Teatro Biondo sospeso lo sciopero, torna in scena “Verso Medea” di Emma Dante

Con un comunicato sul proprio sito internet il Teatro Biondo di Palermo informa sulla sospensione dello sciopero che aveva fermato le rappresentazioni nei giorni scorsi. In particolare, la direzione del teatro informa i possessori di abbonamento e biglietto per “Verso Medea” di Emma Dante sul come vedere lo spettacolo che avrà ulteriori repliche al fine di ospitare l’intero pubblico, a partire da domani, martedì 15 dicembre.

Ecco il comunicato: “A seguito della sospensione dello sciopero proclamato dai sindacati le repliche dello spettacolo Verso Medea di Emma Dante riprenderanno a partire da martedì 15 dicembre. Gli abbonati e i possessori di biglietto che hanno perso lo spettacolo nelle giornate di sciopero, potranno recuperarlo, scegliendo una delle prossime recite, fino ad esaurimento delle disponibilità. Per agevolare il pubblico, si aggiungeranno 2 repliche straordinarie: MARTEDì 15 DICEMBRE ORE 17.30 e GIOVEDì 17 DICEMBRE ORE 21.00. Vi preghiamo di contattare il Teatro a partire da lunedì mattina, per concordare turno e posto numerato, ai seguenti numeri: 0917434301 – 0917434341 – 7434345.”

Verso Medea è uno spettacolo-concerto da Euripide con testo e regia Emma Dante
con Elena Borgogni, Carmine Maringola, Salvatore D’Onofrio, Sandro Maria Campagna, Roberto Galbo, Davide Celona. Musiche e canti Fratelli Mancuso. Luci Marcello D’Agostino. Organizzazione Aldo Miguel Grompone. Produzione Compagnia Sud Costa Occidentale.

Ecco le note di regia di Emma Dante: “Medea compie un viaggio che è un’opera d’amore: la sua natura si plasma e si nutre della sua sofferenza. Sceglie la colpa! La sua storia, la sua indole, lo esigono. Medea è una barbara che non riconosce altra autorità̀ se non quella del proprio istinto, per questo si attacca disperatamente al concetto di libertà. Per lei è rassicurante pensare di essere libera, di poter scegliere il proprio destino, di poterlo fare e disfare con le proprie mani. La sua appartenenza a un gruppo familiare o di classe o di nazione o di religione limita la sua presunta libertà, perché́ Medea si sente straniera ovunque. La sua vera tragedia consiste proprio nella difficoltà di mantenere coscienti le sue pulsioni primitive, lottando disperatamente perché́ non si trasformino mai in regole da rispettare. La diversità di Medea da cui comincerò̀ per avviare l’indagine sui suoi pluriomicidi, ha a che fare col travaglio del parto, con la sua fertilità̀ devastante e rigogliosa, con la sua innata capacità di generare e di perpetuare la specie in un paese abitato soltanto da un popolo maschile inadatto a contenere e a sviluppare il seme. Immagino dei vicoli in cui alcuni uomini camminano di notte mezzo addormentati e sognano pance gravide, vagiti di neonati, corredi di figli annunciati. Si sente un urlo e poi il silenzio. Il travaglio è in atto: Medea sgrava la sua tragedia”

Foto in copertina di Rita Cricchio