 e +1%. I mercati sembrano avvalorare la possibilità di nuove elezioni, tanto più che la flessione spagnola aumenta nel corso della giornata.

Immagine in copertina tratta dalla BBC.